Maschi attraenti e non: Alfa, Beta e bravi ragazzi

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Tra i maschi è diffusa la convinzione che alle donne piacciano gli uomini "cattivi" (stronzi, bastardi, egoisti...). In realtà è un grosso equivoco: quello che attrae le donne sono le caratteristiche da "maschio dominante"; l'essere stronzi o egoisti sono - eventualmente - conseguenze di quel carattere, non la causa dell'attrazione.

Il maschio Alfa

Il motivo per cui alle donne piacciono i "cattivi ragazzi" è ormai noto in psicologia.
In realtà i motivi possono essere diversi, ma la spiegazione più diffusa è quella fornita dalla psicologia evoluzionistica. In natura, le femmine sono "geneticamente programmate" per desiderare i maschi dominanti, quelli che tra i mammiferi sociali sono i capobranco. Di solito è il maschio più grosso, forte ed aggressivo. Questi esemplari sono definiti "maschi Alfa", e questo termine è usato anche per definire gli uomini che presentano simili caratteristiche, sia nel fisico che nel comportamento.
Perché le femmine ne sono attratte? Perché il maschio Alfa è quello che meglio soddisfa il bisogno evoluzionistico delle femmine, di un maschio che presenti ottimi geni e le migliori possibilità di nutrire e proteggere i cuccioli. In pratica, accoppiarsi col maschio Alfa è la migliore "assicurazione" per la propagazione dei propri geni. Questo istinto naturale è ancora vivo e presente anche in noi umani, anche se di rado ne siamo consapevoli: per quanto possiamo essere più evoluti degli animali, molti nostri comportamenti - specialmente nelle relazioni - nascono dalla nostra parte animale (istinti ed emozioni), non da quella razionale.

Il comportamento degli animali Alfa è - appunto - dominante, aggressivo, di sfida, di superiorità, sicuro di sé. Gli uomini Alfa presentano le stesse caratteristiche: sono fortemente virili, egocentrici, sessualmente esuberanti, vitali e prepotenti, persino un po' violenti. Hanno generalmente un livello elevato di testosterone (il che spiega la virilità, l'aggressività, la libido, superiori alla norma).
Tra gli esseri umani, chi si comporta in quel modo tende ad essere "bastardo", stronzo o menefreghista, sia perché se ne frega delle opinioni altrui, sia perché se lo può permettere (sa di essere desiderato), sia perché l'elevato testosterone induce comportamenti aggressivi ed egocentrici.
In sintesi, quello che attrae le donne sono i tratti da maschio Alfa, non l'essere "bastardo": quest'ultimo è solo un "sottoprodotto" di quel tipo di personalità. L'errore che fanno molti è pensare che sia l'essere bastardo ad attrarre. Ma non è così. E' come pensare che un'auto sportiva va veloce perché ha lo spoiler; è piuttosto vero il contrario, ha lo spoiler perché va veloce.

Il ritratto dell'Alfa

Se osserviamo bene gli uomini che - generalmente - le donne ritengono attraenti, noteremo che presentano una serie di caratteristiche:
  • Sicurezza di sé
  • Disinvoltura
  • Autoaffermazione
  • Indifferenza alle opinioni altrui
  • Attitudine al rischio
  • Impulsività
  • Tendenza aggressiva
  • Sessualmente disinibito e promiscuo
  • Certe caratteristiche fisiche fortemente mascoline (muscolatura, spalle larghe, torace "a V", mascella squadrata, voce profonda, ecc.)
Sono tutti tratti da maschio Alfa, dominante, e sono questi che istintivamente attraggono le femmine, che spesso non sanno nemmeno loro spiegare il motivo. In realtà il motivo è inconscio ed origina dalla parte più antica del cervello, quella presente anche negli animali, il "cervello rettiliano".
Da notare che queste caratteristiche appartengono anche ai capi, ai leader, agli imprenditori di successo e, in generale, ai "vincenti". Tra gli esseri umani come in natura, quel tipo di individuo tende ad affermarsi e ad arrivare "in cima" (non c'è da stupirsi che risulti affascinante).

Una volta capito questo, diventa evidente che, se in aggiunta alla lista di caratteristiche sopra elencate, un uomo è anche bastardo o meno, non cambia nulla... non è quello il punto. Un uomo come George Clooney può avere molti di quegli elementi, non comportarsi da bastardo, e piacere alla grande.
Il punto non è nemmeno essere dolce o gentile. Un uomo che ha tutti gli elementi da Alfa, ed è pure gentile, attrae allo stesso modo (magari anche di più).

Il "lato oscuro" degli Alfa e la contraddizione femminile

Se alle donne il maschio Alfa piace così tanto, ci si potrebbe chiedere, come mai poi le donne si lamentano spesso di questi uomini? (perché sono egoisti, inaffidabili, poco disponibili, promiscui, ecc.) Il fatto è che l'attrazione non ha nulla a che fare con l'intesa o la compatibilità tra le personalità; la sua funzione è puramente evolutiva.
Le donne possono essere attratte dai maschi Alfa, ma poi si scontrano con aspetti del carattere o comportamenti tipici degli Alfa (la prepotenza, i tradimenti...), che non gradiscono affatto. E' una contraddizione vistosa (evidente per chi osserva da fuori, più difficile da riconoscere per chi la vive), che però non è facile da risolvere; perché molto spesso la mente vuole delle cose, ma l'istinto ne brama altre. Un esempio classico è la donna che dice di volere un uomo dolce, ma poi è affascinata dal "bel tenebroso" di turno: in apparenza è una contraddizione (che sconcerta non pochi maschi), ma in realtà sono "semplicemente" esigenze diverse in lei, entrambe vere, che però hanno diversa priorità (di solito gli istinti prevalgono sulla mente).

