Perché nessuno mi vuole?

(questo post è anche disponibile come documento - in formato PDF, EPUB e MOBI - liberamente scaricabile nella pagina Download)

"Perché nessuno mi vuole?" è una domanda che sento spesso in giro, da persone che sembrano non trovare mai qualcuno che li ami, li apprezzi o li desideri. D'altronde, molti anni fa questo affliggeva anche me: desideravo sempre donne che mi rifiutavano, e sembrava che nessuna mi volesse; così, ovviamente, mi sentivo privo di valore e disperato.

La convinzione di non valere

Il problema principale di quando veniamo rifiutati, infatti, è proprio di vedere il rifiuto come segno di non valere nulla: "Se a questa persona non interesso affatto, evidentemente non valgo", è la conclusione che sorge spontanea. Ma questo è ingannevole, perché trascura la componente soggettiva personale: quando qualcuno ci rifiuta, questo non riguarda il nostro valore, riguarda i gusti dell'altra persona. Perché siamo tutti diversi e abbiamo gusti e bisogni diversi, quindi ogni persona ci vedrà - e valuterà - in modo differente.
Per esempio, nella mia vita ho incontrato persone che mi adorano, persone a cui non interesso per nulla, e persino alcuni a cui risulto insopportabile: eppure io sono sempre lo stesso! Cos'è che cambia? Cambiano le altre persone, e quello che piace o meno a loro. E' quindi ovvio che non posso basarmi sul giudizio altrui per conoscere il mio valore... perché ognuno mi darà un giudizio soggettivo e basato sulla propria visione.

Questo è un tema ricorrente negli scritti di Luigi Pirandello: abbiamo bisogno dello sguardo altrui per scoprire chi siamo ma, al tempo stesso, gli sguardi altrui non ci rimandano la nostra vera immagine, ma solo riflessi scollegati e confusi (come frammenti di uno specchio infranto). Una lettura intrigante e rivelatrice della dimensione umana, attuale ancor oggi.

Identità debole e ricerca di valore

La convinzione di non valere a seguito di un rifiuto, avviene in particolare nelle persone con un'identità debole (l'identità è la consapevolezza di "chi sono io"). Se non ho chiaro chi sono, ovviamente non so nemmeno quanto valgo. Di conseguenza, costoro tendono a trovare fuori da sé, nelle opinioni e nei giudizi altrui, un senso di identità e valore; che però è fluttuante perché sempre soggetto al capriccio altrui. Queste persone sentono spesso il bisogno di sedurre, conquistare e/o ottenere l'approvazione altrui, proprio per sostenere la propria fragile identità.

Nessuno può piacere a tutti

E' importante ricordare che essere rifutati può capitare a chiunque: poiché non si può piacere a tutti, ci sarà sempre qualcuno che non è interessato a noi - e, di nuovo, questo non indica che non abbiamo valore, ma solo che ognuno ha gusti diversi. Per quanto essere rifiutati - magari proprio da qualcuno che ci piace molto - è ovviamente doloroso, ricordiamoci che è un evento normale, è parte della vita; quindi non diamogli troppa importanza, passiamo oltre e cerchiamo qualcuno che ci sappia apprezzare.
Ci può essere invece un problema reale quando subiamo una serie di rifiuti, o quando addirittura non incontriamo mai nessuno che ricambi il nostro interesse: in questo caso ci sono probabilmente delle cause sottostanti, che sarà bene identificare. Altrimenti c'è il rischio di ripetere all'infinito gli stessi errori senza uscirne.


Perché veniamo rifiutati

Stabilito che l'essere rifiutati, in generale, non è indice di mancanza di valore, ci possiamo chiedere come mai questo succede. Spesso il problema non risiede in noi, ma nei nostri comportamenti: nel tipo di partner che vogliamo, nel luogo in cui lo cerchiamo, e nel modo in cui ci poniamo.
Di seguito elenco alcune delle cause di rifiuto più comuni.

  1. Vogliamo qualcuno fuori dalla nostra portata
  2. Non sappiamo cosa vogliamo davvero
  3. Scegliamo persone che non ci apprezzano
  4. Cerchiamo tra persone diverse da noi, o cerchiamo nel luogo sbagliato
  5. Non ci esprimiamo, o ci manifestiamo in modo disarmonico
  6. Non stimiamo noi stessi
  7. Ignoranza e pregiudizi
  8. Comportamenti distruttivi o respingenti

1) Vogliamo qualcuno fuori dalla nostra portata

Un errore molto comune è quello di volere qualcuno che è fuori dalla nostra portata. Il problema, qui, è che non siamo tutti sullo stesso livello: ognuno ha un "valore di mercato" diverso, anche sul piano delle relazioni, e se puntiamo a qualcuno che ha un "valore" assai più elevato del nostro (perché è molto più bello, affascinante, talentuoso, colto o di classe), verremo ignorati perché quella persona sa di poter avere "di meglio".

Istintivamente tutti vorremmo "il meglio" dalla vita; questo vale anche nelle relazioni. Per questo le donne sognano il "principe azzurro" (l'uomo che ha tutto: bellezza, fascino, status e ricchezza), e gli uomini sono affascinati dalle modelle (che rappresentano un ideale di desiderabilità). E' quindi naturale essere attratti dalle persone più dotate, ma - ovviamente - anche costoro vogliono il meglio, e quindi le persone "normali" non hanno chance con loro. Può apparire ingiusto, ma la vita funziona in modo "darwiniano", competitivo, non è equa.

Se questo è il nostro errore, è necessario:
  1. saper valutare correttamente il proprio "valore relazionale" (la maggior parte delle persone non ne è consapevole);
  2. e rendersi conto che più "miriamo in alto", e meno avremo possibilità di successo.
Nulla ci vieta di tentare, certo, però dobbiamo essere consapevoli del rischio.

