Sei vittima o creatore? Essere attore o spettatore della tua vita

Quando si parla di attrazione, relazioni e successo con l'altro sesso, noto spesso un atteggiamento da "vittima": persone che si lamentano senza mettersi in discussione, che accusano il sesso opposto, che si trincerano dietro luoghi comuni e pregiudizi, ecc. Queste persone soffrono, e mi dispiace per loro, ma al tempo stesso vedo che fanno poco o nulla per migliorare la loro situazione; a causa del loro atteggiamento, si mettono in una posizione da spettatore passivo della propria vita, invece che da attore o protagonista.

Ho quindi deciso di scrivere questo post per evidenziare la distruttività del vittimismo, per "smontare" certi pregiudizi sulle relazioni, e per incoraggiare chi ha poco successo nelle relazioni a cercare di vivere da "attore" e creatore, plasmando la sua vita invece di subirla passivamente. E' possibile per chiunque, anche se non è facile.
In questo post mi concentro in particolare sulle relazioni sentimentali, ma questi concetti si applicano ad ogni aspetto della vita.

Il vittimismo è comodo, ma ti rovina la vita

Essenzialmente, "fare la vittima" vuol dire:
  • Piangersi addosso, lamentarsi e compatirsi
  • Dare la colpa agli altri per la propria situazione, attribuire all'esterno le cause della propria infelicità
  • Non fare nulla per migliorare la propria situazione
Fare la vittima è un modo di scaricare le responsabilità sul mondo, e vedersi come vittima passiva delle situazioni. Chi lo fa si pone in una posizione "infantile" (il bambino non ha potere, e dipende in tutto dagli altri) e di impotenza (se il problema non dipende da me, non posso nemmeno risolverlo).

Vista la negatività di questo atteggiamento, viene da chiedersi perché lo si assuma: è semplice, fare la vittima fornisce un momentaneo sollievo dalla sofferenza (sfogo), e solleva chi lo fa dal peso di occuparsi dei propri problemi (siccome la causa è esterna, non tocca a me fare qualcosa).

“Una 'vittima' si piange addosso,
dà la colpa agli altri,
e non fa nulla per migliorare”

Sei sicuro di non farlo...?

Chi fa la vittima raramente ammette di farlo, perché ammetterlo vorrebbe già dire assumersi una responsabilità; costoro invece fanno di tutto per scaricare ogni responsabilità e colpa all'esterno, per non ammettere che sono loro stessi a contribuire al problema.
Come ci ricorda il detto "Se non sei parte della soluzione, sei parte del problema", se non contribuiamo in qualche modo a una soluzione, allora è molto probabile che stiamo contribuendo alla continuazione del problema (anche solo con la nostra passività e resistenza).

Se stai leggendo e ti viene da negare con vigore il tuo vittimismo (a tutti capita di cascarci ogni tanto), pensaci bene:
  • Passi più tempo a lamentarti che ad impegnarti verso un risultato?
  • Ti capita di dare la colpa agli altri?
  • Ti succede di avercela con intere categorie? (l'altro sesso, un ceto sociale, un gruppo etnico...)
  • Ti succede di dirti "Tanto non posso farci nulla"...?
Naturalmente nessuno ti obbliga a smettere di farlo... però renditi conto che, finché fai la vittima, non puoi creare la vita che vorresti. La vittima è impotente per definizione, mentre il creatore riconosce il proprio potere (e quindi la propria responsabilità).

Responsabilità, potere e impotenza

Potere e responsabilità sono strettamente legati: se non ho alcuna responsabilità riguardo una situazione, non ho nemmeno il potere di cambiarla. Purtroppo chi fa la vittima non si rende conto di questo legame; e nemmeno del fatto che rifiutando la responsabilità della propria condizione, si pone automaticamente in una posizione di impotenza ("E' colpa degli altri, non posso farci niente" equivale a "Sono impotente a riguardo").
Quindi, negare la propria responsabilità ci pone inevitabilmente in una posizione di passività impotente.

I tuoi limiti non decidono il tuo destino

Vedo molte persone che si sentono "destinate al fallimento" (specialmente nelle relazioni sentimentali), a causa di qualche loro limite. Costoro credono di non avere speranze perché...
Ma queste convinzioni sono ingannevoli. Se sei convinto che nessuno ti vorrà (o che nessuna persona di qualità potrebbe volerti) a causa di quei limiti, sei in errore perché:
  • Non tutti cerchiamo le stesse cose.
  • I fattori che contribuiscono all'attrazione sono molteplici, e se alcuni ti mancano, altri potresti averli, oppure svilupparli.
  • Inoltre, è possibile che alcuni limiti che sei convinto di avere, in realtà non esistano, oppure siano meno gravi di quanto pensi (accade a molte persone, che si vedono peggio di come sono realmente; vedi p.es. dismorfofobia).
Quello che importa è avere delle qualità da offrire: più qualità possiedi, più risultati otterrai. Quindi se vuoi risultati migliori, dedicati ad aumentare le tue qualità.

Certo a tutti piace la bellezza, il fascino e il carisma - ma questo non significa che solo chi li possiede possa piacere. Sarebbe come dire "Solo quelli che hanno un corpo perfetto possono fare sport", ma ciò è falso: i più dotati faranno meno fatica o vinceranno più facilmente, ma tutti possono fare sport (e meglio si allenano, migliori risultati ottengono).
La dimostrazione sono le numerose persone comuni, limitate e persino "difettose" (e in fondo non lo siamo un po' tutti?) che hanno creato relazioni più o meno appaganti.

“Quello che importa
è avere delle qualità da offrire:
più qualità possiedi, più risultati otterrai”

Ricorda: puoi sempre migliorare

Se sei abituato a "buttarti giù", se hai delle "voci interiori" che ti sminuiscono (magari in famiglia ti hanno trasmesso quella mentalità), tenderai ad essere rassegnato e sfiduciato. Vedrai la vita con pessimismo, e ti accosterai a possibili relazioni con paura, invece che con fiducia.
Soprattutto, tenderai a non mettere in discussione i tuoi limiti, a credere che essi ti definiscano, e che non puoi sfuggirgli: ma non è così. La vita è continuo cambiamento, e noi stessi cambiamo in continuazione: per cui il miglioramento è sempre possibile.
Ma attenzione: migliorare non vuol dire "diventare un altro", ma diventare una versione migliore di te stesso. In altre parole, migliorare significa diventare quello che sei destinato ad essere, esprimere tutto il tuo potenziale (la maggior parte delle persone vive solo una piccola parte del proprio potenziale, ed è anche per questo che - come disse Henry D. Thoreau - "vivono vite di rassegnata disperazione" ).

Anche quando fallisci, non vuol dire che sei sbagliato

Se hai provato tante volte ad andare incontro agli altri, o ad approcciare qualcuno che ti piace, e ti è sempre andata male, magari hai concluso che sei sbagliato e non hai speranze. Però è possibile che l'errore non sia in te, ma nel modo in cui ti approcci, nelle tue convinzioni, o in scelte disfunzionali:
  • Per esempio, per molti anni sono stato attratto solo da donne che non mi volevano (e ignoravo quelle interessate a me), quindi credevo di essere brutto e non desiderabile. Quando però mi sono reso conto che ero io a scegliere proprio quelle donne (seppur inconsciamente), ho iniziato a "smontare" quella tendenza.
  • Similmente, certe donne scelgono partner dominanti/"Alfa", da cui vengono spesso tradite o abbandonate (per cui ritengono che tutti gli uomini siano inaffidabili). Se realizzano che sono loro a scegliere sempre uomini di quel tipo, possono fare scelte diverse, basate meno sull'attrazione istintiva e più sulla compatibilità.
  • Oppure, certi uomini approcciano le donne con atteggiamenti che le fanno scappare (in modo invadente, ossessivo o "appiccicoso"). Quando imparano approcci più sani e costruttivi, iniziano ad avere risultati.

Attento a chi ti soffoca la speranza

Oltre a coloro che si buttano giù da soli, o che vengono condizionati dalle "voci negative" nella loro mente, ci sono in giro parecchie persone che rifiutano ogni visione ottimista o possibilista, preferiscono crogiolarsi nel loro vittimismo, e cercano di convincerti che valga anche per te: "Dammi retta, non c'è speranza, se sei X o non sei Y tanto vale arrendersi".
Diffida di queste persone: intanto perché generalizzano, e poi perché di solito vogliono "farti affondare" con loro. In genere sono persone che si sentono fallite, e mal sopportano che altri possano fare meglio di loro, quindi tendono a scoraggiarli. Si riconoscono anche per le loro posizioni rigide, non sanno mettere in discussione le loro teorie, anzi ti attaccano se fai notare le loro incongruenze.

Attento alle generalizzazioni

Chi generalizza in modo rigido sulle persone, e specialmente sull'altro sesso ("Gli uomini sono tutti così", "Le donne fanno sempre cosà"...), compie un grave errore: certo ci sono comportamenti più diffusi, ma nella realtà non ci sono criteri assoluti che valgano per tutti. Ognuno è unico, e solo riconoscendo la sua unicità possiamo capirlo (e relazionarci efficacemente con lui o lei).

Non identificarti con i tuoi limiti

Non aggrapparti ai tuoi (presunti*) difetti - bruttezza, grassezza, mancanza di sicurezza, ecc. - pensando che ti precludono ogni possibilità. Se tu provassi a conoscere tante persone, scopriresti che hanno tanti bisogni diversi - e tra questi ce ne saranno sicuramente alcuni che puoi soddisfare. E se puoi soddisfare i bisogni di qualcuno, sarà interessato a te ed a quello che puoi offrirgli.