Alfa e Beta

La polarità attraente/non attraente non si gioca sull'asse bastardo/gentile, ma sull'essere un maschio Alfa o Beta.
Il "Beta" è tipicamente una persona remissiva, passiva, insicura, timida, timorosa, sessualmente inibita, ecc.: sono tutti tratti non attraenti per le donne. In altre parole, il tipo Beta è assai poco mascolino, mentre il tipo Alfa è molto mascolino e virile; e le donne sono generalmente attratte dalla mascolinità.
Un altro tratto comune a molti Alfa è la presenza di un "lato selvaggio" ben sviluppato (che risulta spesso attraente per le donne). Viceversa, i Beta reprimono la loro parte selvaggia, soffocando la propria energia istintiva e animalesca (con risultati negativi, perché forza ed energia sono attraenti).

Inoltre, spesso il Beta esprime bisogno e disperazione verso le donne, le osserva con sguardo impaurito e impacciato, affamato e dipendente: questo non è per nulla attraente, perché comunica scarso valore (se so di valere, sono sicuro di me; se penso di non valere, ho sempre paura).
Tipicamente i Beta fanno i "bravi ragazzi", dolci e gentili, e pensano che sia quello a renderli non attraenti. Ma in realtà sono i tratti da Beta (e l'assenza di quelli Alfa) che contano.

Alfa e Beta in azione

Per fare un esempio delle differenze:
  • Quando un maschio Alfa incontra una femmina che gli piace, lo esprime apertamente (mostrando intensità e ardore*), ma al tempo stesso comunica che può fare a meno di lei (mostrando sicurezza e autonomia*).
    (* qualità attraenti)
  • Nella stessa situazione, un Beta fa l'esatto contrario: non esprime il desiderio o lo fa timidamente o in modo confuso (mostrando tiepidezza, passività, insicurezza**), ma comunica bisogno e dipendenza (mostrando debolezza e fragilità**).
    (** qualità respingenti)
In pratica, l'Alfa dice "Ti voglio, ma non ho bisogno di te"; mentre il Beta esprime "Ti vorrei, ed ho un disperato bisogno di te". Vi piaccia o meno, alle donne il primo comportamento intriga, il secondo le respinge (peraltro, nessuno è attratto dalle persone appiccicose). Ancora una volta, l'attrazione non si gioca sull'essere bastardo o gentile, ma sulle qualità - attraenti o respingenti - che vengono espresse dal maschio.

Un'altra differenza fondamentale è questa: sia Alfa che Beta hanno desideri e paure (come ogni essere umano), ma:
  • nel tipo Alfa predominano la passione e il desiderio (sessuale, di affermarsi, di vincere), quindi tende a buttarsi ed agire;
  • nel tipo Beta predomina la paura (di esporsi, di essere giudicato, di soffrire), perciò tende ad esitare e sfuggire.
Per questo l'Alfa appare intenso, coraggioso e virile (anche magari agendo stupidamente), mentre il Beta può apparire debole, insicuro e codardo (anche se magari agisce in modo più ragionevole). E, di nuovo, le donne sono attratte ed eccitate dai comportamenti passionali, audaci ed impetuosi - non da quelli cauti e timorosi. Nel comportamento, l'Alfa esprime forza (che poi sia vera o apparente conta poco), il Beta esprime debolezza (fisica o psicologica). La paura negli occhi dei Beta (che le donne colgono facilmente) è assolutamente antierotica.

Alfa e Beta: un esempio televisivo

Di maschi Alfa nello spettacolo ce ne sono molti: da Rhett Butler di "Via col vento" a Tony Stark di "Iron Man", passando da James Bond, John McClane ("Die Hard") e Jason Bourne. Ma una delle coppie Alfa-Beta più rappresentativa è quella dei fratelli Charlie e Alan Harper nelle prime otto stagioni della sit-com "Due uomini e mezzo" (al momento in onda su Italia 1 e Joi). Charlie (interpretato da Charlie Sheen) è il classico Alfa sicuro di sé, sfrontato e seduttore; Alan (Jon Cryer) è il tipico Beta insicuro, bisognoso e dipendente. Osservare questi personaggi può aiutare a identificare le caratteristiche delle due modalità.

Il Beta, l'eterno amico

Generalmente, e specialmente in gioventù, gli uomini Beta si sentono dire spesso la fatidica frase: "Ti apprezzo perché sei un buon amico" (oppure "Per me sei solo un amico"). Magari detto dalla donna di cui sono innamorati. Non di rado, la stessa donna confida a quell'amico le sue "pene d'amore" con un maschio Alfa, con cui fa sesso ma che non ricambia l'interesse di lei.
Sono quelle classiche situazioni in cui c'è Alberto che ama Bruna, ma Bruna vuole invece Carlo, che però non è interessato a lei (magari perché ne ha a disposizione altre dodici). In situazioni come queste, è facile ingannarsi e credere che a vincere sia il maschio più spietato, oppure che "In amore vince chi fugge": ma queste non sono le vere ragioni, sono solo ciò che appare in superficie.

L'attrazione, l'innamoramento e l'amore sono dinamiche complesse, che hanno basi in gran parte inconsce; solo scoprendo i "meccanismi nascosti" dell'attrazione e di come scegliamo i partner, possiamo capire davvero le ragioni del nostro (e altrui) comportamento.