2) Non sappiamo cosa vogliamo davvero

Se alla domanda "Com'è il partner che desideri?" rispondete solo "Bello/a, simpatico/a, intelligente, buono/a (per le donne aggiungiamo 'Ricco')", non avete detto nulla di significativo, è un distillato di ovvietà:
  • Bello/a: che tutti desiderano la bellezza è scontato (vedi punto 1 precedente);
    (lo stesso vale per "Sexy, Attraente, Affascinante...").
  • Simpatico/a: certo, chi vorrebbe stare con qualcuno antipatico?
  • Intelligente: di nuovo, a chi piacerebbe stare con uno stupido?
  • Buono/a: ancora, solo uno squilibrato vorrebbe avere vicino un malvagio.
  • Ricco: come si dice, se è vero che i soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria!
Quindi, se questa è la chiarezza che avete del vostro obiettivo sentimentale, significa che non sapete quello che davvero volete: a livello profondo, personale, come essere umano unico. E non è difficile capire che quando non sappiamo bene cosa cerchiamo, è alquanto difficile trovarlo. Inoltre, quando abbiamo le idee confuse in amore, tendiamo a seguire:
  • l'attrazione istintiva: gli impulsi ormonali, la spinta evoluzionistica - che non sono guide affidabili;
  • oppure le opinioni altrui: quello che gli altri ritengono di valore, buono, giusto - che spesso non è la cosa migliore per noi.

Se non sappiamo bene cosa vogliamo, è bene fermarsi e indagare dentro di noi, alla ricerca dei nostri bisogni profondi. Altrimenti rischiamo di restare delle banderuole che si muovono alla cieca, cercando a caso (o seguendo priorità che non ci appartengono), navi alla deriva che non trovano il porto.

3) Scegliamo persone che non ci apprezzano

Com'è una persona "giusta" per noi? E' quella che, oltre a soddisfare i nostri bisogni:
  • Apprezza come siamo
  • Apprezza quello che possiamo offrirle
  • Apprezza la nostra unicità
  • Accetta i nostri difetti e mancanze
Costui è qualcuno che sta davvero bene con noi (e che ci ama per come siamo).
Chi invece non ci apprezza in modo simile, non sarà mai un partner con cui poter essere in armonia: ci sarà sempre motivo di insoddisfazione e conflitto. E qualunque nostro sforzo difficilmente cambierà l'atteggiamento di qualcuno a cui, in pratica, non piacciamo. Stare dietro a persone che non ci apprezzano è quasi sempre una totale perdita di tempo: si sprecano energia e risorse per qualcuno che quasi mai ci ricambierà.

Però a volte siamo così presi da quello che vogliamo noi, che dimentichiamo di prestare attenzione a questa importante compatibilità. Ma se l'oggetto del nostro desiderio non ci apprezza, non c'è da stupirsi che ci rifiuti: magari lui (o lei) ha tutto quello che noi vogliamo, ma noi non abbiamo quello che egli cerca, e quindi non potrà essere felice con noi.

Inoltre, se non consideriamo quello che possiamo offrire all'altro e se questo può renderlo felice o meno, è possibile che siamo troppo concentrati egoisticamente solo su ciò che vogliamo noi; trascuriamo di vedere l'altro come persona, vedendolo invece come "oggetto" al servizio dei nostri bisogni. Questo atteggiamento narcisistico provoca in genere un istintivo rifiuto - come è naturale (tutti vogliamo essere voluti come persone, non come oggetti).

Se questo è il nostro errore, quando andiamo verso una persona dovremmo considerare non solo quello che possiamo ricevere da lei, ma anche i suoi bisogni e se siamo in grado di soddisfarli.

4) Cerchiamo tra persone diverse da noi, o cerchiamo nel luogo sbagliato

A volte il problema è nel modo in cui cerchiamo:
  • magari cerchiamo tra le persone "sbagliate" (cioè non in sintonia con noi);
  • oppure cerchiamo nei posti sbagliati (dove le persone affini a noi non si trovano).
A volte non troviamo nessuno che ci vuole, perché cerchiamo fra persone non in sintonia con noi. Per esempio un ragazzo sensibile, intellettuale e introverso che cerchi in discoteca o in palestra, avrà poche chances di incontrare ragazze che lo apprezzino e lo capiscano; se invece frequentasse ambienti del tipo "club del libro", conferenze o corsi di lingue, le sue probabilità aumenterebbero.
Può essere che frequentiamo sempre gli stessi ambienti per abitudine, per pigrizia, o perché il luogo in cui viviamo non offre altro. Se però in questi ambienti non ci sono persone che hanno interessi e valori simili ai nostri, è facile che ci sentiamo sempre dei "pesci fuor d'acqua", o privi di attrattive. Ma, di nuovo, non siamo noi ad essere sbagliati, bensì è l'ambiente che non c'entra con noi.

Se ci sentiamo abitualmente "fuori posto", sarebbe bene provare a frequentare altri giri ed altre situazioni, facendo anche il punto sui nostri interessi, passioni ed obiettivi. Stare fra persone affini a noi aumenta di molto le possibilità di incontrare qualcuno che ci piaccia davvero, e che ci ricambi.

5) Non ci esprimiamo, o ci manifestiamo in modo disarmonico

Potremmo anche essere la persona migliore del mondo, ma se non esprimiamo quel che siamo (o lo facciamo in modo sgraziato), nessuno potrà accorgersene.
Molte persone, vuoi per timidezza, educazione o insicurezza, non esprimono le loro idee e personalità; si tengono tutto dentro, oppure si espongono poco per paura della disapprovazione, o - ancora - si conformano alle idee del gruppo, per non rischiare. In tutti questi casi, essi vengono percepiti come persone amorfe, banali e insignificanti.
Molti si fanno condizionare dal bisogno di piacere a tutti, o di non dispiacere a nessuno; ma non si rendono conto che piacere a tutti è impossibile, e che il risultato è - di nuovo - suscitare indifferenza. Certo, così facendo non dispiacerete a nessuno... ma nessuno vi troverà interessante.