* Dico "presunti" perché spesso vediamo noi stessi peggio di come realmente siamo: crediamo di essere più brutti, più incapaci, più stupidi, meno interessanti e più insignificanti di quello che siamo. Il problema di sottovalutarsi, di credere di "non essere abbastanza", è forse il più diffuso tra gli esseri umani.

Non sei definito dai tuoi limiti...

Invece di commiserarti per quello che non sei o non hai, dedicati a sviluppare le tue qualità: quando Beethoven è diventato sordo, non si è arreso ma ha continuato a comporre, creando musiche tra le sue più belle (per esempio la celebre Nona Sinfonia).

... ma dalle tue qualità

L'esempio di Beethoven mostra chiaramente come siano le nostre qualità a definirci, non i nostri limiti. Dei grandi personaggi non ricordiamo le loro mancanze, ma il loro contributo all'umanità. Quando vai incontro a qualcuno brillando della tua luce, è questa che viene notata, non i tuoi difetti: un sorriso radioso fa passare inosservata una dentatura irregolare (se non per le persone più superficiali o critiche, e costoro è meglio perderli che trovarli).

L'errore che fanno in molti è di nascondere la loro vera natura quando vanno incontro agli altri:
  • restano chiusi in se stessi;
  • non si rivelano per paura di essere sbagliati o di venire criticati;
  • oppure recitano una parte, risultando falsi e artificiosi.
Vengono quindi percepiti come amorfi, spenti e insignificanti; ed è per questo che vengono ignorati, non per le loro mancanze.

Sei un perdente solo quando scegli di esserlo

I tuoi limiti non determinano se sei un perdente o uno "sfigato". Per me, sei sfigato o perdente solo quando rimani nel vittimismo, quando piagnucoli sui tuoi problemi e te ne freghi di quelli altrui (atteggiamento che induce gli altri ad allontanarsi).

A persone come Stephen Hawking (paralisi), Stevie Wonder (cecità), Alex Zanardi (perdita delle gambe), sono capitate gravi disgrazie: potevano amareggiarsi e piangersi addosso, invece hanno deciso di creare comunque vite produttive ed appaganti. Questi tre esempi (ma sono innumerevoli le persone che non si sono arrese ad eventi avversi) dimostrano chiaramente come i nostri limiti non definiscono la qualità delle nostre vite: sono le nostre scelte a farlo, ed a determinare se viviamo da sfigati o meno.
Di fronte a questi esempi, puoi veramente pensare di essere troppo limitato per avere una vita degna e interessante? Sono i tuoi difetti a bloccarti, o sono piuttosto le tue paure e le tue convinzioni negative?

“I nostri limiti
non definiscono la qualità delle nostre vite:
sono le nostre scelte a farlo”

Non combattere chi desideri

Ci sono molte persone che vedono il sesso opposto come un "nemico", lo temono e lo disprezzano, anche se desiderano intensamente essere voluti e amati da loro. Ma ovviamente questo è fallimentare: la negatività provoca reazioni negative (e non pensate che le donne siano attratte dagli stronzi, ciò che le attrae è ben altro).
Parafrasando uno slogan del '68, "Se volete l'amore, non fate la guerra". Quindi se volete essere benvoluti, apprezzati e desiderati dall'altro sesso, è necessario andargli incontro in modo positivo. Disfatevi dei vostri pregiudizi e avversioni, rendetevi conto che hanno ben poco a che fare con la realtà (non esistono "gli uomini" o "le donne": esistono individui, ognuno unico e differente).

Nella vita incontrerete uomini stupendi ed altri detestabili, donne deliziose ed altre insopportabili; poiché non è possibile cambiare gli altri, l'unica via saggia è avvicinarsi a coloro che ci fanno stare bene ed allontanarsi da quelli che ci fanno stare male. Spetta a noi fare questa scelta, non a loro adattarsi a quello che noi vorremmo.

Riconoscere la propria responsabilità

Per poter cambiare, è indispensabile riconoscere la propria responsabilità:
  • Siamo almeno in parte responsabili di quello che ci accade.
    Se scelgo di agire - per esempio vado a una festa o dichiaro i miei sentimenti - mi espongo sia a rischi che opportunità; se scelgo di non agire, evito i rischi ma perdo anche le opportunità. Quindi le mie scelte contribuiscono alle conseguenze.
  • Siamo completamente responsabili per come reagiamo a quello che ci accade.
    Qualsiasi cosa mi succeda, sta a me decidere come reagire e affrontare l'evento. Sono io a decidere il significato che quell'evento ha per me (poiché tutto è relativo, uno stesso evento viene valutato in modo diverso da persone diverse), e cosa voglio trarne (uno stesso evento può essere visto come una sconfitta o un apprendimento).
Quando riconosciamo queste responsabilità, riconquistiamo il nostro potere, ovvero la possibilità di fare le scelte più utili per noi (potere = possibilità). Come detto prima, invece, negare la responsabilità ("Non dipende da me; non è colpa mia") ci priva del potere (se non dipende da me, allora non posso farci nulla).

Non dico queste cose per farti sentire in colpa se finora sei stato passivo o vittimista, ma per ricordarti che hai sempre delle possibilità di essere più felice, e per incoraggiarti a prenderti cura della tua vita (e peraltro, se non lo fai tu, chi lo farà la posto tuo?).

“Siamo completamente responsabili
per come reagiamo a quello che ci accade”

Scegli di agire da creatore

Una volta riconosciute le proprie responsabilità, e quindi ripreso in mano il proprio potere, si può iniziare a porsi delle "domande da creatore" (ovvero quelle che portano ad uscire da un ruolo passivo, e spingono a vivere da protagonista della propria vita):
  • "Cosa voglio ottenere nella mia vita? Quali sono gli obiettivi che più mi stanno a cuore?"
    (è importante focalizzarsi non su quello che si pensa di dover fare, o che gli altri dicono sia importante, ma su quello che davvero è importante per noi, che accende le nostre emozioni)
  • "Cosa sto facendo per realizzare concretamente quegli obiettivi?"
    (per molte persone la risposta sarà "Non molto" o "Nulla"; va bene lo stesso, l'importante è non abbattersi e cominciare ad agire)
  • "Cosa potrei fare per raggiungere quegli obiettivi?"
    (è utile pensare in termini di piccoli passi progressivi, non di grandi balzi)
Ovviamente questi sono solo alcuni esempi. Altre fonti di ispirazione (che ti spingono ad entrare in azione, a rischiare, a perseguire i tuoi desideri) possono essere: la vita di personaggi che ammiri, ricordarsi i sogni che avevi da giovane, provare a fare le cose che più ti fanno paura...

In sintesi

Le relazioni sono probabilmente la parte più significativa dell'esistenza; sono quello che più dà senso alla vita. Sarebbe un peccato perdersi questa esperienza preziosa perché ci facciamo bloccare dalle nostre paure.
Finché si fa la vittima nulla cambia, niente si risolve. Se invece ci si impegna per capire i propri problemi, per risolverli, per evolversi, la propria vita migliora di conseguenza. Chi semina raccoglie (o meglio, chi semina in modo costruttivo prima o poi raccoglie).
Quelli che vi dicono il contrario, i pessimisti radicali, i disfattisti ostinati, che vogliono convincervi che "Tanto non cambierà nulla", lo fanno per difendere il proprio status quo, la propria vita misera. Non vogliono vedervi felici, perché se ciò accadesse metterebbe in discussione le loro convinzioni fallaci. Hanno troppa paura della vita per vivere davvero, e così sopravvivono; non fate lo stesso errore. :-)

"Dare la colpa non risolve nulla; dare la colpa equivale a rassegnarsi."
(Eldon Taylor)

"Invece di lamentarsi dell'oscurità è meglio accendere una piccola lampada."
(Lao Tzu)

"Un uomo può fallire molte volte, ma diventa un fallito solo nel momento in cui inizia a incolpare qualcun altro."
(John Burroughs)


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Maschio selvaggio vs uomo civilizzato: quale attrae le donne?

Tra le domande più frequenti nella mente degli uomini ci sono: "Che cosa attrae le donne? Che cosa piace loro?". Purtroppo non sempre queste domande trovano risposte chiare, ed anzi spesso le donne stesse danno indicazioni confuse o persino fuorvianti - magari perché anche loro faticano a capire cosa vogliono (dando per scontato che questo tipo di risposte possono essere soltanto generiche, poi ogni individuo è fatto a modo suo ed ha gusti personali).
A volte queste risposte sono errate perché si esita a dire una verità scomoda, o imbarazzante, o politicamente scorretta; questo è uno dei motivi per cui le donne dicono di apprezzare gli uomini gentili, dolci e disponibili, ma raramente confessano di essere attratte eroticamente dai maschi forti e dominanti (una contraddizione che confonde moltissimi uomini). In questo post spiego la differenza tra i due tipi di uomini, e perché i secondi suscitano molta più attrazione nel sesso opposto.

Perché alle donne piacciono i "cattivi ragazzi"

Come ho spiegato ampiamente nel post "Maschi attraenti e non: Alfa, Beta e bravi ragazzi", le donne sono istintivamente attratte dai cosiddetti "maschi Alfa": sicuri di sé, dominanti, aggressivi e mascolini. Questo perché, per milioni di anni, le femmine dei mammiferi sociali (inclusi i progenitori dell’essere umano) hanno teso a preferire il maschio dominante, il capobranco, perché offriva le migliori possibilità in termini di motivazioni evoluzionistiche. Questo preferenza istintiva è ancora presente nelle femmine umane.