Beta: scarsa mascolinità e figura paterna

Una caratteristica frequente nei maschi Beta è la scarsa mascolinità (sia fisica che caratteriale); questa carenza è spesso collegata al rapporto col padre. Due casi in cui questo accade sono i seguenti:
  1. A volte il padre è una figura poco presente (perché impegnato nel lavoro, per indifferenza verso il figlio, per via di un divorzio...), quindi al figlio viene a mancare un modello maschile a cui ispirarsi.
  2. Certe volte il figlio è in conflitto col padre (magari perché lo vede freddo, violento od oppressivo), quindi il figlio rifiuta la propria parte maschile, perché la collega alla figura paterna negativa.

1. Il padre assente

I genitori servono anche da modelli di riferimento per sviluppare i nostri potenziali. Se un padre è assente, il figlio fatica a imparare cosa vuol dire "essere un uomo", sia come personalità che come capacità concrete (questo può valere anche per le figlie femmine, per cui diventa difficile sviluppare la propria parte maschile).
Un possibile rimedio in età adulta è cercare altrove dei modelli maschili positivi, da usare come riferimento e ispirazione. Possono essere sia persone vicine che distanti, reali o immaginarie: l'importante è trovare in loro dei tratti maschili che ammiriamo e vorremmo sviluppare in noi. Possiamo ammirare l'amore per ogni creatura di San Francesco, l'impegno civile di Gandhi, le qualità da leader del capitano Kirk in Star Trek... ma anche l'intelligenza di uno scrittore, la passione di un insegnante, o la professionalità di un collega - e trovare in loro esempi da imitare (non nel senso di essere uguali a loro, ma di sviluppare qualità simili).

2. Conflitto col padre

Io stesso ho avuto un rapporto problematico con mio padre, ed ero molto più legato a mia madre. Perciò per molti anni ho sviluppato la mia parte femminile molto più di quella maschile: col risultato di avere grande sensibilità ma virilità assente, e questa era una delle ragioni per cui non suscitavo attrazione nelle ragazze (ero il classico "buon amico").
Quando in seguito ho recuperato e integrato la mia parte maschile, sono diventato un uomo più equilibrato ed anche più attraente; ho continuato ad avere una valida parte femminile, ma insieme ad essa ho sviluppato una parte maschile ben presente (vedi più avanti il "maschio integro").

N.B.: Ognuno di noi ha dentro di sé una parte maschile ed una femminile, a prescindere dal proprio sesso biologico; una persona completa ed integrata ha sviluppato entrambe. Maschile e femminile sono archetipi ed energie, non riguardano l'avere un pene o una vagina. Credere che un "vero uomo" abbia solo una forte parte maschile è ingannevole: in realtà sarebbe un uomo virile ma incompleto e poco equilibrato (idem per una "vera donna" solo femminile).

La sindrome del "bravo ragazzo"

Uno dei meccanismi che maggiormente portano un uomo a risultare poco attraente e ad avere scarso (o nullo) successo col sesso opposto (e non solo), è proprio il comportamento da "bravo ragazzo". Questo fenomeno è talmente diffuso da essere stato descritto dallo psicologo americano Robert Glover nel libro "No More Mr. Nice Guy" ("Smetti di fare il Bravo Ragazzo").

L'autore ha osservato una gran quantità di casi di "sindrome del bravo ragazzo" tra i suoi pazienti, nonché in lui stesso. Ritiene che questa sindrome si sia molto diffusa in Occidente negli ultimi 60 anni, e sia all'origine di molte frustrazioni degli uomini moderni (nell'approccio con le donne, nelle relazioni, sulla sessualità, sul lavoro, ecc).
Dall'introduzione:
I bravi ragazzi cercano di ricevere approvazione e fare ciò che è "giusto". Sono più felici quando stanno facendo felici gli altri. I bravi ragazzi evitano i conflitti come la peste e fanno di tutto per evitare di irritare chiunque. I bravi ragazzi sono particolarmente attenti a compiacere le donne e ad apparire diversi dagli altri uomini. In poche parole, i bravi ragazzi credono che se saranno buoni, generosi e attenti agli altri, in cambio saranno felici, amati ed appagati.
Le esperienze dell'infanzia del "bravo ragazzo" l'hanno convinto che, se farà di tutto per rendere felici gli altri (e specialmente le donne), trascurando se stesso, gli altri poi lo ameranno e gli daranno quello che desidera. Peccato che non funzioni, e specialmente con le donne non funzioni affatto. Queste convinzioni operano a livello inconscio, creano aspettative inespresse, e finiscono col generare relazioni fallimentari.

Inoltre, il "bravo ragazzo" non è mai autentico, sia per il bisogno di compiacere gli altri, che per la paura di conflitti e di perdere l'approvazione. In pratica, è disonesto, manipolativo, e cerca di controllare gli altri (seppure inconsciamente). Le persone lo percepiscono, e risulta quindi una persona che non ispira fiducia o apertura.
Infine, tende ad essere passivo-aggressivo e pieno di rabbia. Dietro la "maschera" di affabilità, gentilezza e disponibilità, cova una grande frustrazione e risentimento (poiché si fa in quattro per gli altri, ma non ottiene comunque quello che voleva).

Possiamo notare che, per molti versi, la figura del "bravo ragazzo" assomiglia al "maschio Beta" citato prima. Non solo il "bravo ragazzo" manca di tutte le caratteristiche di un Alfa, ma ne è addirittura l'opposto: nella lista sottostante, ogni tratto risulta l'antitesi del comportamento Alfa.