Per risultare interessante, è necessario essere autentici, franchi ed esprimersi senza timore della reazione. Certo, in questo modo piaceremo ad alcuni e risulteremo antipatici ad altri; ma sarà comunque molto meglio che fare da "tappezzeria" e risultare invisibili. Inoltre, questo è un buon modo per stabilire con chi siamo in sintonia o meno.

Se siamo dominati dalle paure, oltre a tendere a non esprimerci, saremo anche preda di tensione e ansietà. Questo spesso provoca un senso di disagio in chi ci sta intorno, che tenderà a ritrarsi o escluderci. Se ci avviciniamo ad una persona che ci piace mentre siamo tesi e preoccupati per il risultato, difficilmente faremo una buona impressione. Può sembrare superficiale, ma il modo in cui ci poniamo ha un grande effetto sulle persone (sia nelle relazioni che altrove, per esempio sul lavoro).
Se soffriamo di forti paure o ansia grave, sarà bene affrontarle e cercare di superarle; magari facendoci aiutare da un terapeuta (psicologo, counselor...), oppure frequentando dei corsi, od anche leggendo libri su autostima e fiducia in se stessi.

6) Non stimiamo noi stessi

L'autostima è una specie di "pilastro" che sorregge l'intera personalità, e influenza grandemente tutto quello che riusciamo (o non riusciamo) a fare. E' un elemento fondamentale nelle relazioni, che non va assolutamente sottovalutato.
Se non mi stimo, se io - per primo - credo di avere poco valore, crederò che nessuno può volermi per come sono; quindi, al primo segnale negativo (o ambiguo), concluderò che non ho speranze, fuggirò o saboterò i miei stessi tentativi di approccio. Di converso, se incontro qualcuno che mi vuole, mi sembrerà impossibile, quindi tenderò a non notare questa persona o a non credere al suo interesse.

Inoltre, secondo il principio psicologico per cui tendiamo a far avverare quello in cui crediamo (in inglese, "Self-fulfilling prophecy"), se credo di non valere nulla o di non essere desiderabile (o degno d'amore), tenderò a interessarmi a persone che non mi vogliono: in questo modo, confermerò la mia convinzione profonda. Questo comportamento può sembrare assurdo e illogico, ma molti dei nostri comportamenti (specialmente nelle aree emozionali, come le relazioni) sono guidati dall'inconscio, non dal pensiero razionale. Queste convinzioni negative tendono a rimanere a livello subconscio, perché sono assai dolorose; e più sono inconsce, più influenzano le nostre azioni.

Quindi, la mancanza di autostima può essere la fonte primaria dei nostri fallimenti relazionali.
  • Se sentiamo di non credere in noi stessi,
  • se tendiamo a scoraggiarci facilmente,
  • ed anche se tendiamo a dare agli altri la colpa dei nostri insuccessi (questa è sovente una "strategia" per non ammettere la mancanza di autostima)
è importante essere onesti con se stessi ed ammettere questa fragilità (mentire a se stessi peggiora solo il problema). Anche in questo caso, l'aiuto di un terapeuta, corsi e libri di crescita personale, possono aiutarci a migliorare.

7) Ignoranza e pregiudizi

Tutti noi siamo "portatori" di ignoranza (nessuno può mai sapere tutto) e pregiudizi (idee false che ci sono state inculcate, magari nell'infanzia); e questi due limiti sono particolarmente forti nei confronti del sesso opposto - che spesso ci appare "alieno" e incomprensibile. Così, è facile cadere nelle trappole di luoghi comuni o stereotipi, che deformano il nostro giudizio e ci portano ad azioni inefficaci.
Se rimaniamo nell'ignoranza, tratteremo l'altro sesso come a noi piace essere trattati, dimenticando che uomini e donne sono (spesso) diversi (quindi i risultati saranno ben diversi da quel che ci aspettiamo). Se obbediamo ai pregiudizi, invece di cercare di conoscere davvero la persona che abbiamo davanti, gli applicheremo delle etichette (magari quelle più comode o rassicuranti): in questo modo non potremo mai stabilire con quella persona una comunicazione autentica (men che meno una relazione costruttiva).
  • Ignoranza: i maschi che non capiscono le donne, che non conoscono le loro preferenze o il loro modo di pensare, le approcciano in modi che le fanno allontanare, spesso inorridite; non hanno idea di come compiacerle, sedurle, farle star bene.
    Le femmine che non conoscono la mentalità dei maschi, fraintendono i loro segnali, non sanno cosa piace loro e rimangono confuse e frustrate quando le cose non funzionano.
  • Pregiudizi: se credo a idee tipo "Tutti gli uomini sono bugiardi" oppure "Le donne guardano solo i soldi", è ovvio che mi avvicinerò ad essi con diffidenza e aspettative distorte, falsando ogni approccio.

Per ogni uomo e donna è fondamentale capire meglio "l'altra metà del cielo": altrimenti, come potremo mai creare una relazione significativa con loro? Ci sono molti libri su questo argomento che spiegano le differenze di genere; uno di quelli che ho trovato più utile e piacevole, è "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" di John Gray (Sonzogno ed.)

