Quando vogliamo cambiare gli altri

In un mondo ideale, ognuno sarebbe accettato e amato per quello che è.
Poiché questo non è un mondo ideale, accade spesso di desiderare che gli altri siano diversi; il che si manifesta in un arco di espressioni, dal semplice suggerimento alla manipolazione alla forzatura. I risultati sono quasi sempre negativi, perché tutti vogliamo sentirci amati per quello che siamo.

Molti sono i detti che ci esortano a non dare consigli. Eppure, c'è nell'animo umano la tendenza quasi irresistibile a suggerire cambiamenti agli altri... Nonostante la reazione sia spesso di fastidio: anche se ben intenzionato, il messaggio "Dovresti cambiare" viene percepito come "Sei sbagliato, quindi dovresti essere diverso". Anche quando sia vero, risulta comunque irritante.
Come se suggerire agli altri di cambiare non bastasse, c'è anche chi pensa di poterli cambiare di propria volontà (specialmente nelle relazioni sentimentali).

Un desiderio insano

Una delle illusioni più pericolose (e devastanti) che ingannano la mente umana, è quella di poter cambiare le altre persone: i genitori pensano di cambiare i figli (e, a volte, viceversa), i partner pensano di cambiare il compagno (specialmente le donne lo fanno)... c'è persino chi è in coppia con qualcuno, avendo in mente la precisa idea di come dovrebbe diventare (il che è come dire che non sta realmente insieme a quella persona, ma ad una che ha nella sua testa).
Voler cambiare gli altri è una specie di "follia", per almeno tre ragioni fondamentali:
  • E' impossibile cambiare gli altri
  • E' scorretto e irrispettoso (noi non vorremmo che qualcuno ci cambiasse contro la nostra volontà)
  • E' il contrario dell'amore
Specialmente all'interno di un rapporto affettivo, il desiderio di cambiare l'altro diventa "tossico", perché è opposto all'amore. La prima qualità dell'amore è l'accettazione: quando amiamo realmente qualcuno, lo amiamo per come è (e non per come pensiamo dovrebbe essere).

In realtà, nessuno può cambiare un'altra persona; nemmeno il Padreterno può farlo. Le persone cambiano solo quando sono loro a volerlo (e, il più delle volte, solo quando si sentono obbligate dalle circostanze). Cambiare è un processo impegnativo e faticoso, e non si fa mai per far piacere ad un altro... ma solo quando se ne sente l'esigenza pressante, personalmente.

Comunicare in modo costruttivo

Questo non vuol dire che dovremmo sempre subire le altre persone, anche quando ci sentiamo in contrasto. Ma è importante scegliere il modo più adatto per comunicare; dovremmo evitare l'atteggiamento "Io ho ragione e l'altro ha torto" (anche perché ognuno ha le sue ragioni), che induce l'altro sulla difensiva.
E' essenziale spostare il focus del problema dal TU all'IO, da "TU sei sbagliato" a "IO ho questa necessità". Anche perché, in fondo, gli altri non esistono per renderci felici o adattarsi a noi; la mia felicità è, prima di tutto, mia responsabilità personale.
  • Se qualcosa non ci va bene dovremmo esprimerlo, ma come nostra esigenza, non come errore o dovere dell'altra persona (dire "Io ho bisogno di..." viene accolto assai meglio di "Tu dovresti...")
  • Se non ci piace il comportamento di qualcuno, è bene comunicare il nostro disagio, ma in modo propositivo, non aggressivo; dire "Ho un problema con te riguardo... Cosa possiamo fare?", funziona certo più che una critica o un attacco.
Quando sentiamo il bisogno di cambiare qualcuno, dobbiamo chiederci se siamo noi ad avere un problema, non l'altro. Magari quella persona non è adatta a noi, oppure abbiamo riversato su di essa aspettative fuori luogo o, ancora, siamo cambiati entrambi rispetto al passato. Essere onesti con se stessi e con l'altro su quello che ci aspettiamo da lui può essere faticoso, ma è comunque l'unica via costruttiva:
  • Se c'è una via di uscita va costruita da entrambi; non si può pensare che sia solo uno dei due a farsene carico
  • Se la situazione non ha sbocchi, è meglio riconoscerlo e affrontare una separazione, piuttosto che entrare in conflitto per forzare l'altro a diventare ciò che non sarà mai.

Suggerire, più che consigliare

Se il bisogno che sentiamo è semplicemente quello di consigliare qualcuno per il suo bene, vale sempre il discorso di non farlo sembrare un cambiamento dovuto.
Un approccio che funziona meglio è impostare il suggerimento in positivo, come un'opportunità, invece di una necessità. Invece di "Sbagli a fare così, dovresti fare cosà...", qualcosa del tipo "Forse, se tu facessi cosà otterresti questi vantaggi..."
Questo approccio viene accolto meglio, perché:
  • Non fa sentire la persona "sbagliata"
  • Non c'è il verbo "dovere" (che ispira resistenza)
  • Il "Forse" iniziale suona non autoritario
  • La forma condizionale rende il concetto più "soft"
  • Presentare i vantaggi (positivo) è più invitante che criticare (negativo)

"L'inferno nelle relazioni deriva dal cercare di cambiare
il comportamento di qualcun altro anziché il nostro."

(Buddhismo)


Articoli correlati

Altri post con argomenti collegati (descrizione: fermate il puntatore sul link)

2 commenti :

  1. Mi piace molto come scrivi e come affronti un sacco di argomenti....ripasserò sicuramente spesso...mi sono letta un bel po' di cose, e porco mondo, mi hai fatto riflettere tantissimo....

    Ancora + ipersinaptica oggi quindi grazie a te ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Onorato, e felice di esserti stato utile. :)

      Lo scopo è proprio quello di far riflettere: cambiando i nostri pensieri, cambia la vita. :D

      Elimina

(vedi le linee guida per i commenti)



Licenza Creative Commons
© 2017 Valter Viglietti. Psicofelicità è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.