Caratteristiche dei "bravi ragazzi"

  • Cercano sempre l'approvazione altrui.
  • Cercano in ogni modo di evitare i conflitti.
  • Credono di dover nascondere i loro difetti ed errori.
  • Mettono i bisogni e desideri altrui prima dei loro.
  • Reprimono i loro veri sentimenti ed emozioni.
  • Sacrificano il loro potere personale e spesso adottano il ruolo di "vittima".
  • Tendono ad essere separati dagli altri uomini e dalla propria energia maschile.
  • Spesso cercano di essere diversi dai loro padri.
  • Creano relazioni insoddisfacenti.
  • Non riescono ad ottenere il sesso che vorrebbero.
  • Spesso non riescono ad esprimere appieno il loro potenziale.

Dal "bravo ragazzo" al maschio integro

Uscire dalla "sindrome del bravo ragazzo" e diventare una persona integra, è un percorso complesso che non può essere sintetizzato qui. Consiglio, per chi sia interessato, la lettura del libro del dott. Glover.
Riporto dal libro una lista di tratti propri del maschio integro:
  • Ha un forte senso del Sé. Si piace così com'è.
  • Si assume la responsabilità di soddisfare i suoi bisogni.
  • E' a suo agio con la sua mascolinità e la sua sessualità.
  • Ha integrità. Fa quello che è giusto, non ciò che gli conviene.
  • E' un leader. E' disposto a proteggere e occuparsi di coloro a cui tiene.
  • E' chiaro, diretto, ed esprime i suoi sentimenti.
  • Sa come porre dei limiti e non ha paura di affrontare il conflitto.

N.B.: Quando parlo di "bravo ragazzo", intendo una cosa diversa da una "brava persona". Quest'ultima è qualcuno che opera in modo corretto, etico e responsabile, ma rispettando se stesso e le proprie esigenze.
Il "bravo ragazzo", invece, è "bravo" solo in apparenza: essendo in realtà una persona manipolativa, insincera e che "recita" la parte del buono per ottenere qualcosa.

Esistono anche le "brave ragazze"

Nel libro citato prima, l'autore si è focalizzato sui maschi, ma ritengo che la sindrome (e buona parte del libro) può valere sia per uomini che per donne. In fondo, una gran parte di noi vengono educati a "fare i bravi" e imparano presto che, se non lo fanno, ne patiscono le conseguenze. Senza contare che, storicamente, le donne sono state addestrate per secoli a "fare le brave" (e guai altrimenti); quindi, quando l'autore parla dei condizionamenti che gli uomini hanno subìto negli ultimi 50 anni, una lettrice può pensare ai condizionamenti subìti dalle donne negli ultimi 3.000 anni (quantomeno a partire dall'Antico Testamento).

L'evoluzione da Beta ad Alfa

A questo punto molti si chiederanno "Come smettere di essere un Beta? Come diventare Alfa?". Purtroppo non è un cambiamento che si ottiene per puro sforzo di volontà. Alcuni fingono comportamenti Alfa (cosiddetto "fake alpha" nella comunità PUA), ma questo porta risultati dubbi, e comunque solo di breve durata (si sa, le bugie hanno le gambe corte). Può essere comunque utile prendere certi comportamenti Alfa come modello, per coltivare simili qualità in se stessi (per esempio: dare poca importanza ai giudizi altrui, esprimere apertamente la propria sessualità, osare di più, integrare la propria "parte selvaggia").
Poiché questi comportamenti sono collegati alla nostra natura profonda, i risultati migliori si ottengono con la propria evoluzione personale, e questo richiede impegno e tempo. Un ottimo libro che illustra quel tipo di percorso (oltre a fornire un'ampia serie di consigli sull'approcciare le donne e diventare un uomo attraente), è "Models: Attract Women Through Honesty" ("Modelli: attrarre le donne essendo autentici") di Mark Manson (in inglese).
Un altro elemento fondamentale per diventare persone più interessanti e sicure di sé, è imparare ad accettare se stessi.

In pratica, il comportamento non attraente ha le sue radici nella paura, nella debolezza, nella passività, nella finzione. Per uscirne, bisogna coltivare in sé qualità opposte, quali il coraggio, la forza, l'agire determinato, l'autenticità. Sono, non a caso, qualità che hanno sempre contraddistinto la mascolinità luminosa.
In altre parole, si tratta di evolvere da "mezzo uomo" a "uomo completo", integro. E' un potenziale che è in tutti noi, quindi tutti possiamo arrivarci - se siamo disposti a pagarne il prezzo.

Non solo Alfa

Per finire, voglio chiarire alcune cose:
  • In questo post parlo di Alfa e Beta come categorie opposte, per semplificare, ma le persone reali non sono in "bianco e nero", in un modo oppure nell'altro: ognuno di noi può avere alcuni tratti (più o meno marcati) dell'una e/o dell'altra modalità.
  • Quando parlo di Alfa, non parlo di una personalità univoca, ma di un insieme di tratti e comportamenti: non esiste un "maschio Alfa" assoluto, invece ogni persona può avere molti, alcuni o nessuno di questi tratti Alfa. Allo stesso modo, un uomo può non avere tratti Alfa prima, ma svilupparli in seguito.
  • Parlando dell'attrattività degli Alfa, non intendo affatto dire che solo loro possono attrarre o avere relazioni appaganti (anzi, spesso hanno vite amorose tormentate).
Se è vero che le qualità Alfa sono generalmente apprezzate e suscitano attrazione (ma non vale per tutte le donne), è anche vero che ci sono molte altre qualità che provocano interesse nel sesso opposto: fattori come il carisma, i talenti, un sorriso radioso o la nobiltà d'animo (per non parlare dell'intelligenza o della cultura), possono attrarre la persona che sa apprezzarli.