8) Comportamenti distruttivi o respingenti

In alcuni casi, il problema siamo proprio noi stessi: magari abbiamo qualche tratto caratteriale o comportamento che i più trovano sgradevole o insopportabile, e che fa fuggire persone a cui, altrimenti, potremmo anche piacere. I seguenti comportamenti possono, con buona ragione, spingere lontano qualcuno, o far sì che non ci prenda nemmeno in considerazione:
  • Rabbia e aggressività (eccessive o ingiustificate).
  • Negatività: essere pesanti, sempre pessimisti e lamentarsi di continuo...
  • Stare male con se stessi: non piacersi, detestarsi, provare disagio quando si è soli.
    Chi sta male con se stesso tende a "buttarsi" sugli altri per fuggire al proprio disagio, riversando su di essi ansie o bisogni eccessivi che li fanno sentire soffocati od oppressi, quindi fuggono. Si tende a "divorare" l'altro, a prendere più di quanto si sappia dare: ovvio che questo provochi reazioni di chiusura. In questa pagina una psicologa lo spiega bene.
  • Egoismo esagerato: forte egocentrismo, narcisismo, usare gli altri...
    (N.B.: un certo livello di egoismo costruttivo - nel senso di amare se stessi ed avere cura di sé - è da considerarsi sano e auspicabile. Diffidate da chi vi accusa di egoismo perché non fate a modo suo)
  • Sessualità scadente: trascurare il piacere del partner, forzare pratiche che l'altro non vuole, eccessivo pudore o inibizione.
  • Scarsa igiene personale: essere sporchi o maleodoranti...
Se avete qualcuno dei tratti sopra elencati, il mio consiglio e di ammetterli con umiltà e onestà (in fondo nessuno è perfetto, ma tutti potremmo migliorare), e chiedere aiuto per superarlo.
Pretendere che il mondo ci accetti per come siamo, o che gli altri ci amino "a prescindere", è una pretesa infantile e fallimentare. Come noi non siamo tenuti a farci piacere chiunque, o ad amare qualcuno che ci sta antipatico, allo stesso modo gli altri non sono tenuti a darci ciò che noi vorremo ricevere: se ci teniamo a riceverlo, sta a noi sapercelo guadagnare.

Se sospettate di avere alcuni di questi comportamenti, o anche solo per una verifica, potete chiedere quali siano i vostri difetti o problemi agli amici, e/o alle persone che vi piacciono ma non vi ricambiano: non tutti saranno sinceri (a nessuno piace essere portatore di cattive notizie), ma alcuni sì. Se chiederete con onestà, ammettendo "So di non essere perfetto, ma voglio migliorare", la vostra sincerità potrà portarvi delle utili scoperte.

Partner che ci usano o ci lasciano presto

Oltre all'essere rifiutati o non voluti, un problema simile è quello di sentirsi usati dai partner, o di essere lasciati dopo poco tempo e senza preavviso. Il sentirsi usati si esplica spesso in modi diversi per i due sessi:
  • Alle donne capita di essere usate solo per il sesso, dopodiché il partner sparisce o le cerca solo per quello.
  • Agli uomini capita di essere cercati solo per ragioni "funzionali", per quello che possono dare (in termini di supporto emotivo, servizi pratici o vantaggi economici), e non per quello che sono.
In entrambi i casi ci si sente usati come "oggetti", e non valutati come persone. Quindi non voluti davvero per quello che si è, e per questo si può vivere lo stesso tipo di ferita dell'essere rifiutati, inclusi i motivi per cui questo ci capita (elencati nei punti sopra riportati).

Siamo degni d'amore, ma l'amore non è un diritto

Essere rifiutati è un'esperienza che ferisce (per gli uomini, vedi il post sul desiderio maschile rifiutato), ma non dobbiamo prenderla come un fallimento; piuttosto, come un segno che c'è qualcosa che non funziona e ha bisogno di essere cambiato. Siamo tutti degni d'amore, ma l'amore che vogliamo non è scontato o nostro per diritto: bisogna in qualche modo "esserne all'altezza". Bisogna andare verso gli altri in modo adeguato, chiedere nel modo giusto, e saper dare in proporzione a quanto chiediamo.

Inoltre, se voglio essere amato, è importante iniziare ad amare me stesso. Se non mi amo nemmeno un po', difficilmente verrò amato; se non sento amore dentro di me, sarò sempre alla disperata ricerca di amore fuori da me. Il primo passo verso l'amore per me stesso, è imparare ad accettarmi per come sono.

I problemi elencati nei vari punti indicano che compiamo degli errori: se vogliamo risultati diversi, è una nostra responsabilità personale quella di cambiare e migliorare.
Accusare il fato, piangersi addosso o lamentarsi che il mondo è crudele perché non funziona a modo nostro, può offrire una consolazione momentanea, ma non cambia un bel nulla. Se vogliamo essere più felici, l'unica via è quella di agire per creare quello che desideriamo.

"L'amore è il desiderio irresistibile
di essere irresistibilmente desiderati."

(Mark Twain)


Articoli correlati

Altri post con argomenti collegati (descrizione: fermate il puntatore sul link)

16 commenti :

  1. Si tutto quanto scritto è vero. Ma io mi chiedo...ok non posso piacere a tutti....ma (per carità parlo del mondo virtuale perché nel reale incontrare persone è per me raro...nemmeno fossi appestata)ho conosciuto circa 15 persone in 2 anni e passa...con alcuni nulla da parte mia...ma molti attratti dalla bellezza ma poi fuggiti. Ok non ho un carattere facile e io stessa sono attratta dal bello...ma possibile nessuno mi abbia voluta conoscere meglio? Non sono un mostro...astri fisicamente piaccio (non piaccio però io a me stessa e mi trovo fisicamente mille difetti)...rimane che donne molto meno belle siano accoppiate ...io non arrivo al 3 appuntamento

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ovviamente, non conoscendoti posso solo azzardare ipotesi. Però le tue parole sembrano rivelare problematiche comuni:
      - Se nessuno ti ha voluta conoscere meglio, forse c’è qualcosa nel tuo comportamento che allontana gli altri.
      - Come comprendi anche tu, non è questione di estetica - visto che tante donne meno belle di te sono accoppiate. E’ facile cercare giustificazioni nell’aspetto, ma in realtà è il comportamento che genera l’influsso maggiore nelle relazioni - specialmente dopo i momenti iniziali.
      - Dici che non ti piaci, e sembra che sia vero sia a livello fisico che come persona. Questa potrebbe essere la chiave (o una delle chiavi): se non ti piaci, proietti un’immagine negativa di te (che gli altri percepiscono), e tendi a non credere (o a sfuggire) alle persone che si interessano a te (“Faccio schifo, come è possibile che gli piaccio?”)... a volte fino al punto di sabotare - inconsciamente - le situazioni.
      Per esempio io per molto tempo sceglievo proprio le donne che non mi volevano, perché ero convinto di non essere desiderabile; ci ho messo anni ad accorgermene - ed altri ancora per smettere.
      - Ammetti che è raro per te fare incontri nel mondo reale. E’ forse un segno di difficoltà di relazione, chiusura, paure e insicurezza? Anche questi sono elementi che giocano a sfavore. Le paure, se ci dominano, possono essere distruttive.