“Le donne sono istintivamente
attratte dai cosiddetti 'maschi Alfa':
sicuri di sé, dominanti, aggressivi e mascolini”

Le regole della civiltà

Nel frattempo, però, abbiamo sviluppato la civiltà, e con essa tutta una serie di regole e codici di comportamento. Queste regole tendono a reprimere la nostra natura istintiva:
  • Ci dicono che non dobbiamo: insultare, aggredire, rubare, invadere, sopraffare, alzare la voce, disturbare, fare sesso quando ci va, ecc.
  • Ci dicono che dobbiamo: essere buoni, gentili, disponibili, pazienti, rispettosi, generosi, riservati, educati, quieti, stare fermi, obbedire, contenere i nostri desideri ed istinti, ecc.

L'educazione ci condiziona

Inoltre, fin dalla nascita veniamo educati ad essere in un certo modo, che spesso è lontano dalla nostra vera natura. Anche se i genitori hanno le migliori intenzioni, spesso ci trasmettono che non va bene come siamo, o che dovremmo essere diversi. Questo tende a spezzare la connessione con il nostro Sé più autentico, la parte spontanea, istintiva e selvaggia (che percepiamo come sbagliata, perché ai genitori risulta spesso scomoda).
Non c'è da stupirsi, poi, che la maggior parte delle persone abbia serie difficoltà ad accettare se stessi o ad esprimersi liberamente.

Più civiltà = più nevrosi e meno eros

Ovviamente le regole e l'educazione servono al buon funzionamento della società, e tutti ne beneficiamo. Il guaio è che la repressione indotta dalla società ci rende nevrotici (tesi sostenuta, tra gli altri, da Sigmund Freud e Wilhelm Reich).
Inoltre, limitando fortemente la nostra parte animale ed erotica, questa repressione ci rende più poveri e deboli sessualmente. Quindi, un uomo "troppo civilizzato" risulta fortemente ristretto nel suo potenziale erotico, e questo lo rende anche meno attraente: la sua parte animale è stata "addomesticata", e in quanto tale non ha più quella forza e potenza che eccita le femmine (questo è uno dei motivi per lo scarso successo sentimentale dei cosiddetti "maschi Beta" e dei "bravi ragazzi").

Il dilemma tra maschio selvaggio e uomo civilizzato

In sintesi, l'uomo moderno si trova a dover scegliere tra rimanere "maschio selvaggio" (o animalesco, o selvatico) oppure diventare "uomo civilizzato", e nella maggior parte dei casi sceglie la seconda strada (ovviamente questa è una semplificazione). Alcuni tendono invece a conservare il lato "selvaggio", autonomo e ribelle, e per questo a volte colpiscono l'immaginario e diventano (o ispirano) figure iconiche (come ad esempio Marlon Brando nel film "Il selvaggio", James Dean, Tyler Durden nel film "Fight Club", Wolverine nella serie X-Men, ecc.).
Questa scelta è difficile e dilaniante, perché restare "selvaggi" comporta spesso essere criticati o respinti dalla società, ma sottomettersi alla civiltà risulta in una lotta contro la propria natura ed anche contro la propria autenticità; col rischio di diventare smarriti e alienati (come il personaggio di Edward Norton in "Fight Club", e molte persone che si trascinano in una vita senza senso e senza identità).

Chi è il maschio selvaggio

Quando parlo di "maschio selvaggio", intendo un uomo che è ben connesso alla sua parte animalesca, alle sue pulsioni (per esempio erotiche o aggressive), ai suoi istinti ed emozioni - e non se ne vergogna. Sa lasciarsi andare ai suoi impulsi: è capace di mangiare, danzare, difendersi e fare sesso come farebbe un animale (mentre la maggior parte di noi si vergogna di questi impulsi, li trattiene o li nasconde).
E' un homo sapiens, ma al tempo stesso la sua parte animale è viva e presente; non è detto che essa venga agita (non è fuori controllo), ma non è nemmeno repressa (egli decide di volta in volta quale parte di sé esprimere, seguendo il suo sentire e non le regole altrui). Grazie a questa connessione con la propria parte animale risulta virile, mascolino, ma in modo naturale; senza gli eccessi tipici del "macho" (che è una caricatura esagerata della mascolinità per impressionare gli altri, che spesso nasconde insicurezza).
Il "maschio selvaggio" ha dei tratti in comune con il "maschio Alfa" (impulsività, indipendenza, sessualità intensa), ma non sono la stessa cosa.

“Il 'maschio selvaggio' è un uomo ben connesso
alla sua parte animalesca, alle sue pulsioni,
ai suoi istinti ed emozioni - e non se ne vergogna”

Selvaggio non vuol dire psicopatico

Sia chiaro che, quando parlo di "maschio selvaggio", non intendo un uomo che sia maleducato, egocentrico e prepotente, che si fa solo gli affari suoi ed usa la partner senza curarsene: costui non è selvaggio, è una brutta persona.
"Selvaggio" non equivale a "pericoloso": per esempio un animale selvatico, se non provocato, raramente vi attaccherà. Ma, proprio come un animale, il maschio selvaggio è in grado di reagire e difendersi efficacemente se provocato (mentre l'uomo "troppo civilizzato", avendo represso la sua parte istintiva e aggressiva, tende a subire passivamente).

L'effetto sulle donne

Tornando alla domanda iniziale, ecco come questi due modi di essere influiscono generalmente sulle donne:
  • l'uomo civilizzato viene apprezzato come persona (stimato, brava persona, buon amico, ecc.), ma suscita poca attrazione istintiva;
  • il maschio selvaggio può essere criticato o malvisto (perché a volte meno rispettoso delle regole civili, o meno raffinato), però suscita attrazione in buona parte delle donne.
  • La mente razionale (che si è sviluppata in tempi relativamente recenti) apprezza l'uomo civilizzato;
  • ma l'istinto (che è molto più antico, ed è radicato nella nostra parte animale) non sa che farsene della civiltà; viceversa è stimolato da una forte parte selvaggia ed animalesca (con cui è in sintonia).
Poiché l'attrazione nasce principalmente dall'istinto (sono l'istinto e l'inconscio che ci spingono a innamorarci), ecco spiegato perché un "maschio selvaggio" tende a suscitare molta più attrazione di un "uomo civilizzato" (specialmente se "troppo civilizzato", ovvero sottomesso e addomesticato).

Alle donne piacciono entrambi

Va detto che l'essere civilizzati non è negativo, anzi: le donne in genere apprezzano l'essere educato, gentile e raffinato in un uomo. Però lo apprezzano come "aggiunte" al lato selvaggio, una sorta di "completamento".
Si può dire che le donne tendono a volere un uomo che abbia tutte le qualità, ed in questo ambito molte sognano un uomo che sappia essere sia molto selvaggio che altamente civilizzato (e magari che il primo lato emerga in camera da letto, ed il secondo in società). Purtroppo è abbastanza utopico: non a caso sono stati creati diversi personaggi che uniscono un comportamento da animale predatore a modi da gentiluomo (James Bond, Jason Bourne, il vampiro Edward della serie Twilight... e buona parte dei protagonisti di certa letteratura rosa); peccato che siano tutti immaginari, appunto.

Essere civilizzato ha quindi effetti positivi sulle donne, ma solo se:
  • Non lo si è eccessivamente: nel senso di troppo sottomesso alle regole e alla volontà altrui (nel post parlo infatti di essere "troppo civilizzato").
  • Si mantenga viva e vitale la propria parte selvaggia ed animale, invece di reprimerla ed annullarla.
L'essere civilizzato, da solo, suscita stima ma poca attrazione.
Se questo discorso appare contraddittorio è anche perché le donne, a livello evoluzionistico, sono mosse da più motivazioni, a volte contrastanti.

Essere dominanti e selvaggi nel sesso

Nella mia esperienza, e in quella di molte donne che ho conosciuto, un uomo dominante, selvaggio e animalesco a letto è estremamente sexy ed eccitante. Certe donne sono interessate al sesso solo con uomini di questo tipo; un rapporto sessuale soltanto dolce e gentile è per loro insulso (ovviamente questo vale per alcune donne, non per tutte).
Attenzione però: "dominante" o "selvaggio" non vuol dire stronzo, maniaco o stupratore. Vuol dire un uomo che sa esprimere una sessualità poderosa e travolgente, che prende la sua partner con forza e vigore animale, che la possiede con tutta la sua energia e che in quel momento è completamente immerso nell'atto (proprio come fa un animale dominante nell'accoppiamento) - ma che ha comunque considerazione per la donna, e sa occuparsi del piacere di lei. Un uomo di questo tipo rispetta la sua partner, e la "domina" col consenso di lei - non contro la sua volontà.

“Un uomo dominante,
selvaggio e animalesco a letto
è estremamente sexy ed eccitante”

Se vi interessa uno stile dominante in ambito sessuale (od anche relazionale), ci sono molte risorse in Rete e libri che ne trattano (ma la loro qualità è variegata). Uno dei libri migliori sull'argomento (in inglese) è "The loving dominant" di John Warren.

Il femminismo ha addomesticato gli uomini

Uno dei motivi principali per cui gli uomini moderni tendono a diventare "troppo civilizzati" e perdere la propria parte selvaggia, è l'influsso del femminismo. Per decenni esso (o una sua parte) ha continuato a criticare e colpevolizzare certi aspetti tipici della mascolinità:
  • Assertività (perché le donne potrebbero sentirsi oppresse o messe da parte)
  • Aggressività (potrebbero sentirsi minacciate)
  • Autonomia (gli uomini potrebbero sottrarsi alla loro influenza o lasciarle)
  • Impulsività (rende gli uomini meno controllabili e più pericolosi)
  • Esuberanza sessuale (porta gli uomini ad essere più promiscui, meno fedeli, sentimentalmente più instabili)
Al punto che, per sentirsi amati ed amabili, un gran numero di uomini hanno inconsapevolmente rinunciato a quegli aspetti di sé. Col risultato paradossale, però, di venire da una parte lodati per essere diventati "uomini civilizzati" (in questo caso "de-mascolinizzati"), e dall'altra di perdere la stima delle partner e la capacità di attrarre.
Perché, per quanto quegli aspetti maschili possano essere scomodi o inquietanti, per le donne risultano essenziali per stimare e desiderare un uomo. Viceversa un uomo che ha perso (o represso) quegli aspetti, e cioè un uomo più vicino alla mentalità delle donne (quindi "femminilizzato"), suscita poca stima e desiderio. Perché siamo tutti intrigati dagli opposti, dalla polarità maschile-femminile; quindi una donna ha bisogno di sentire la mascolinità in un uomo per trovarlo attraente. La "crisi del maschio moderno", così spesso citata dai media, è in parte un risultato di questi influssi femministi.

