Alla ricerca di certezze

Spesso ci facciamo domande a cui è difficile dare una risposta:
  1. (quando abbiamo dei dubbi su una relazione) E' la persona adatta a me? E' meglio lasciarci o stare insieme? E' amicizia o amore?
  2. Il mio partner mi ama veramente?
  3. Ho sposato la persona giusta?
  4. Qual è il lavoro che fa per me?
  5. Come posso evitare di sbagliare in una data situazione?
  6. Che senso ha la mia vita? L'esistenza - in generale - ha un senso?
  7. La vita è meravigliosa o terribile? Benevola o indifferente?
  8. Dio esiste?
  9. Abbiamo un'anima, oppure siamo solo materia?

Cerchiamo l'assoluto

Queste domande ci risultano così importanti e urgenti perché gli esseri umani tendono a cercare quelli che chiamo "assoluti": situazioni che offrono certezze, sicurezza e stabilità, senza alcun dubbio, incertezza, ambivalenza o possibilità d'errore:
  1. La relazione idilliaca: senza conflitti, incomprensioni e frustrazioni
  2. Il "vero amore"
  3. La coppia che dura per sempre
  4. Il lavoro che ci fa sentire realizzati
  5. La scelta migliore e senza rischi
  6. Un senso definito alla nostra esistenza
  7. Vedere la vita come positiva e affidabile, che si prende cura dei nostri bisogni
  8. L'unico vero Dio
  9. La certezza di non essere solo "polvere", e che la morte del corpo non sia la fine di tutto

Troviamo il relativo

Purtroppo queste domande non trovano quasi mai risposte sicure (a meno di voler credere alle bugie che tendiamo a raccontarci). A volte è difficile rispondere perché certe questioni sono metafisiche o trascendenti (come quelle su Dio o sull'anima), per cui non esiste una risposta razionale e oggettiva. Molto spesso, però, non riusciamo ad arrivare a una risposta chiara e netta semplicemente perché la risposta è ambigua, incerta, molteplice.
In altre parole, molti aspetti della realtà non offrono certezze o "assoluti", bensì situazioni relative - ambivalenti, complesse o contraddittorie:
  1. In qualsiasi relazione ci saranno sempre dubbi e difficoltà:
    • nessuna relazione è ideale o perfetta (se non quelle descritte da film e canzoni romantiche), nessuna relazione è mai assoluta ma sempre relativa (con pregi e difetti, limiti e mancanze) - vedi "Relazioni relative" sotto;
    • l'idea di "anima gemella" (il partner su misura a me destinato) è un mito ingannevole;
    • amicizia e amore non sono opposti, ma possono sovrapporsi e coesistere.
  2. Anche se il nostro partner ci ama, ci saranno sempre alcune differenze e incomprensioni; per cui l'amore non sarà mai "totale" e assoluto.
  3. Allo stesso modo, il nostro coniuge avrà sempre delle mancanze e delle incompatibilità, perché non esistono l'uomo perfetto o la donna ideale.
  4. Qualunque lavoro avrà sempre degli aspetti noiosi, frustranti o che richiedono compromessi.
  5. Qualsiasi scelta comporterà aspetti positivi e negativi, e presenterà un certo livello di rischio o di imprevisti.
  6. A meno di credere in un "piano divino" (di cui non si può avere certezza, vedi sotto il paragrafo su Dio), l'esistenza non sembra avere alcun senso preordinato. Rimane quindi ad ogni individuo cercare scopi e obiettivi che diano significato alla sua vita (sempre col dubbio di non trovarli o di sbagliarsi).
  7. La vita è un'esperienza complessa e molteplice: a volte è stupenda, a volte terrificante, inclusa ogni sfumatura intermedia. A volte ci offre supporto ed opportunità, ma spesso ci troviamo a competere in modo "darwiniano" per affermarci o sopravvivere.
  8. L'esistenza di Dio non può essere provata, ma nemmeno la sua assenza: infiniti dibattiti non sono mai giunti ad una conclusione. Rimane quindi una questione di fede, senza risposte certe.
  9. Ci sono molti "indizi" che fanno pensare a una dimensione spirituale, al di là del piano materiale, ma non esistono prove sicure.
In sintesi, ogni situazione ed ogni decisione presenterà sempre dei pro e contro, oppure degli aspetti incerti, ambigui o imprevedibili.
A causa di ciò, il nostro bisogno di certezze e "assoluti" rimane frustrato e inappagato; e ostinarsi a cercarli o pretenderli (criticando gli altri, lamentandoci delle situazioni, lottando contro l'esistenza) aumenta solo la nostra frustrazione.