      Tu parli di uomini “fuggiti”... Se sono fuggiti, ci sarà una ragione. E siccome il comune denominatore sei tu, mi sembra probabile che la ragione sia in te. Questo non per accusarti o farti sentire sbagliata, ma per indicarti una direzione di indagine.
      Certo, può dipendere anche dagli uomini che scegli (o che lasci avvicinare), ma è probabile che sia anche tu a fare qualcosa che porta gli uomini a fuggire. Potresti provare a chiedere a quegli uomini il motivo della loro fuga, o ad amiche che ti conoscono bene come vedono il tuo comportamento con gli uomini. Spesso gli altri vedono in noi cose che a noi risultano invisibili.

      Qualunque sia la ragione, ricordati che c’è sempre la possibilità di migliorare. E che se il problema è in te, lo è anche la soluzione :-)

      Elimina
  2. Grazie per ogni parola, l'ho apprezzato davvero. Mi sono soffermato particolarmente sul "cercare nel luogo sbagliato" o sul finire per volutamente sabotare i nostri tentativi di approccio. Io mi considero una persona a petto aperto, profondamente sensibile.. ma lentamente la mia autostima, la mia propensione ad amare ed essere amato si è lentamente bruciata, ho gettato carbone ardente su me stesso perché ho cercato costantemente un approccio con persone del mio stesso orientamento, ovvero attraverso un'applicazione per incontri. Ma non fa per me. Sono timido, per parecchi anni sono cresciuto temendo il giudizio degli altri. Ultimamente ho corretto quest'ultima cosa ma mi sento costantemente di fronte ad un vicolo cieco. Mi sento un pesce fuor d'acqua. Perché io, in quell'app, non mi ci ritrovo, non riesco ad approcciarmi nel modo in cui quell'app prevede che ci si approcci, e ogni mio impacciato tentativo (con allegata la foto del mio viso) procura un rifiuto. Uno, due, dieci, venti rifiuti. Sempre e soli rifiuti. Mi sono buttato sull'amarezza, mi sono voluto convincere che sono completamente incompatibile con quel gruppo di persone a cui dovrei piacere, che sono inguardabile (una cosa di cui ancora fatico a convincermi perché ho pezzi di autostima che non vogliono cadere) che non troverò mai nessuno. E ho finito per usare quell'app con astio, giocare amaramente con le mie risposte e le mie foto, assecondare persone che mi fanno ribrezzo. Mi sento completamente non piaciuto, ma anche invisibile (la mia introversione mi porta ad essere anche una persona molto sola). Insomma, io ci tengo alla vita, amo la vita, amo l'arte, non sono stupido e ho il massimo rispetto per tutti. C'è una soluzione a tutto questo che renda la mia esistenza più vivibile? Mi scuso per la lunghezza e grazie se risponderai

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come spesso succede nei commenti, vorrei poterti dare una mano ma da qui posso fare (e capire) così poco. Però ci provo.
      Alla base, mi sembra che hai una grossa difficoltà ad amarti e accettarti; se è così, questo influenza ogni tuo tentativo di approccio, facilitando il fallimento. Per questo, invece di continuare a provare con metodi che non funzionano, sarebbe più utile affrontare direttamente la tua difficoltà di base - cioè il modo in cui ti vedi e ti consideri, la tua autostima fragile.
      Altrimenti, è un po' come voler fare sport con un braccio ferito: per quanto ti sforzi, otterrai risultati scarsi, ed insistere non servirà. Quel che occorre fare è prendersi cura del braccio malato.

      Quando parli di quell'app, ho la sensazione che hai usato l'approccio virtuale per evitare le difficoltà di interagire nel mondo reale. Ma, come hai visto, questo non risolve nulla. Anzi, i limiti e la superficialità di un'app può impedire a qualcuno di apprezzare tue qualità che, magari, dal vivo verrebbero notate.
      Come tu stesso scrivi, quell'app non fa per te; a che scopo insistere? Ti fai solo del male.

      Tu pensi di non valere, di non essere guardabile né desiderabile. Ma non credo sia così: da come scrivi, è evidente che sei una persona con delle qualità. Ma dentro te sembra esserci una parte ferita e dolente, che cerchi di ignorare ma forse sabota ogni tuo tentativo.
      Il problema di quando non amiamo noi stessi, è che cerchiamo sempre l'amore fuori di noi: ma così facendo, quasi mai lo troviamo. Cerchiamo amore come se fosse una "elemosina", ma così facciamo fuggire gli altri.

      Mi chiedi se c'è una soluzione: secondo me è sempre possibile, ma spesso non ce n'è una facile o immediata come vorremmo. Nel tuo caso, mi sembra che la soluzione migliore sia di farsi aiutare da un terapeuta.
      Certo è sempre possibile (e consigliabile) prendersi cura della propria crescita personale, migliorando ed evolvendosi (vedi per esempio i post:
      > Come migliorare te stesso e la tua vita - Gennaio 2016
      > 10 strumenti per diventare più felici - Giugno 2015 ).
      Però farlo da soli può essere lento: io ci ho messo 15 anni a passare da "Voglio morire" a "Il peggio è passato". Un professionista può ridurre di molto il tempo e la sofferenza.

      Se tu avessi una malattia seria, o se tu avessi avuto un incidente, non sarebbe strano farti curare da uno specialista o un chirurgo, no? Se ci succede qualcosa di grave, ci serve aiuto.
      Per le "malattie dell'anima" è la stessa cosa. Il tuo dolore, le tue difficoltà sono dovute a qualche causa: qualcosa le ha provocate, non è colpa tua, e l'aiuto di un esperto può aiutarti a stare meglio.