I "bravi ragazzi" si sottomettono

Per quanto riguarda i "maschi Beta" e i "bravi ragazzi", anch'essi spesso cascano in questa trappola. Seguono le direttive femminili (esplicite o sottintese, a partire da quelle materne), reprimendo parti di sé, e per questo risultano più deboli, più dipendenti e meno interessanti. Il "bravo ragazzo" farebbe di tutto per far contente le donne ma, facendo questo, si sottomette e diventa "poco maschile", quindi non più maschio desiderabile. Da notare che gli aspetti citati nella lista sopra sono tutti parte della personalità "Alfa", quella che tende ad attrarre le donne.

Se necessario, ribellatevi

Se ricevete messaggi negativi sui vostri aspetti mascolini, non subiteli passivamente (magari per ricevere approvazione o nella speranza di sentirvi accolti), ma chiedetevi se siete d'accordo o meno (alcune critiche potrebbero essere sensate o costruttive). Se li trovate sminuenti o distruttivi, rifiutateli a viso aperto. Ricordatevi che non siete qui per fare contenti gli altri (anche perché nessuno può piacere a tutti), e che in quanto adulti nessuno ha il diritto di dirvi come dovreste essere o vivere (ovviamente questo non vale nel caso vi comportiate in modi oggettivamente errati o dannosi per gli altri).
Ricordiamoci che per un secolo le donne hanno - giustamente - lottato perché non fossero gli uomini a decidere cosa vuol dire essere donna. Egualmente, ora tocca a noi maschi affermare che non sta alle donne decidere cosa significa essere uomo.

“Tocca a noi maschi affermare
che non sta alle donne decidere
cosa significa essere uomo”

Essere selvaggio ed anche civilizzato?

Idealmente un uomo dovrebbe sviluppare appieno entrambe le parti; ma questo è poco realistico, perché sono concetti almeno in parte opposti. Nella migliore delle ipotesi è possibile far coesistere i due aspetti: mantenendo viva la propria parte selvaggia ed anche sviluppando un senso funzionale dell'essere civile, ma senza che nessuno dei due aspetti prevalga sull'altro. Con una sufficiente intelligenza, maturità e consapevolezza, questa persona saprà dare spazio a ciascuna delle parti, a seconda del contesto e delle varie esigenze. Ma questo livello di sviluppo non è facile, e non mi sembra molto comune.

Come non essere più un maschio addomesticato?

Certe volte è utile o necessario comportarsi in modo civilizzato, seguire le regole ed adattarsi; sia per delle ragioni morali che pratiche. Altre volte, però, siamo liberi di scegliere se dare più spazio alla nostra parte selvaggia od a quella civilizzata: se scegliamo la seconda, chiediamoci se stiamo operando una libera scelta, oppure se stiamo assecondando le pressioni (evidenti o magari sottili) di altri, della società, delle amicizie, della partner. Non c'è nulla di male a scegliere di comportarsi in modo civile, ma è triste se lo facciamo solo perché sottomessi, timorosi, codardi o per elemosinare un briciolo di approvazione.

Per ritrovare e amplificare la nostra parte selvaggia, abituiamoci a:
  • Ascoltare le nostre emozioni (anche quelle scomode)
  • Dare importanza limitata alle opinioni altrui (che non vuol dire ignorarle, bensì non farsene condizionare)
  • Coltivare ed assaporare i piaceri sensuali (anche in cose ordinarie, come il gustare i cibi, il contatto fisico, l'immersione nella natura)
  • Sperimentare forme di espressione corporea e sensoriale (come danza, canto, percussioni, sport)
  • Leggere fonti che parlano del "maschio selvaggio" (vedi il paragrafo sulla esplorazione)

Esistono anche le donne selvagge

In questo post ho parlato esclusivamente dei "maschi selvaggi", ma la lotta tra parte selvaggia e civilizzata esiste anche per le donne (però include archetipi diversi e comporta condizionamenti differenti, per questo non ne ho parlato qui); una lotta altrettanto difficile e dolorosa. Per chi sia interessato ad esplorare il lato selvaggio al femminile, consiglio l'acclamato libro "Donne che corrono coi lupi" di Clarissa Pinkola Estés (qui pagina su Goodreads con recensioni più numerose, estese ed in varie lingue).

Esplorare il nostro lato selvaggio

Coltivare il proprio lato selvaggio e la propria mascolinità autentica, oltre a poter migliorare la propria vita sentimentale e sessuale, può portare ad un maggior equilibrio psicologico ed emotivo: integrare le parti represse di sé è sempre benefico e ci porta a diventare persone migliori.

Alcuni autori interessanti su questo argomento sono:

"Tutte le cose buone sono selvagge e libere."
(Henry David Thoreau)


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Aspettative errate sulle relazioni - Varie

Questa serie sulle aspettative nelle relazioni è divisa in otto post: una introduzione (con spiegazioni più ampie e dettagliate di quelle riportate qui) e sette aree tematiche (vedi indice con link alla fine).

Il pericolo delle aspettative

Specialmente nel corteggiamento e nelle relazioni, certe aspettative possono rovinare le opportunità e incrinare rapporti altrimenti validi. Se per esempio mi aspetto che il mio compagno non sbagli mai, o che la mia partner mi renda sempre felice, mi ritroverò sicuramente deluso e risentito; ma l'errore risiede nelle mie aspettative irreali, non nell'umana imperfezione dell'altro!
E' quindi essenziale diventare consapevoli delle nostre aspettative, e renderci conto di quanto queste siano realistiche oppure utopiche. Perché se mi aspetto la perfezione, passerò tutta la vita a cercarla senza successo.

“Se mi aspetto la perfezione,
passerò tutta la vita
a cercarla senza successo”

Aspettative di donne e uomini

Indico il genere dell'aspettativa con i codici [F] (femminile) ed [M] (maschile).


Aspettative varie


[F/M] Generalizzare su uomini e donne

Internet è piena di domande che considerano tutti gli uomini (o tutte le donne) come un'entità univoca, che si comporta e reagisce sempre allo stesso modo: "Cosa cercano le donne in un uomo?", "Che tipo di donna piace agli uomini?", "Perché gli uomini fanno...?", "Perché alle donne piace...?". Ma questo atteggiamento dimentica quanto ogni persona possa essere diversa dalle altre.

E' vero che molti uomini (o molte donne), su certi aspetti, presentano comportamenti simili, al punto da diventare luoghi comuni (per esempio agli uomini piace lo sport, alle donne piace ricevere fiori). Ma questi comportamenti vanno presi come tendenze, non regole universali sempre vere. Perché siamo tutti diversi, quindi per essere in sintonia con qualcuno (e/o sedurlo) è necessario comprendere la sua unicità, e trattarlo di conseguenza: scoprire i suoi gusti e preferenze, i bisogni e gli interessi, per capire il suo essere e come stare bene con lui o lei.

[F/M] Aspettative basate sul genere

Tra le aspettative più diffuse (e disastrose) ci sono quelle basate sul genere ("Gli uomini devono...", "Le donne sono..."). Specialmente le persone più semplici e ignoranti, ma anche quelle rigide e pretenziose, si aspettano dall'altro una serie di comportamenti ben precisi, solo in base al fatto che quella persona sia dotata di un pene oppure di una vagina (messa in questi termini, la cosa non suona già assurda?). Sono disastrose perché a nessuno piace sentirsi confinato in una "scatola" e obbligato a certi comportamenti, che gli piaccia o no; nessuno ama sentirsi prigioniero di un ruolo.

Di seguito elenco alcune aspettative comuni:
  • [F] L'uomo deve prendere l'iniziativa
    (altre aspettative collegate: "L'uomo è cacciatore", "L'uomo è eccitato dalla conquista", "Negarsi rende l'uomo più interessato")
    In realtà, ad alcuni uomini piace fare quanto detto sopra, ad altri può andare bene a volte, altri ancora lo odiano. Alcuni uomini vorrebbero sentirsi sedotti, altri detestano il concetto di "conquista" (che ricorda un'azione di guerra).
  • [M] Una donna non dovrebbe concedersi troppo presto
    Nonostante il femminismo e la liberazione sessuale, molti uomini pensano ancora che una donna debba essere sessualmente ritrosa e pudica; altrimenti viene giudicata come "facile", "leggera" o una "puttanella". Inutile dire che molte donne si sentono offese, irritate o disgustate da questa mentalità; e che un uomo del genere perde ogni chance con loro.
    Ne ho parlato anche nell'area della "Sessualità".
  • [F] L'uomo dovrebbe sempre pagare (per attività insieme, cene, regali, ecc.)
    Questa aspettativa è un residuo di quando erano solo gli uomini a lavorare, e le donne stavano a casa: oggi suona quantomeno arcaico (specialmente se entrambi hanno un reddito). E' vero che alcuni uomini desiderano pagare sempre loro; ma altri preferiscono dividere la spesa equamente, e non pochi si sentono insultati e umiliati nell'essere considerati come dei "portafogli da spremere".
    Diventa particolarmente irritante (nonché ipocrita) quando una donna dichiara di volere la parità fra i sessi, ma poi pretende anche vecchi privilegi come questo.
  • [F/M] Gli uomini non dovrebbero piangere o mostrare emozioni
    Piangere quando soffriamo è un modo legittimo di sfogare il dolore, ed è anche benefico a livello psicofisico. Non c'è alcun motivo per cui un uomo debba trattenere il pianto, o debba nascondere le proprie emozioni. Questi comportamenti non sono certo segno di debolezza, anzi: la debolezza è in chi sente la necessità di nascondere le proprie emozioni e si impedisce di lasciarsi andare.