Relazioni relative, mai assolute

Spiego estesamente questo concetto nel post Relatività Relazionale. Ma in sintesi, quando dico che ogni relazione è "relativa", intendo dire che ci sarà sempre un certo grado di incompletezza e ambivalenza; in altre parole, non esiste una relazione che ha tutto quello che desideriamo, e che è sempre positiva (tranne forse nel periodo iniziale dell'innamoramento, che però finisce al massimo entro 1-2 anni). In particolare, l'ambivalenza implica elementi come:
  • certi aspetti del partner ci piacciono ed altri no;
  • lo amiamo ma può capitarci di detestarlo (o di provare odio e amore allo stesso tempo);
  • in certi momenti ci sentiamo benissimo insieme, in altri fatichiamo a sopportarlo.
Provare queste contraddizioni non significa che l'amore è finito o la coppia non funziona: capitano a chiunque. Quando insoddisfazioni e frustrazione diventano elevate, quindi, piuttosto che mollare tutto e cercare la "persona giusta" (su misura) o la "relazione perfetta" (che non esiste), serve valutare i pro e contro della situazione che stiamo vivendo, e chiedersi se tutto sommato è comunque valida per noi - o se, invece, tendiamo a restarci per pigrizia o paura.

Quando ci confrontiamo con i nostri desideri e con il tipo di relazione che vorremmo, inoltre, può anche essere il caso di chiedersi se quello che sogniamo è "alla nostra portata": poiché ognuno ha una sorta di "valore di mercato relazionale" (che determina quanto interessiamo ad altri e cosa possiamo raggiungere), può accadere di volere risultati oltre le nostre possibilità; questo errore è molto probabile quando non troviamo mai partner che ci vadano bene.

Accettare la relatività dell'esistenza

Cosa fare quindi?
Credo che faccia parte della maturazione di un individuo accettare gli aspetti ambigui e imprevedibili della vita. Così come ad una certa età smettiamo di credere a Babbo Natale, e finiamo con l'accettare che le persone amate prima o poi moriranno, così la maturazione richiede di saper convivere con l'incertezza e la relatività dell'esistenza.

Una persona saggia prima o poi impara a "fare i conti con la realtà":
Allo stesso modo, la persona saggia (o semplicemente matura) arriva ad accettare che gli assoluti, per quanto seducenti, appartengono più al regno dei sogni e delle utopie che alla vita reale. E impara ad apprezzare tutto quello che arricchisce la sua vita, per quanto modesto o "imperfetto", invece di inseguire vanamente l'assoluto e la perfezione.

L'importanza delle piccole cose

A questo proposito, un atteggiamento che può aiutarci a livello pratico è imparare a riconoscere l'importanza degli elementi relativi, ambivalenti o semplici - ma comunque positivi - della vita. Esploro questa capacità nel post "La grande importanza delle piccole cose".

"Ciò che gli uomini vogliono realmente non è la conoscenza, ma la certezza."
(Bertrand Russell)

"Il dramma dell'uomo è di aver rinunciato alla felicità in cambio della sicurezza."
(Sigmund Freud)


Licenza Creative Commons
© 2016 Valter Viglietti. Psicofelicità è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.