      Non c'è nulla di cui vergognarsi, c'è solo da riconoscere che ho un problema che da solo non riesco a risolvere. E' del tutto umano, nessuno può fare tutto; nessuno è mai riuscito a fare qualcosa di importante senza l'aiuto di altri.
      La soluzione inizia col chiedere aiuto a chi può dartelo :-)

      Se non sai da dove partire, questa pagina raccoglie numerose risorse:
      http://www.vitafelice.it/aiuto-psicologico-gratuito

      Elimina
  3. E' tutto vero, ma io proprio non capisco per quale motivo nessun uomo si onteressi a me... Eppure a detta di tutti sono una ragazza bella, buon e sempre dolce e sorridente, ho molti amici, non sono un mostro... Possibile che nessuno mi inviti mai a uscire? Io mi piaccio ma vedo che agli altri non piaccio neanche un po' (a parte gli amici che mi conoscono bene, gli altri mi evitano...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo, non conoscendoti, non posso indovinare quale sia il motivo per cui non susciti interesse. Eppure qualche motivo ci deve essere per forza (le cose non capitano per caso), magari rifiuti inconsciamente di vederlo perché scomodo o doloroso.
      Se frequenti sempre gli stessi ambienti e le stesse persone, forse ti sarebbe utile "cambiare aria": incontrare gente nuova, magari seguire attività mai fatte prima. In altre parole, se quel che hai fatto finora non funziona, può essere necessario fare dei cambiamenti.
      Infine, se nessuno ti invita ad uscire, puoi essere tu ad invitare qualcuno che ti piace (anche questo è probabilmente un cambiamento per te). Certo questo può farti paura, ma se rimani passiva e in attesa, non ti stai occupando dei tuoi bisogni (e chi altri può farlo al posto tuo?).
      Ricorda, per creare la vita che vuoi, è indispensabile passare all'azione!
      (vedi il post "Il prezzo della felicità è agire" - Luglio 2014)

      Elimina
  4. Buongiorno, sono anni che frequento ragazzi ma senza trovare l'uomo che si innamori di me... senza neanche farmi capire il perché scompaiono dalla mia vita, premesso che io vado regolarmente da una psicoterapeuta da molti anni principalmente per questo motivo non sono ancora riuscita a capire il perché non riesca a trovare un uomo che si innamori di me per quella che sono. Al di fuori di rapporti amorosi vengo molto apprezzata e stimata sia sul lavoro che sui rapporti di amicizia, non riesco a capire cosa succede quando incontro un uomo e dopo qualche mese se ne va. Io non ho molta stima di me e ho sempre bisogno di conferme da parte degli altri, do molto peso a quello che gli altri pensano di me nel bene e nel male e mi metto sempre in discussione per capire come migliorarmi ma sembra che questo non mi porti comunque a niente, Cosa posso fare sto perdendo le speranze

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta. E' difficile aiutarti senza conoscerti: certamente ci sono motivi per quel che ti succede, ma potrebbero essere molteplici. Dalle tue parole mi sembra che il filo conduttore sia un forte bisogno di essere amata dagli altri, probabilmente perché non ami te stessa e nemmeno ti piaci; questo ti porta anche alla dipendenza dalle opinioni altrui.
      Così a intuito, sembra che ti manchi un senso di identità (chi sono e cosa valgo), per cui sei sempre focalizzata all'esterno, in eterna ricerca di validazione, approvazione e amore (se non sei in grado di dare a te stessa amore e approvazione, continui a cercarli fuori ossessivamente). Forse questo ti porta anche ad essere dipendente e "appiccicosa" con gli uomini che frequenti; se è così, questo potrebbe essere un motivo per cui se ne vanno.
      Il problema è che se non mi piaccio e non mi amo, difficilmente piacerò molto agli altri. L'esterno riflette quel che siamo dentro: se mi trovo orribile, come può qualcuno trovarmi splendido? Per questo la guarigione avviene quando guarisco il rapporto con me stesso, non cercando all'esterno quel che mi manca dentro.
      Finché non sto bene con me, rimango un "pozzo senza fondo" che gli altri non riempiono mai, e da cui tendono ad allontanarsi.

      Quando parli di migliorarti, lo fai per te o per gli altri? Perché se lo fai solo per piacere agli altri, funziona poco. La motivazione del cambiamento deve venire da dentro, deve appassionarci. Se studio medicina solo per fare contento papà, è probabile che sarò uno studente mediocre e un medico scadente.
      Prova a leggere il post "Maschi attraenti e non: Alfa, Beta e bravi ragazzi " (luglio 2014), specialmente il capitolo "La sindrome del bravo ragazzo". Anche se lì ne parlo in chiave maschile, tu sembri avere molti tratti del Beta e della "brava ragazza".

      Infine, se dopo anni di terapia ancora non è chiara l'origine dei tuoi problemi, forse c'è da chiedersi se quella terapeuta sia adatta a te. Non si risolve tutto in un mese, ma dopo anni dovreste avere almeno chiarito le cause principali.

      Elimina
    2. Grazie mille per la risposta.... ho letto il post che mi ha segnalato e mi sono ritrovata in molti punti, ho capito che devo cambiare modo di vedere me stessa e adesso mi viene da chiedere come posso farlo?