[F/M] La bellezza mi renderà felice / Dare molta importanza all'aspetto

L'aspetto gioca un ruolo fondamentale nell'attrazione verso il sesso opposto, anche più di quanto vogliamo ammettere. Questo perché è un potente impulso evoluzionistico: la Natura usa la bellezza per spingerci ad accoppiarci e procreare. L'aspetto esteriore ci affascina talmente da suscitarci aspettative elevate:
  • La bellezza del partner mi renderà felice
  • Il partner che mi attrae sarà compatibile con me
  • I rapporti sessuali saranno intensi e appaganti
  • Avere accanto un partner attraente mi farà sentire una persona di valore

Purtroppo queste aspettative non hanno reale fondamento:
  • La bellezza è certamente gradevole ma col tempo ci si abitua, e ci vuole ben altro per stare bene con qualcuno (se sto con una persona odiosa e insopportabile, la bellezza non la renderà certo più gradevole)
  • L'attrazione non garantisce alcuna compatibilità con l'altro
  • L'intesa sessuale nasce da numerosi fattori, di cui l'attrattiva è solo uno (e nemmeno dei più importanti)
  • Se ho una scarsa autostima, anche con un partner attraente continuerò a stimarmi poco
In pratica, la bellezza ci promette piacere e felicità, ma spesso ci inganna: può portarci a fare scelte disfunzionali, a legarci a persone che ci rendono infelici, o a scartare potenziali partner meno attraenti ma più compatibili con noi. Va bene apprezzarla e goderne, ma è saggio non fidarsi troppo delle emozioni che ci suscita.


Possiamo cascarci tutti

E' facile sottovalutare il potere delle aspettative, oppure pensare che "Io non potrei mai credere a cose assurde"; ma invece possiamo cascarci tutti (perché ci hanno sempre detto così, o perché ci piacerebbe tanto crederci). Per esempio, immaginiamo un uomo che creda "Ogni donna che mi sorride mi desidera", oppure una donna che creda "Un uomo che esce con me deve trattarmi come una principessa, e soddisfare ogni mio capriccio": possiamo facilmente immaginare quanto sarà problematica la loro vita relazionale.

Desiderare senza pretendere

Le aspettative diventano particolarmente problematiche quando pretendiamo che vengano soddisfatte; quando crediamo che siano un diritto, o qualcosa che ci è dovuto - invece che, semplicemente, una nostra preferenza. Certo ognuno ha diritto a desiderare quello che più gli piace - ma l'altro non è obbligato a soddisfarci.
Ognuno cerca la propria soddisfazione, e desideriamo qualcuno proprio in base alla soddisfazione che egli ci dà (o che noi speriamo ci dia). Quindi è saggio:
  • Mantenere delle aspettative realistiche.
  • Imparare a chiedere quello che desideriamo (invece di presumere che sia evidente, o di aspettarci che gli altri ci leggano nella mente).
  • Non pretendere quello che gli altri non vogliono - o non possono - darci.

“Teniamo conto che gli altri
non esistono per renderci felici”


Aspettative errate sulle relazioni - Indice


"La grande domanda a cui non ho mai saputo rispondere, nonostante i miei 30 anni di ricerche sull'animo femminile, è 'Cosa vuole una donna'?"
(Sigmund Freud)

"L'infelicità è il divario tra le nostre capacità e le nostre aspettative."
(Edward de Bono)

"Gli infelici credono facilmente in quello che desiderano molto."
(Seneca)


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Aspettative errate sulle relazioni -
Controllare il partner

Questa serie sulle aspettative nelle relazioni è divisa in otto post: una introduzione (con spiegazioni più ampie e dettagliate di quelle riportate qui) e sette aree tematiche (vedi indice con link alla fine).

Il pericolo delle aspettative

Specialmente nel corteggiamento e nelle relazioni, certe aspettative possono rovinare le opportunità e incrinare rapporti altrimenti validi. Se per esempio mi aspetto che il mio compagno non sbagli mai, o che la mia partner mi renda sempre felice, mi ritroverò sicuramente deluso e risentito; ma l'errore risiede nelle mie aspettative irreali, non nell'umana imperfezione dell'altro!
E' quindi essenziale diventare consapevoli delle nostre aspettative, e renderci conto di quanto queste siano realistiche oppure utopiche. Perché se mi aspetto la perfezione, passerò tutta la vita a cercarla senza successo.

“Se mi aspetto la perfezione,
passerò tutta la vita
a cercarla senza successo”

Aspettative di donne e uomini

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Aspettative sul voler controllare il partner (nelle coppie)


[F/M] Dovrei sempre sapere tutto di lui/lei, di cosa pensa e fa

Certe persone sentono il bisogno di controllare il comportamento del partner, con frequenti chiamate, messaggi, o indagando sulle sue attività nella giornata. Se il partner non si fa vivo per un certo tempo, cadono nell'ansia o in preda a paure immotivate.

Chiaramente si tratta di persone insicure che hanno un bisogno continuo di rassicurazione, e/o di controllare il partner per paura che questo si interessi ad altri. Se messi di fronte all'ossessività del loro comportamento, in genere si giustificano dicendo che lo fanno per amore; ma, ovviamente, l'amore si fida; è la paura che ci fa vedere pericoli ovunque.

[F/M] Il mio partner non dovrebbe avere amici del sesso opposto

Alcune persone ritengono che, da quando sono insieme, il partner non dovrebbe più frequentare amicizie di sesso opposto, che vengono viste come minacce all'integrità della coppia.

Questo è un atteggiamento controllante tipico delle persone insicure o immature: poiché temono la "concorrenza" e sono incapaci di fidarsi, pretendono (apertamente o in modo più sottile e manipolativo) che il partner smetta di frequentare amici dell'altro sesso (perché temono che potrebbero "rubare" il partner o farci sesso).
Se accusati di non fidarsi, costoro spesso si difendono dicendo "Mi fido di te, ma non mi fido degli altri": il che è privo di senso, perché se mi fido del mio partner, allora gli altri non potranno rappresentare una minaccia (non cadrebbe comunque un tentazione). Il problema vero è che la persona insicura è incapace di fidarsi, perché non si fida di se stesso (della sua qualità, della sua capacità di meritare la relazione).

[F] Lui non dovrebbe masturbarsi

Molte donne vivono la masturbazione del partner come un affronto personale: si sentono sminuite, inadeguate e non desiderate. Di conseguenza si aspettano che lui abbandoni ogni interesse per la masturbazione da quando sono insieme.

Quello di cui queste donne non si rendono conto, è che la masturbazione non è in concorrenza con l'attività sessuale di coppia, ma ne è un completamento. Per il 99% degli uomini (ma anche per molte donne), la masturbazione è una pulsione naturale e benefica, che soddisfa un bisogno diverso dal sesso vissuto insieme.
Se invece la masturbazione viene preferita ai rapporti con la partner, allora è segno di squilibri nella relazione, e probabilmente di insoddisfazione non espressa.

[F] A lui non dovrebbe interessare la pornografia

Similmente al punto precedente, la maggior parte delle donne non comprende l'interesse maschile per la pornografia, e la vede come una minaccia. Ma questo interesse viene abbastanza naturale (visto che il porno è creato apposta per eccitare gli uomini) e, se non diventa una dipendenza, non va temuto, ma va visto semplicemente come uno svago.

Pensiamo all'entusiasmo maschile per il calcio, o all'ossessione femminile per scarpe e borse: queste passioni risultano per lo più incomprensibili al sesso opposto ma, finché queste non creano problemi concreti, non vi diamo peso. La pornografia può essere vista allo stesso modo: un passatempo di per sé innocuo che non danneggia la relazione (almeno finché non diventa fuori controllo, o finché non prende il sopravvento sui rapporti con la compagna).


Possiamo cascarci tutti

E' facile sottovalutare il potere delle aspettative, oppure pensare che "Io non potrei mai credere a cose assurde"; ma invece possiamo cascarci tutti (perché ci hanno sempre detto così, o perché ci piacerebbe tanto crederci). Per esempio, immaginiamo un uomo che creda "Ogni donna che mi sorride mi desidera", oppure una donna che creda "Un uomo che esce con me deve trattarmi come una principessa, e soddisfare ogni mio capriccio": possiamo facilmente immaginare quanto sarà problematica la loro vita relazionale.

Desiderare senza pretendere

Le aspettative diventano particolarmente problematiche quando pretendiamo che vengano soddisfatte; quando crediamo che siano un diritto, o qualcosa che ci è dovuto - invece che, semplicemente, una nostra preferenza. Certo ognuno ha diritto a desiderare quello che più gli piace - ma l'altro non è obbligato a soddisfarci.
Ognuno cerca la propria soddisfazione, e desideriamo qualcuno proprio in base alla soddisfazione che egli ci dà (o che noi speriamo ci dia). Quindi è saggio:
  • Mantenere delle aspettative realistiche.
  • Imparare a chiedere quello che desideriamo (invece di presumere che sia evidente, o di aspettarci che gli altri ci leggano nella mente).
  • Non pretendere quello che gli altri non vogliono - o non possono - darci.