Mai pensare che le donne siano tutte uguali o che cerchino tutte le stesse cose: il punto di partenza per conquistare una donna, sta proprio nel capire la sua unicità e cosa cerca in particolare (e poi, ovviamente, riuscire ad offrirglielo).
La chiave nell'avere successo, nelle relazioni come in altri campi, sta nell'essere una persona di qualità; quindi se non siete Alfa o non vi interessa esserlo (e non c'è nulla di male), dedicatevi a sviluppare le vostre qualità e a diventare una persona fantastica: sarà ancora meglio che essere un Alfa. :-)

"Non esiste salvaguardia contro il senso naturale dell'attrazione."
(Algernon Charles Swinburne)


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59 commenti :

  1. Mah, secondo me, è sufficiente l'impressione di "alphezza" anche perche non si può negare che non tutte vedono in questo modello di uomo che, francamente ritengo quello che sta portando il mondo in questa direzione, giusta sbagliata (con tutte le sue vie di mezzo) giudicate voi.
    L'istinto nel nostro caso viene elaborato. Ci facciamo ingannare dal fatto che indubbiamente un uomo così avrà sempre un suo pubblico di donne, una minoranza (ma sempre una fetta ragguardevole) rumorosa. Questo perchè da una parte esistono donne loro corrispondenti, cioè arriviste ed opportuniste disposte ad usare tutto (uomini compresi, che a loro volta sono disposti ad usare tutto), altre, ingenue, che non hanno ancora elaborato il loro istinto, traducendo il loro concetto di alpha in caratteristiche individualmente desiderabili, volte a costruire un progetto, anche un mondo nuovo e non solo puramente animali.
    Perchè certo, l'alpha animale ti garantisce forse la sopravvivenza, talvolta la ricchezza, però corrisponde ad un desiderio basico, non rende giustizia ad una donna che ha un progetto più ampio. Quindi il concetto di alpha può rispondere ad un desiderio, ma la donna, come individuo, è responsabile di come modella questo desiderio.
    Oltre a non dimenticarsi che giustamente la donna si è conquistata la propria indipendenza e non può più pretendere, solo per il suo aspetto fisico, di conquistare un uomo per avere il suo bottino, è francamente degradante. Tanto più se la donna si definisce anarchica e libertaria. Ecco perchè credo che non tutte le donne siano così e vogliano un uomo che comanda sugli altri, che l'evolversi da questi desideri basici è sotto la responsabilità individuale uomini o donne che si sia. In fondo esiste anche la cooperazione, non solo la competizione, anzi, la prima è più efficiente, secondo me.
    In parte il fatto che tale concetto di alpha può evolversi, è coperto dall'articolo. Anche sul concetto del finto bravo ragazzo. Molti di questi autodichiarati "bravi ragazzi" spesso li trovi in forum tipo quello dei "brutti" ad esprimere un profondo livore verso le donne (per loro tutte in quanto tali) che non avrebbero apprezzato la loro bontà cadendo ai loro piedi, esprimendo spesso idee antiquate sui ruoli sessuali (però anche l'evoluzionismo, se applicato troppo crudamente può appiattire la varietà della realtà eh). Quindi qui condivido, finti buoni per ottenere qualcosa in cambio, spesso contabilizzata in modo molto materiale e basico.

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    1. Anto, esprimi delle osservazioni valide, ma sembri dimenticare che, perlopiù, abbiamo ben poco controllo sulle nostre pulsioni inconsce; per cui, ne siamo influenzati senza saperlo.
      Diciamo "X mi piace!" ma non sappiamo perché (e se non sai il perché, non puoi nemmeno elaborarlo).

      Ovviamente l'essere "Alfa" non è l'unico parametro di attrazione (per una panoramica più vasta, vedi il post "Le regole dell'attrazione"), è però molto potente e poco compreso. Per questo ne ho scritto qui.

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    2. Sono sicuramente inconsce, e ci sono quelle che un po' immaturamente dicono compiaciute e un po' masochisticamente "mi piace lo stronzo, non ci posso fare niente, l'uomo un po' lo deve essere".
      Semmai basta che non sia prevedibile, oltretutto anche a me non piacciono tali ragazze, proprio perchè sono prevedibili e passive, insomma devi fare tutto tu :D, è un po' anacronistico.
      La cosa del leader mi fa ridere un po' perchè se accettiamo che ci sia un leader, il tutto si ridurrebbe al 10% della popolazione maschile al massimo, se si prendesse ciò alla lettera :D.
      Il trucco sarebbe forse che tutti (ma anche le donne eh) siano un po' leader, o perlomeno non mostrino remissività e arrendevolezza nei confronti degli eventuali eccessi dei "leader", che comunque facciano valere propositivamente le loro capacità non sottomettendole o subordinandole.
      Effettivamente la subordinazione, la sottomissione scatena in me dei sentimenti, almeno a livello emotivo, molto negativi, di sconfitta e di censura della piena espressione dell'io, che tradotti nell'attrattività femminile, capisco bene come possano neutralizzare il desiderio.
      Solo che applico questo anche alla sottomissione femminile, l'idea che una donna possa sottomettersi a qualcuno volontariamente, mi fa un po' cadere le braccia.
      Di conseguenza cercherei un rapporto paritario.