      Elimina
    3. Potresti cominciare dal cambiare il tuo approccio: invece di cambiare per farti amare dagli altri, concentrati sul cambiare per stare bene con te stessa, per amarti come sei. Spostare il tuo focus dagli altri a te stessa, metterti al centro del tuo mondo.
      Poi, partendo da questa nuova prospettiva, scrivere in un quaderno le cose che vorresti cambiare in te e nella tua vita; prendi spunti - per esempio - dall'osservare te stessa, dall'incontro con gli altri o da ciò che leggi qui. Scrivile in positivo, come ambizione e non come critica: p.es. "Voglio essere più coraggiosa", invece che "Sono troppo paurosa" o "Devo essere meno bloccata".
      Quando vedi la tua terapeuta, puoi proporre questi argomenti come percorsi su cui lavorare, e discuterne con lei. Puoi anche cercare su Google articoli o libri che parlino degli obiettivi che vuoi realizzare (p.es. "come aumentare l'autostima" o "paura del giudizio"). Meglio capisci i tuoi problemi, più facile diventa affrontarli.

      Naturalmente, cambiare richiede tempo e impegno: quindi sii paziente con te stessa, e impara ad apprezzare ogni tuo piccolo progresso. Crescere è una strada lunga, ma ogni passo ti porta verso una vita più appagante :-)

      Elimina
  5. Buonasera. Premetto che sono d'accordo con quanto scritto, ma in ogni caso non sono riuscita a trovare una soluzione alla mia situazione. Il problema è che in questi anni (ho 18 anni) non c'è mai stato nessuno che si sia interessato veramente a me, che abbia cercato di conoscermi e abbia cercato un approccio. In quest'ultimo anno solo due ragazzi si sono "interessati", ma con entrambi non è finita bene; il primo era un amico di comitiva, ma era troppo diverso da me e dopo poco si è reso conto che effettivamente non avevamo nulla da condividere. Il secondo non lo conoscevo e dopo aver messaggiato per un po' di tempo, ci siamo visti due volte; pensavo che fosse andato tutto bene ed invece dopo la seconda uscita è sparito senza apparente motivo. A parte questi due ragazzi, mai nessun'altro ci ha provato con me e questo mi fa pensare che in me ci sia davvero qualcosa di sbagliato. In più sono stata male per quasi due anni a causa di un rifiuto che mi ha devastata. Questa situazione mi fa stare malissimo; vorrei incontrare qualcuno, ma non ne ho mai l'occasione. Nonostante io esca spesso, non c'è mai nessuno che mi noti e che cerchi in qualche modo un contatto con me. Mi sento davvero sbagliata rispetto a tutte le mie coetanee che sono fidanzate o che comunque frequentano sempre qualcuno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel tuo commento mi colpisce il bisogno che siano altri ad interessarsi a te e volerti.
      Sembri non considerare l'ipotesi di essere TU a scegliere qualcuno che ti interessa, approcciarlo ed invitarlo ad uscire. Come si dice, se la montagna non va da Maometto, può essere Maometto ad andare alla montagna :-)
      Sai, restare passiva e in attesa (come tu sembri fare) non è un atteggiamento invitante. Psicologicamente ti mette anche in uno stato di "impotenza" (essere in balia delle scelte altrui).

      Il mio suggerimento è di uscire dal "guscio", andare incontro agli altri, incontrare molte persone in situazione diverse, lasciarti guidare dai tuoi desideri (quando qualcuno ti ispira), e accettare il rischio di agire ed esporti.
      Magari le cose non andranno sempre come vorresti, ma così facendo è molto probabile che qualcosa in te si sblocchi e si evolva, portandoti nuove opportunità.
      Ricorda che senza azione non si creano risultati :-)
      (vedi anche il post "Il prezzo della felicità è agire" - luglio 2014)

      Elimina
  6. Sono un ragazzo di 18 anni.
    Leggere queste notizie mi ha fatto bene, sto passando un periodo in cui sento di non essere cercato da nessuno.
    Ogni giorno spero di trovare una persona, magari avere una relazione ma nulla. Sono stato rifiutato più volte, ho avuto 3 storie serie, ma ridicole perché sono durate poco(3 mesi massimo) e non sono riuscito a superare momenti in cui mi sentivo talmente preso da quella persona, che cambiavo il mio comportamento preoccupandomi per cose senza senso.
    Non ho nulla che non va, ma sono troppo sensibile e ascolto troppo il giudizo degli altri. Cerco di essere positivo, ma come posso farlo se non mi capita mai nulla di interessante...
    Nel sedurre faccio schifo e questo alimenta il mio pessimismo, che mi porta a credere di fare schifo.
    Do troppa importanza al passato e alle relazioni che ho avuto. Tendo ad essere sempre frettoloso, e per questo motivo ho allontanato una ragazza che sembrava interessata. Durante il giorno sento il peso della monotoni.
    Faccio palestra 3 giorni a settimana, gli altri giorni esco, ho molte amiche e anche conoscienti che mi dicono che vanno dietro a ragazzi che hanno visto per caso, io invece che cerco di farmi notare, non ho ammiratrici. Ora tendo a nascondere queste cose, anche se sento il peso nel farlo.
    Canto per liberare la frustrazione che non riesco a liberare con le parole. E ho il continuo bisogno di sfogarmi con una persona perche solo sento di non farcela.
    Tutto questo mi ha portato a questa pagina.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Permettimi di essere franco: vedo diversi problemi nel tuo modo di ragionare, te li elenco (sapendo di potermi sbagliare) non per criticarti, ma per darti degli spunti da cui partire.

      - Intanto, a 18 anni non puoi aspettarti di combinare chissà cosa con l'altro sesso. E' vero che alcuni ci riescono, ma la maggior parte no. Tutti veniamo rifiutati tante volte (ricevere un sì 1 volta su 10 è giù un successo). Datti tempo per crescere e migliorare.

      - Sembra che non sai apprezzare i tuoi risultati: tre storie serie, una relazione di tre mesi, non sono risultati ridicoli, sono già buoni risultati iniziali. Pensa a chi ha 30 anni e non ha avuto mai nessuna relazione (esistono). La gratitudine (apprezzamento per quel che hai, e quel che ricevi dagli altri) è fondamentale per ottenere ancora di più: non è che non hai saputo apprezzare le relazioni che hai avuto?