“Teniamo conto che gli altri
non esistono per renderci felici”


Aspettative errate sulle relazioni - Indice


"La grande domanda a cui non ho mai saputo rispondere, nonostante i miei 30 anni di ricerche sull'animo femminile, è 'Cosa vuole una donna'?"
(Sigmund Freud)

"L'infelicità è il divario tra le nostre capacità e le nostre aspettative."
(Edward de Bono)

"Gli infelici credono facilmente in quello che desiderano molto."
(Seneca)


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Aspettative errate sulle relazioni -
Cambiare l'altro

Questa serie sulle aspettative nelle relazioni è divisa in otto post: una introduzione (con spiegazioni più ampie e dettagliate di quelle riportate qui) e sette aree tematiche (vedi indice con link alla fine).

Il pericolo delle aspettative

Specialmente nel corteggiamento e nelle relazioni, certe aspettative possono rovinare le opportunità e incrinare rapporti altrimenti validi. Se per esempio mi aspetto che il mio compagno non sbagli mai, o che la mia partner mi renda sempre felice, mi ritroverò sicuramente deluso e risentito; ma l'errore risiede nelle mie aspettative irreali, non nell'umana imperfezione dell'altro!
E' quindi essenziale diventare consapevoli delle nostre aspettative, e renderci conto di quanto queste siano realistiche oppure utopiche. Perché se mi aspetto la perfezione, passerò tutta la vita a cercarla senza successo.

“Se mi aspetto la perfezione,
passerò tutta la vita
a cercarla senza successo”

Aspettative di donne e uomini

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Aspettative sul voler cambiare l'altro


[F] Spero che lui cambierà (in accordo ai miei desideri e progetti)
[M] Spero che lei non cambierà, che rimarrà come era all'inizio

Su questo argomento sembra che uomini e donne, tendenzialmente, abbiano aspettative opposte, e in linea con questo detto:
"Una donna sposa un uomo sperando che cambi, e lui non cambierà. Un uomo sposa una donna sperando che non cambi, e lei cambierà."
(Anonimo)

Purtroppo, quasi mai le cose vanno come ciascuno si aspetta. L'unico fatto certo è ogni persona cambierà, ma il come è difficilmente prevedibile - e quasi mai avviene secondo i desideri del partner. Quindi scegliere un partner in base a quello che ci aspettiamo diventi poi, è una ricetta per il fallimento.
Per esempio, alcune donne si impegnano nel "sistemare" il partner, nella convinzione che lui abbia bisogno di essere educato o "migliorato": criticano il suo abbigliamento, l'alimentazione, gli amici con cui esce, i suoi hobby. Naturalmente questo crea risentimento e conflitti, perché a nessuno piace sentirsi giudicato e sotto pressione.
Inoltre la speranza che l'altro cambi significa che non vogliamo veramente quella persona, ma qualcuno che gli assomiglia; il che non è molto onesto. Se non ci piace qualcosa nell'altro è meglio dirlo dall'inizio, piuttosto che sperare in una sua trasformazione o - peggio ancora - progettare di cambiarlo noi.

Un altro lato di questa problematica è quando accusiamo l'altra persona di essere cambiata, di non essere più quella che ci piaceva all'inizio. E' vero che le persone cambiano col tempo, ma molto spesso questa accusa viene lanciata a sproposito, da persone che nella fase iniziale dell'innamoramento vedevano il partner in modo idealizzato e irrealistico. Quando poi iniziano a vederlo per come realmente è, sono delusi e danno la colpa al partner - invece di ammettere che erano stati loro stessi a illudersi che il partner fosse migliore di quello che è.

[F] Lui è un uomo "difficile" ma io lo salverò

Molte donne sono attratte dai "dongiovanni" o dagli uomini "bastardi" (in realtà l'attrazione è dovuta ai tratti da "maschio dominante" o "Alfa"), altre scelgono spesso uomini problematici o con disturbi della personalità (egocentrici, narcisisti, violenti...). A volte questa attrazione è dovuta semplicemente al fascino di questi individui, ma altre volte la donna sceglie quei partner con la convinzione (inconscia o meno) di "salvarli", ovvero di portarli a diventare un altro uomo: fedele, amorevole, generoso, buono.

Purtroppo non è mai possibile cambiare l'altro (e specialmente quando lui stesso non vuole cambiare - come di solito è per questi uomini). Quindi queste relazioni sono destinate a fallire, non di rado dopo che la donna ha pagato un pesante costo psicologico ed emotivo. Spesso queste scelte nascono da ferite dell'infanzia, in particolare con la figura del padre. Se sei una donna con questa tendenza ti suggerisco di ammettere la sua distruttività, e di riconoscere che sei tu stessa a creare la tua sofferenza (il che ti può aiutare ad uscirne).

[F/M] I suoi ex erano "brutte persone", ma con me andrà molto meglio

A volte usciamo con qualcuno che parla a lungo dei propri ex-partner, criticandoli aspramente e attribuendo a loro tutte le colpe delle sue relazioni fallite. Se siamo abbastanza ingenui (o innamorati) potremmo essere tentati di credergli, e sperare che con noi andrà molto meglio, perché noi non siamo certo come quelle pazze furiose (o pazzi furiosi).

In realtà, nelle relazioni infelici ci sono quasi sempre responsabilità condivise (raramente c'è un solo "colpevole"), per cui è bene diffidare di chi fa la vittima e scarica le colpe solo sull'ex. E' probabile che ci stia nascondendo dei suoi lati oscuri, che inevitabilmente si manifesteranno più avanti.
E' normale provare qualche risentimento verso ex che ci hanno ferito, ma una persona equilibrata non parla eccessivamente del passato, e riconosce anche le proprie responsabilità. In caso contrario, teniamo presente che rischiamo di diventare noi il prossimo "ex" di cui si sparlerà in futuro.


Possiamo cascarci tutti

E' facile sottovalutare il potere delle aspettative, oppure pensare che "Io non potrei mai credere a cose assurde"; ma invece possiamo cascarci tutti (perché ci hanno sempre detto così, o perché ci piacerebbe tanto crederci). Per esempio, immaginiamo un uomo che creda "Ogni donna che mi sorride mi desidera", oppure una donna che creda "Un uomo che esce con me deve trattarmi come una principessa, e soddisfare ogni mio capriccio": possiamo facilmente immaginare quanto sarà problematica la loro vita relazionale.

Desiderare senza pretendere

Le aspettative diventano particolarmente problematiche quando pretendiamo che vengano soddisfatte; quando crediamo che siano un diritto, o qualcosa che ci è dovuto - invece che, semplicemente, una nostra preferenza. Certo ognuno ha diritto a desiderare quello che più gli piace - ma l'altro non è obbligato a soddisfarci.
Ognuno cerca la propria soddisfazione, e desideriamo qualcuno proprio in base alla soddisfazione che egli ci dà (o che noi speriamo ci dia). Quindi è saggio:
  • Mantenere delle aspettative realistiche.
  • Imparare a chiedere quello che desideriamo (invece di presumere che sia evidente, o di aspettarci che gli altri ci leggano nella mente).
  • Non pretendere quello che gli altri non vogliono - o non possono - darci.

“Teniamo conto che gli altri
non esistono per renderci felici”


Aspettative errate sulle relazioni - Indice


"La grande domanda a cui non ho mai saputo rispondere, nonostante i miei 30 anni di ricerche sull'animo femminile, è 'Cosa vuole una donna'?"
(Sigmund Freud)

"L'infelicità è il divario tra le nostre capacità e le nostre aspettative."
(Edward de Bono)

"Gli infelici credono facilmente in quello che desiderano molto."
(Seneca)


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Aspettative errate sulle relazioni -
Sessualità

Questa serie sulle aspettative nelle relazioni è divisa in otto post: una introduzione (con spiegazioni più ampie e dettagliate di quelle riportate qui) e sette aree tematiche (vedi indice con link alla fine).

Il pericolo delle aspettative

Specialmente nel corteggiamento e nelle relazioni, certe aspettative possono rovinare le opportunità e incrinare rapporti altrimenti validi. Se per esempio mi aspetto che il mio compagno non sbagli mai, o che la mia partner mi renda sempre felice, mi ritroverò sicuramente deluso e risentito; ma l'errore risiede nelle mie aspettative irreali, non nell'umana imperfezione dell'altro!
E' quindi essenziale diventare consapevoli delle nostre aspettative, e renderci conto di quanto queste siano realistiche oppure utopiche. Perché se mi aspetto la perfezione, passerò tutta la vita a cercarla senza successo.

“Se mi aspetto la perfezione,
passerò tutta la vita
a cercarla senza successo”

Aspettative di donne e uomini

Indico il genere dell'aspettativa con i codici [F] (femminile) ed [M] (maschile).


Aspettative sulla sessualità


[M] Lei non dovrebbe concedersi subito... Ma vorrei che lo facesse

Molti uomini vivono questa contraddizione (di cui in genere non sono consapevoli): gli è stato insegnato a svalutare le donne sessualmente disponibili, per cui si aspettano che lei non si conceda facilmente. Ma al tempo stesso desiderano intensamente fare sesso, per cui inviano segnali contrastanti alle donne ("Sii virtuosa / Ti desidero"), e/o fanno dei voltafaccia che lasciano le donne interdette (prima insistono per fare sesso, poi disprezzano la donna che lo fa).