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  2. " Ritiene che questa sindrome si sia molto diffusa in Occidente negli ultimi 60 anni, e sia all'origine di molte frustrazioni degli uomini moderni "...

    Bè, ci credo, al contrario del resto nel mondo, nell'Occidente c'è stato il femminismo e la teoria dell'uguaglianza di genere, cosa impensabile nel resto del mondo...

    Il pensiero espresso in questo articolo è praticamente quello maschilista classico, così a lungo represso in Occidente negli ultimi anni ...

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    1. Anonimo, complimenti, sei un Grande!

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    2. Non penso che l'intento dell'articolo era quello.
      Poi, certamente il femminismo ha le sue pecche e così l'ideologia gender di oggi, ma bisogna anche dire che il maschilismo fa oggettivamente schifo e se in Occidente abbiamo più 'bravi ragazzi' rispetto ad autoproclamati 'alpha' non è un'effetto collaterale così brutto, visto che certe società in cui "sindromi di bravi ragazzi",come quelle islamiche o ispirate al tradizionalismo cattolico o com'era l'Italia fascista, non esistono ma piuttosto c'è il mito della virlità ad ogni costo, non è che siano meglio, anzi ....

      Meglio la nostra buona democrazia liberale di oggi, o forse si preferiscono i totalitarismi e i servizi miitari obbligatori per evitare la proliferazione di bravi ragazzi e brave ragazze ?

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  3. Spettabile psicologo le dico la mia esperienza: io che non sono brutto ne stupido o ignorante posso fare mia la sua lezione e cambiare me stesso dentro ma tutte le volte che voglio avere un avventura con una donna queste mi rifiutano sessualmente perchè non ho i lineamenti del viso decisi e aggressivi lo sguardo torbido o da furbo (ma la maledetta faccia carina da bravo ragazzo) e vanno con i miei amici che hanno queste caratteristiche facendomi sentire un maschio annientato anche se dentro sei più monello tu di loro, al punto che sono finito in depressione e sto pensando di farmi rifare i lineamenti del viso da un chirurgo estetico ma non credo sia possibile, percui l'intento è buono ma sono certo che anche quello che ha scritto non basta alle donne, non vedo soluzioni, perchè anche uno che ha questi atteggiamenti ma non li porta nei lineamenti fisici non serve a nulla.

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    1. Prima di tutto, togliti dalla testa che sia il tuo volto la causa dei tuoi insuccessi con le donne. Ci sono un sacco di persone con lineamenti imperfetti ma che vivono buone relazioni. Che diamine, perfino Stephen Hawking (geniale ma deforme) si è sposato!
      La causa vera è probabilmente nella tua personalità, nella mancanza di altre qualità, diverse dall'aspetto. Leggi il post sul "valore di mercato relazionale" ("Quanto vali come partner?" - Luglio 2014), vedrai che il "valore" che abbiamo per gli altri è composto da molti elementi (la maggior parte dei quali possiamo migliorare). E' questione di quello che puoi offrire alle donne (e che loro apprezzano): più puoi offrire, più sarai desiderato.
      Vedo che parli di "avventura": ricorda che alla maggior parte delle donne non interessano le avventure; anche sentirsi volute solo per quello, a buona parte di loro fa cadere qualsiasi interesse. Quindi dipende molto da come ti poni (e anche questo fa parte di quello che offri).
      Certo, se il tuo aspetto non è particolarmente affascinante, dovrai un po' accontentarti e non pretendere la luna: bisogna anche essere realisti. ;-)

      Elimina
  4. Sono un ragazzo di 26 anni e dalla prima relazione a 16 anni devo dire che è più il tempo in cui sono rimasto single che fidanzato per il fatto di aver avuto un numero discreto di relazioni(circa 15) ma poco durature a parte due durate circa 2 anni di cui una finita da poco. Non mi ritengo un maschio alfa al 100%, anche se tra le caratteristiche alcune le sento mie oltre ad un aspetto abbastanza piacevole penso dal momento che sono sempre stato piuttosto corteggiato dalle donne. Premesso questo devo ammettere che la maggior parte delle mie relazioni sono finite per decisione non mia sentendomi dire i motivi più disparati ed opposto come il "non ispirare fiducia ed essere alla ricerca di solo sesso" così come l'essere troppo presente e serio...o ancora perchè la mia lei si sentiva trascurata. Dettò ciò sono arrivato al punto di pensare che mentre gli uomini nel corso della loro vita mantengono spesso una certa mentalità ossia di "cacciatori" che si fanno addomesticare solo dalla donna giusta che li appaga sessualmente e fisicamente oltre che con una forte personalità....le donne cercano l'uomo che in quel momento sa darle le emozioni di cui hanno bisogno, per cui se una ragazza decide che vuole solo sesso ed il ragazzo invece cerca una relazione seria chiudono anche se hanno di fronte un ragazzo attraente e col quale si sentono bene, se invece in quel momento hanno bisogno dell'amore e si trovano un ragazzo che si comporta da "maschio alfa" pur tra le lacrime lo lasceranno...ecco perchè a mio avviso dipende dal momento, dalla situazione che sta vivendo una donna in quel momento e non cercano propriamente il maschio alfa ma quello che sa darle quello di cui hanno bisogno in quel preciso momento della loro vita. La fine della mia ultima relazione durata 2 anni mi ha fatto stare molto male, perchè io davo per scontato la relazione...sono stato accusato di essere egoista, di pensare solo a me, di essere troppo impulsivo e menefreghista, la mia lei ha detto che per un periodo antecedente alla chiusura di non sentirsi desiderata, voluta e di aver sofferto così che mi ha lasciato perchè questa somma di cose l'hanno portata a non amarmi più quando all'inizio pensava fossi l'uomo della sua vita. Quindi alla fine di tutto penso che l'uomo attraente con le caratteristiche fa uomo alfa tra i quali in parte mi riconosco facciano fatica ad avere relazioni durature mentre i "bravi ragazzi" spesso quando trovano la ragazza hanno relazioni molto lunghe e spesso di sposano, hanno famiglia ecc....mentre quelli che sono considerati dei gran playboy alla fine spesso sono sentimentalmente soli e non riescono a trovare quella giusta che li ami oltre il fisico e l'atteggiamento da figo, perchè quello dopo stanca e subentrano altre cose.