      - Ho la sensazione che cerchi una relazione anche perché speri che una ragazza ti faccia sentire bene, ok, degno, meritevole, e quindi attenui il tuo senso di valere poco, di essere inadeguato. Purtroppo funziona al contrario: quando non ti piaci nessuno ti vuole; invece più ti piaci e stai bene con te, più attrai e sei apprezzato dagli altri.
      Vedi ---> Accetta quello che sei

      - Direi che pretendi troppo da te stesso: preoccuparsi per cose senza senso, non saper sedurre, dare troppa importanza al passato e ai giudizi altrui, è normale per un essere umano (e tantopiù se giovane). Si può migliorare in quel senso, ma serve tempo e impegno per evolversi; disprezzarti non ti aiuta, piuttosto applicati nel migliorare (scegli un tuo limite, e lavoraci su).
      Vedi ---> Come migliorare te stesso

      - Mi pare che assumi un atteggiamento passivo: aspetti di "essere cercato", speri che le ragazze "ti vengano dietro", o che ti capitino "cose interessanti"... ma nella vita le cose non arrivano per caso, accadono perché le facciamo accadere noi. Se vuoi una vita interessante, creala tu (leggi, impara, muoviti, incontra, esplora, aiuta gli altri, prova cose nuove, ecc.).
      Dici che "non hai ammiratrici". Mi sembra logico, tu ti senti "ammirabile"? Parrebbe di no. Se vuoi essere ammirato diventa una persona ammirevole, piena di qualità. La vita è "meritocratica", premia le persone ricche di qualità.
      Vedi ---> La vita funziona in modo darwiniano

      - Infine, sembri negare i tuoi limiti: dici che "non hai nulla che non va", ma direi che invece hai molti aspetti che non ti piacciono, o che non sono come vorresti. Il primo passo per vivere bene, è riconoscere i propri problemi, e poi si può iniziare a lavorarci su.

      Ti suggerisco un metodo semplice: fai un elenco di tutte le parti di te e della tua vita che vorresti migliorare, poi scegli le tre più importanti per te, e inizia a informarti su quei temi (articoli, libri, conferenze, corsi). Man mano che impari ed applichi quello che scopri, vedrai che pian piano otterrai risultati migliori.
      Quando sei abbastanza soddisfatto su quei temi, scegline altri dal tuo elenco, e prosegui.
      E' un gran lavoro e richiede tempo? Certo, ma se non lo farai rimarrai sempre come sei adesso.

      Ricorda: finché ti lamenti resterai soltanto immerso nella tua negatività. Quando agisci in modo costruttivo, spargi dei semi che poi porteranno dei frutti.

      Elimina
  7. Leggo come sempre i soliti triti e ritriti consigli, le solite identiche frasi che scrivono tutti gli psicologi: "Se non ami te stesso nessuno ti vorrà mai". Mah, conosco ragazzi bruttini e veramente schifosi dentro, che sparlano male di tutto e di tutti fidanzati con splendide ragazze innamoratissime. Come la mettiamo? Una persona che critica tutto e tutti non può amare se stessa. Eppure ha una bella ragazza innamorata di lui. Quindi i consigli sono sempre parole al vento. La verità è che puoi essere la persona più estroversa o più chiusa di questo mondo, ma se non ti è destinata l'altra metà della mela, resterai sempre a guardare. Parola di uno che ci ha sempre provato con tutte ma nessuna lo ha mai voluto eccetto come amico da approfittarsene. Non aggiungo altro perché le parole sono superflue.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tu confondi la regola con l'eccezione.
      Come quelli che dicono "Mio nonno ha sempre fumato e non gli è mai venuto il cancro, allora non è vero che il fumo è cancerogeno". Errore: il fumo E' cancerogeno, però accadono delle eccezioni.
      Le relazioni non sono una scienza esatta, con regole assolute; è un campo con tendenze e probabilità, mai certezze.

      > "Se non ami te stesso nessuno ti vorrà mai"
      Io non dico questo. Dico che non amarsi rende meno probabile l'essere amati.
      Di nuovo, niente certezze: solo maggiori o minori probabilità.

      > Una persona che critica tutto e tutti non può amare se stessa.
      Vero, in generale, ma può avere comunque qualità che altri apprezzano.

      Chi ha successo nelle relazioni è perché offre qualità che gli altri apprezzano; chi non ha successo, in genere è perché ha poche o nessuna qualità, oppure le ha ma non sa comunicarle (vedi post sul "Valore di Mercato Relazionale").

      > conosco ragazzi bruttini e veramente schifosi dentro [...]
      > fidanzati con splendide ragazze innamoratissime
      Evidentemente quei ragazzi hanno qualità che piacciono a quelle ragazze.

      > se non ti è destinata l'altra metà della mela, resterai sempre a guardare
      Il "destino" è un comodo alibi per le persone che non sanno - o non vogliono - creare la vita che vorrebbero.
      Così, invece di assumersi la responsabilità della propria vita, la scaricano sul "destino" (vedi post "Sei vittima o creatore?").

      > Parola di uno che ci ha sempre provato con tutte ma nessuna lo ha mai voluto
      Tipicamente, a chi va così è perché non offre quello che le donne vogliono. Se non hai le qualità che una donna desidera, perché mai dovrebbe volerti? Solo per farti un favore?
      Se una donna non ha alcuna qualità che a te interessa, mica la vuoi, no? Vale per tutti.

      Anche il fatto di "provarci con tutte", di solito indica un uomo che si comporta da "mendicante": che cerca di afferrare quel che può, ma non è davvero interessato a una donna come persona (e le donne lo sentono), cerca solo di prendere quello che lui desidera.

      > Quindi i consigli sono sempre parole al vento
      I consigli sono utili a chi è disposto a mettersi in discussione, e capire da dove nasce un problema.
      Per chi invece vuole solo piangersi addosso e dare la colpa agli altri, niente e nessuno potrà aiutarlo.

      Elimina

(vedi le linee guida per i commenti)



Licenza Creative Commons
© 2017 Valter Viglietti. Psicofelicità è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.