A certi uomini è stato insegnato a dividere le donne in "puttane" o "madonne" (una divisione innaturale e nevrotica): sono attratti dalle prime, ma credono di dover scegliere le seconde per le relazioni serie. Purtroppo queste contraddizioni non sono facilmente risolvibili, finché l'uomo non prende consapevolezza dell'insensatezza di ciò che gli è stato insegnato. Alle donne suggerisco di evitare questo tipo di uomini, poiché la loro educazione tradizionale e i loro moralismi saranno sempre fonte di conflitti.

[F/M] Scegliere un partner focoso e disinibito, e poi volere che diventi casto

Molti sono attratti da chi esprime una sessualità intensa ed esuberante, ed è pienamente comprensibile: costoro sono sexy, vitali e promettono notti di passione. Il problema nasce quando scegliamo un partner del genere, e poi ci aspettiamo che quella persona diventi riservata e fredda con chiunque altro. Vogliamo cioè che cambi la sua natura (che ci ha attratto in primo luogo), per timore che la viva con altri.

Ma una persona rimane la stessa anche quando è in coppia, quindi questa aspettativa è priva di senso: se vogliamo un partner serio e fedele dobbiamo sceglierlo con quell'inclinazione dall'inizio; e se invece ne vogliamo uno sexy e focoso, poi dobbiamo accettare che la sua natura rimarrà tale (e potrebbe tendere a flirtare, o avere più inclinazione al tradimento).

[F/M] Se il mio partner mi ama non mi tradirà mai, e non desidererà altre persone

Sull'amore si dicono molte cose che non corrispondono a realtà, e una di queste è l'illusione che amare qualcuno ci renda del tutto indifferenti a chiunque altro, e che quindi non avremo mai la tentazione di tradire.

Purtroppo non funziona così: anche quando amiamo restiamo comunque sensibili alla bellezza o al fascino, quindi possiamo trovare attraenti altre persone. Inoltre, potremmo trovarci in una situazione in cui amiamo il partner ma siamo insoddisfatti o in crisi, e questo potrebbe indurci a tradire. Pensare che amore e tradimento siano mutualmente esclusivi ("Se ami non tradisci; se tradisci non ami"), è una semplificazione ridicola su una materia complessa come i sentimenti.

Invece di dare per scontata la fedeltà, i partner farebbero bene a riconoscere che potrebbe capitare anche a loro di tradirsi. Visto che succede in oltre metà delle coppie, il tradimento non si può più considerare un'anomalia, ma quasi la normalità. Appare evidente che agli esseri umani la monogamia non viene affatto naturale: sarebbe quindi più onesto parlarne apertamente, piuttosto che agire alle spalle del partner. E se l'esclusività risulta troppo vincolante, magari considerare qualche forma di non-monogamia.

[F] Il mio uomo dovrebbe avere voglia di sesso solo con me

Che il partner possa provare desiderio sessuale a prescindere da noi, e verso altre persone, può ovviamente provocare una certa inquietudine. Può sembrarci un segno di scarso coinvolgimento, o un elemento di pericolo per la coppia.

Ma occorre riconoscere che quel desiderio è del tutto normale: l'impulso erotico ci viene naturale, provocato in primis da meccanismi fisiologici su cui non abbiamo alcun controllo. Il desiderio sessuale ci accompagna per buona parte della vita, che siamo in coppia o meno; è parte del nostro essere. Similmente è naturale provare del desiderio per altre persone, anche se amiamo la nostra compagna (come spiego nel punto precedente).

[M] L'equivalente aspettativa maschile sembra infrequente, forse perché molti uomini hanno la convinzione - spesso errata - che le donne siano meno interessate al sesso.

[M] La mia partner dovrebbe essere perfetta e abile come un'attrice porno

La pornografia è finzione - come peraltro ogni produzione cinematografica. Dovrebbe essere superfluo dirlo, eppure alcuni uomini (specialmente quelli inesperti o ignoranti in materia) sono così influenzati dal porno che si aspettano di trovare partner con corpi statuari e levigati come quelli delle pornoattrici (che sono comunque ritoccate - come ogni attrice); oppure che la propria partner faccia sesso in modo spettacolare come le pornodive; o, ancora, che lei si ecciti subito o che abbia orgasmi facili e multipli.

La realtà è ovviamente ben diversa: tutti abbiamo corpi imperfetti e segnati dal tempo, tutti abbiamo qualche difficoltà, limite o inibizione in ambito sessuale; oppure ci piace farlo in modi che non sempre corrispondono a quelli del partner. Certo il porno può fornire idee e spunti per variare la propria vita sessuale, ma non bisogna mai dimenticare che:
  • quello che vediamo a video è spesso irrealistico o simulato;
  • la partner è un essere umano e non una bambola gonfiabile, quindi qualsiasi pratica va scelta e voluta da entrambi, mai imposta o forzata.

[F] L'equivalente aspettativa femminile è che il proprio partner sia affascinante e devoto come il protagonista dei film romantici, e che la relazione sia fiabesca come quelle delle principesse Disney.

[F] L'uomo dovrebbe unire sessualità e affettività (come faccio io)

Molte donne (specialmente quando sono innamorate) vedono l'amore e la sessualità come inscindibili. Restano quindi stupite (o deluse) quando realizzano che un gran numero di uomini (compreso magari il loro partner) possono vivere sesso e affettività separatamente.

In realtà sia donne che uomini possono scindere sessualità e amore. Le donne però sono più inclini ad unirle, sia perché influenzate dai miti romantici che per ragioni evoluzionistiche. Sempre per le stesse ragioni evoluzionistiche, i maschi sono invece spinti a fare sesso senza porsi troppe domande. Poiché è un istinto naturale, non ha molto senso giudicare questo desiderio; se vogliamo vivere in pace con l'altro sesso, dobbiamo accettare che ciascuno vive le cose in modo diverso.


Possiamo cascarci tutti

E' facile sottovalutare il potere delle aspettative, oppure pensare che "Io non potrei mai credere a cose assurde"; ma invece possiamo cascarci tutti (perché ci hanno sempre detto così, o perché ci piacerebbe tanto crederci). Per esempio, immaginiamo un uomo che creda "Ogni donna che mi sorride mi desidera", oppure una donna che creda "Un uomo che esce con me deve trattarmi come una principessa, e soddisfare ogni mio capriccio": possiamo facilmente immaginare quanto sarà problematica la loro vita relazionale.

Desiderare senza pretendere

Le aspettative diventano particolarmente problematiche quando pretendiamo che vengano soddisfatte; quando crediamo che siano un diritto, o qualcosa che ci è dovuto - invece che, semplicemente, una nostra preferenza. Certo ognuno ha diritto a desiderare quello che più gli piace - ma l'altro non è obbligato a soddisfarci.
Ognuno cerca la propria soddisfazione, e desideriamo qualcuno proprio in base alla soddisfazione che egli ci dà (o che noi speriamo ci dia). Quindi è saggio:
  • Mantenere delle aspettative realistiche.
  • Imparare a chiedere quello che desideriamo (invece di presumere che sia evidente, o di aspettarci che gli altri ci leggano nella mente).
  • Non pretendere quello che gli altri non vogliono - o non possono - darci.

“Teniamo conto che gli altri
non esistono per renderci felici”


Aspettative errate sulle relazioni - Indice


"La grande domanda a cui non ho mai saputo rispondere, nonostante i miei 30 anni di ricerche sull'animo femminile, è 'Cosa vuole una donna'?"
(Sigmund Freud)

"L'infelicità è il divario tra le nostre capacità e le nostre aspettative."
(Edward de Bono)

"Gli infelici credono facilmente in quello che desiderano molto."
(Seneca)


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Aspettative errate sulle relazioni -
Innamoramento e amore

Questa serie sulle aspettative nelle relazioni è divisa in otto post: una introduzione (con spiegazioni più ampie e dettagliate di quelle riportate qui) e sette aree tematiche (vedi indice con link alla fine).

Il pericolo delle aspettative

Specialmente nel corteggiamento e nelle relazioni, certe aspettative possono rovinare le opportunità e incrinare rapporti altrimenti validi. Se per esempio mi aspetto che il mio compagno non sbagli mai, o che la mia partner mi renda sempre felice, mi ritroverò sicuramente deluso e risentito; ma l'errore risiede nelle mie aspettative irreali, non nell'umana imperfezione dell'altro!
E' quindi essenziale diventare consapevoli delle nostre aspettative, e renderci conto di quanto queste siano realistiche oppure utopiche. Perché se mi aspetto la perfezione, passerò tutta la vita a cercarla senza successo.

“Se mi aspetto la perfezione,
passerò tutta la vita
a cercarla senza successo”

Aspettative di donne e uomini

Indico il genere dell'aspettativa con i codici [F] (femminile) ed [M] (maschile).


Aspettative sull'innamoramento e l'amore


[F/M] L'attrazione per qualcuno è segno di amore e compatibilità

La forte emozione di quando siamo intensamente attratti da qualcuno, ed anche i miti romantici che ci raccontano, ci inducono a credere che quell'attrazione sia un segno che siamo fatti l'uno per l'altra, che "Dev'essere amore!" e staremo sempre bene insieme.

Purtroppo non è così: l'attrazione non ci garantisce alcunché (se non il desiderio), e dopo la botta di adrenalina iniziale potremmo scoprire che...
  • Non sappiamo cosa dirci
  • Non riusciamo a capirci
  • Abbiamo valori ed obiettivi diversi
  • Litighiamo spesso
  • Persino il sesso è deludente!
Con questo non voglio disprezzare l'attrazione (che può donarci emozioni stupende), ma solo chiarire che non dobbiamo prenderla per quel che non è. Altrimenti rischiamo di scontrarci con cocenti delusioni, o addirittura di prendere decisioni affrettate e potenzialmente disastrose (pensiamo a un matrimonio fondato solo sull'attrazione, che magari svanisce nel giro di un mese...).