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    1. - Attento alle generalizzazioni: non è che gli uomini fanno sempre così, e le donne sempre cosà. Dipende sempre dall'individuo (oltre che dalle situazioni).
      - Dare una persona (o relazione) per scontata, è uno degli atteggiamenti che più portano le relazioni a finire. Tutti abbiamo bisogno di sentirci apprezzati e valorizzati.
      Prossimamente pubblicherò dei post sul mantenere vive e positive le relazioni.
      - Dire che gli "alfa" hanno relazioni brevi mentre i "bravi ragazzi" le hanno lunghe è un'altra generalizzazione, quindi ingannevole.
      Un "alfa" può benissimo vivere relazioni lunghe e profonde, dipende dalla sua maturità, priorità, valori e obiettivi. Così come un "bravo ragazzo" può averne di brevi, se superficiale, immaturo o pretenzioso.

      Vero è che chi sa di avere molte opportunità (il "playboy"), tende ad approfittarsene e a godersela, il che comporta ovvie conseguenze. Non direi che non trovano "quella giusta"; piuttosto, difficilmente si accontentano e si fermano, perché sempre alla ricerca di nuove esperienze e sensazioni.

      Di nuovo, dipende dalle proprie priorità ed obiettivi: se voglio una certa cosa, devo essere disposto ad "investire", a metterci anima e cuore, ed anche a un certo livello di sacrificio per arrivarci. Non si può avere tutto, spesso occorre scegliere.
      Come dice un vecchio detto, "Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca". ;-)

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  5. ciao non ad una donna ma a tutte le donne sapete cosa le fanno impazzire? un uomo che non gli importa neanche di morire, e che è pronto ad andare incontro a qualsiasi uomo senza tirarsi indietro anche se' sa' che non cel'ha puo' fare ma va' avanti lo stesso aggressivo. la maggior parte degli uomini trattano male le ragazze davanti agli altri maschi per farsi vedere che comandano ma quando sono da soli con la propia donna fanno le pezze da piedi, un uomo invece dovrebbe fregarsene di fare bella figura davanti agli altri maschi, deve rispettare anche gli uomini ma senza farsi mettere i piedi in testa, e un uomo con la donna dovrebbe essere normale sincero e non farla sentire una nullita', una donna vuole un uomo che la faccia sentire donna non una schiava, fare l'uomo non significa essere cattivo con lei autoritario o picchiarla, quindi la donna deve sentire che conta ma sinceramente non perche ne' hai bisogno, se tu' fai l'uomo la donna fa' la donna non il contrario, una donna fino a che non trovera' quello che cerca in un uomo continuera' a tradire, e non è neanche tutta colpa sua ma è anche del uomo. e il playboy va' solo con le baldracche e con una baldracca tutti ci possono andare, una vera donna non saprebbe neanche come avvicinarla un playboy, quindi lasciate stare il playboy come modello, il vero modello è dentro a ognuno di noi questo non significa egoismo significa essere se' stessi quindi smettete di guardare la vita degli altri e sentirvi vittime, una donna vuole un uomo che con lei è una piuma ma coi problemi è una roccia, ma la maggior parte degli uomini fanno il contrario di tutto quello che ho scritto, una donna per un uomo cosi' è pronta a buttarsi nel fuoco, le donne è come se avessero un potere di leggere un uomo a prima vista capiscono subito ciao.

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    1. Hai scritto alcune cose corrette, ed altre che sembrano più tue fantasie o pregiudizi. Attento poi alle generalizzazioni: non esistono metodi "magici" per conquistare ogni donna (o uomo).

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  6. Secondo me ti sbagli ci sono molti uomini e ragazzi di oggi che sono bravissime persone. E non è vero che la maggior parte degli uomini sono bastardi. Io ad esempio sono una bravissima persona e miei rapporti con le donne va bene e non ho problemi e non inganno nessuno. Quello che voglio dire è che non credo che tu sappia qualcosa sull'uomo.

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  7. Salve, che dire, ha appena riassunto in un'unica pagina una descrizione piena di stereotipi e luoghi comuni. Lei ha descritto "beta" anche le persone timide e impacciate... beh, sa che le dico? Io sono proprio questo e per giunta sono balbuziente e mo? Sarò rovinato perché non sono un "vincente" o un ragazzo aggressivo, disinvolto ecc ecc.. Partiamo dal fatto che sono fiero di come sono e i miei diritti li ho sempre fatti valere e sono sempre stato coerente con me stesso, non ho mai finto per nessuno mentre ci sono persone sfacciate che parlano, parlano e parlano.. ma dopo? Tutti zitti quando c'è da tirare fuori gli attributi, tutti a farsi gli affari propri... Io ad esempio sono circondato da persone cosi e ogni volta devo "adattarmi" a questa gente. Già, adattarmi, lei ha appena detto a un anonimo di fare un "percorso di crescita personale"... Io penso che il concetto che ha espresso questo anonimo in gran parte non è sbagliato... "prendersela con il mondo non ha senso..." no? Sicuro? Partiamo dal fatto che siamo noi che facciamo il mondo ed è la massa che influenza e inculca certi comportamenti ma a me di ascoltare, essere e fare ciò che gli altri sono o fanno non me ne importa, semmai prendo spunto dalle cose che reputo costruttive e di "adattarmi" alla falsità, non mi va. Concludo dicendo che "timidezza" non significa stupido perché come le ho detto prima ci sono molti "alfa" che sono dei veri e propri conigli, vili e vigliacchi, ma per essere attraenti bisogna essere alfa... eh già, mannaggia ahah mi faccio una risata che è meglio!!!