[F/M] Dovremmo rimanere sempre innamorati

La visione romantica della coppia porta a credere che innamoramento e amore siano la stessa cosa, e quindi in una coppia felice i partner dovrebbero rimanere sempre innamorati.

Invece l'innamoramento è solo una fase temporanea, ed è un sentimento diverso dall'amore. Se però li confondiamo, quando l'innamoramento decade penseremo che l'amore sia sparito, e potremmo credere che non abbia più senso stare insieme.

[F/M] Il mio matrimonio sarà per sempre

Quando ci sposiamo siamo convinti che durerà "finché morte non ci separi". Da una parte crederlo è comprensibile (altrimenti esiteremmo a prendere un simile impegno); dall'altra è illusorio, perché ormai in Italia oltre la metà dei matrimoni finisce (e finiscono per una serie di ragioni) - senza contare quelli che rimangono insieme ma controvoglia. Quindi dare per scontata "l'eternità" dell'unione è ingenuo, oltre che rischioso.

  • Il primo problema causato da questa aspettativa è la tendenza a dare il matrimonio - o il partner - per scontati, e quindi impegnarsi di meno: si cade più facilmente nell'egoismo, nell'abitudine e nel calo del desiderio.
  • Anche in caso di crisi, tenderemo a ignorarle (tanto siamo certi che non può finire), oppure a scegliere "scappatoie" (una vacanza, un amante, fare figli nell'illusione che rinforzino l'unione), invece di mettere in discussione la relazione.
  • Un altro problema è che, se dovesse finire, si tende a cercare un "colpevole": "Mi hai giurato che fosse per sempre, come osi farmi questo!" - cadendo nel rancore e nell'aggressione (che rendono la separazione traumatica per tutti), invece di capire le ragioni reali.
Queste osservazioni non sono un invito ad evitare il matrimonio, ma piuttosto un invito a sposarsi con più consapevolezza, per ragioni più solide e meno favolistiche.

[F/M] Lui/Lei mi renderà completa/o e riempirà la mia vita

Alcune persone ripongono aspettative eccessive nella relazione amorosa: credono che il partner possa "magicamente" compensare tutti i loro difetti e mancanze, colmare la loro esistenza, renderli completamente felici. Credono che l'amore possa trasformare la loro vita da scadente a meravigliosa.

Queste persone sono forse influenzate dai miti romantici e dalle loro promesse mirabolanti. Oppure hanno scarsa autostima, per cui sperano che il partner possa completarli e conferire loro quella pienezza e soddisfazione che, da soli, non credono di poter mai raggiungere. Ma ovviamente nessuno può compiere simili "miracoli" (se non nei film): un partner amorevole può certamente darci molto, ma non può renderci completi, né guarire la nostra vita; anche essendo amati, avremo comunque i limiti e i problemi di prima.

[F/M] Il partner mi deve amare a prescindere

Molte persone hanno una visione così idealizzata e ingenua dell'amore, da aspettarsi che il partner debba amarli sempre e comunque, a prescindere, solo perché esistono: anche quando sono critici, di malumore, freddi o aggressivi. Tra i casi più comuni che ho visto ci sono:
  • gli uomini che trascurano la compagna, la danno per scontata, smettono di apprezzarla o di desiderarla;
  • le donne che criticano di frequente il partner, lo sminuiscono, gli fanno pressione perché cambi, o smettono di fare sesso.
Quando poi il partner trascurato o criticato si raffredda e si chiude, costoro si stupiscono e si lamentano perché non si sentono più amati: ma non riescono a vedere che sono stati loro, per primi, ad amare meno i loro compagni. Nella pretesa di essere amati a prescindere, si aspettano che il partner li ami come se fosse un genitore (che ama i figli semplicemente perché esistono, senza che loro debbano fare nulla).

Credere che il partner debba amarci ugualmente anche quando l'abbiamo ignorato o ferito, è una pretesa che inaridisce ancor più il sentimento dell'altro (che si sente dato per scontato). L'amore reale non è una roccia immutabile, è molto più simile ad una pianta: è una creatura viva e sensibile, necessita cure e nutrimento per crescere, e viceversa patisce l'essere trascurata o maltrattata. Perché l'amore cresca in una relazione entrambi debbono prendersi cura dei bisogni e del benessere dell'altro; quando manchiamo di farlo, non stupiamoci se poi il partner si chiude o si allontana.

[F] Fammi sentire speciale e unica / Dimmi che sono tutto per te

Molte donne sembrano aspettarsi dal partner che lui la faccia sentire straordinaria: che lui pensi sempre e solo a lei, che lei sia tutto il suo mondo, che le altre non lo interessino, che la veda come una principessa o una dea, ecc. L'amore di lui non deve mai vacillare, avere dubbi od offuscarsi neanche temporaneamente (in caso contrario, lei potrebbe cadere nel panico).

Come nei punti precedenti, queste persone sembrano avere una visione eccessivamente idealizzata dell'amore: principalmente per insicurezza, esse sembrano concentrare tutta la loro esistenza nella relazione. Ma per quanto il loro partner le ami, il mondo non inizia e finisce con loro: lui potrà avere pensieri, interessi ed emozioni al di fuori della relazione - è del tutto umano. Se lei invece ripone tutta la sua vita nella coppia, non è tanto per amore (come a lei piace credere), ma forse perché non è in grado di realizzarsi altrimenti, oppure non è ancora maturata abbastanza come persona autonoma.

[M] Ho notato questa aspettativa anche in certi uomini, ma in genere solo se molto giovani o immaturi. Di nuovo sembra dovuta ad insicurezza, ad una persona non ancora ben sviluppata.
In alcuni casi l'equivalente aspettativa maschile può essere del tipo "Fammi sentire che sono il migliore" (per esempio nella sessualità), "Dimmi che sono in gamba e capace", ecc.

[F] Incontrerò un uomo "perfetto", con tutte le qualità che desidero

I miti romantici propagandati dai media (film, canzoni, romanzi, ecc.), e specialmente quelli dedicati al pubblico femminile, portano a credere che sia possibile incontrare un partner che abbia tutte le qualità desiderate, l'uomo "giusto" e su misura per noi. Queste "favole" ci mostrano anche un uomo che possiede qualità che sono in evidente contraddizione: per esempio è un "duro" sicuro di sé, ma è anche molto dolce e sensibile; è molto sexy, audace e focoso con lei, ma è anche casto e puro con tutte le altre.

Purtroppo non può esistere un uomo così perfetto, perché gli esseri umani reali sono tutti imperfetti, limitati e mutevoli (non lo siete forse anche voi?).
Inoltre, nessuna persona può avere tutte le qualità che desideriamo, perché molte qualità sono contrastanti (fantasioso/serio; generoso/economo; focoso/casto e fedele...): bisogna quindi scegliere quelle per noi prioritarie.

[F] Troverò un partner di elevata qualità (anche se sono una donna comune)

Questa aspettativa è irreale perché non solo "l'uomo perfetto" non esiste, ma se anche ci fosse vorrebbe una partner altrettanto straordinaria. Invece, alcune donne sognano di poter sedurre un uomo con qualità ben al di sopra delle proprie (forse condizionate dai media romantici, dove una donna normale - o anche mal messa come Bridget Jones - conquista un uomo dalle notevoli qualità).

Queste persone spesso credono che l'amore sia cieco, che agisca in modi misteriosi, e quindi tutto può accadere. Non si rendono conto che l'attrazione ha le sue regole, e che ognuno ha un certo "valore di mercato" nelle relazioni (un valore che è la somma delle proprie qualità): questo determina chi è alla nostra portata e chi ne è ben lontano.

[M] Anche alcuni uomini hanno un'illusione simile, ma accade più di rado. Forse perché nei media l'uomo che conquista le donne è ritratto con qualità straordinarie (deve dimostrare il suo valore, di essere degno), quindi l'uomo comune non può identificarsi in lui.


Possiamo cascarci tutti

E' facile sottovalutare il potere delle aspettative, oppure pensare che "Io non potrei mai credere a cose assurde"; ma invece possiamo cascarci tutti (perché ci hanno sempre detto così, o perché ci piacerebbe tanto crederci). Per esempio, immaginiamo un uomo che creda "Ogni donna che mi sorride mi desidera", oppure una donna che creda "Un uomo che esce con me deve trattarmi come una principessa, e soddisfare ogni mio capriccio": possiamo facilmente immaginare quanto sarà problematica la loro vita relazionale.

Desiderare senza pretendere

Le aspettative diventano particolarmente problematiche quando pretendiamo che vengano soddisfatte; quando crediamo che siano un diritto, o qualcosa che ci è dovuto - invece che, semplicemente, una nostra preferenza. Certo ognuno ha diritto a desiderare quello che più gli piace - ma l'altro non è obbligato a soddisfarci.
Ognuno cerca la propria soddisfazione, e desideriamo qualcuno proprio in base alla soddisfazione che egli ci dà (o che noi speriamo ci dia). Quindi è saggio:
  • Mantenere delle aspettative realistiche.
  • Imparare a chiedere quello che desideriamo (invece di presumere che sia evidente, o di aspettarci che gli altri ci leggano nella mente).
  • Non pretendere quello che gli altri non vogliono - o non possono - darci.

“Teniamo conto che gli altri
non esistono per renderci felici”


Aspettative errate sulle relazioni - Indice


"La grande domanda a cui non ho mai saputo rispondere, nonostante i miei 30 anni di ricerche sull'animo femminile, è 'Cosa vuole una donna'?"
(Sigmund Freud)

"L'infelicità è il divario tra le nostre capacità e le nostre aspettative."
(Edward de Bono)

"Gli infelici credono facilmente in quello che desiderano molto."
(Seneca)


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