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    1. > ha appena riassunto in un'unica pagina una descrizione piena di stereotipi e luoghi comuni

      Se hai una spiegazione migliore della mia sulle caratteristiche che rendono - in generale - attraenti i maschi, illuminaci :-)

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    2. Lei ha appena confermato ciò che molti ragazzi "diversi" affermano, dicendo questo. Io ho espresso un concetto, descrivendo casi di maschi "beta" (non saprei bene se definirli tali) perché timidi o altro... quanti personaggi timidi hanno fatto successo? Mi viene in mente il cantante Raf, Marco Mengoni, gli attori Gabriel Garko, Massimo Ciavarro, il calciatore più volte pallone d'oro Lionel Messi oppure quelli del passato come Alessandro Del Piero, Enrico Chiesa, Massimo Palanca, apprezzato appunto per quel carattere cosi introverso dalla sua tifoseria del suo Catanzaro. Tutta gente che di alfa ha ben poco (se è questo che intende). Per cui, per questo dico che fa un discorso fatto solo di stereotipi, perché è vero che molti di questi hanno successo, però è anche vero che l'essere umano ha una sua personalità, con caratteristiche differenti e non possiamo generalizzare sui comportamenti delle persone. Comunque, non faccia tanto il sarcastico e non sia cosi arrogante, perché non è certo la sua qualifica che la rende assoluto, per cui cerchi di rispettare le opinioni altrui e di non fare tanto il maestro della situazione. Può dare consigli, ma prendersi gioco degli altri, si fidi, la fa cadere molto in basso. Prima ho citato Mengoni, si ascolti "esseri umani", dove c'è una frase che dice "devi dimostrarti invincibile, collezionare trofei, ma quando piangi davvero scopri realmente chi sei".

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  8. Leggendo questo post mi sembra di sognare un incubo e spero che le donne inizino a ragionare con la propria testa e non con stereotipi infondati e fasulli. dunque praticamente per essere attraente dovrei essere o il figlio di berlusconi che gira col ferrari sotto il culo e magari una puttana a fianco ... oppure il rissaiolo e/o spacciatore di zona e magari un giorno si e uno a firmare i domiciliari!! Detto questo vi dico .. aprite gli occhi per essere attraenti bisogna aver la fortuna di esserlo punto e fine! Ho visto persone uscite dall'uovo di pasqua stile beta o bravi ragazzi .. stare insieme anni con delle ragazze bellissime e volenterose ... cosa avevano più di me? niente soltanto fortuna !!!

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    1. > ragionare con la propria testa e non con stereotipi infondati
      Nel post parlo di attrazione ispirata da istinti, non da ragionamenti. Gli istinti non si scelgono, ci sorgono spontanei (p.es., l'attrazione verso la bellezza ci viene istintiva).
      Quindi non si possono "ragionare" gli istinti, ma al massimo esserne consapevoli, per esserne meno condizionati.

      > per essere attraente dovrei essere...
      Non ho mai scritto quel che hai detto! Ma dove l'hai letto?!? ;-D

      > cosa avevano più di me? niente soltanto fortuna !!!
      Quindi pensi che tutto accada per caso? Che le nostre relazioni siano dominate dal fato?
      - E' una posizione deprimente, perché ci definisce impotenti: se tutto dipende dalla fortuna, allora non ho alcun potere sulla mia vita.
      - E' una posizione ampiamente dibattuta nei secoli, e ampiamente smentita (in filosofia, psicologia, biologia, ecc.).
      - E' anche una posizione che spesso nasconde insicurezza: invece di riconoscere che ci sono persone con qualità che io non possiedo (il che è ovvio e inevitabile), mi dico che è solo fortuna, così da non sentirmi inferiore né mettermi in discussione.

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    2. noto, mio malgrado, che chi ha e ha avuto vita facile non può sforzarsi di interpretare la realtà. non è questione di sentirsi superiori o mettersi in gioco è questione di essere destinati al successo o al fallimento...inoltre vorrei ricordare che nessuno a questo mondo è capace di dominare gli eventi.

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    3. Non so se sei la stessa persona che ha scritto sopra (purtroppo gli Anonimi sembrano tutti uguali).

      Comunque, se parli di vita facile riferendoti a me, posso ben dire che non è il mio caso (se ti interessa, leggi il post "La mia storia" - agosto 2009). Molto di quello che ho imparato, l'ho imparato attraverso la sofferenza.

      > è questione di essere destinati al successo o al fallimento
      Al destino c'è chi ci crede, e chi non ci crede.
      Di solito, chi non ci crede agisce e cambia la sua vita (almeno in parte) :-)
      Ma sei liberissimo di crederci - con tutte le conseguenze.

      > nessuno a questo mondo è capace di dominare gli eventi
      Dominare gli eventi è improbabile, ma spesso siamo in grado di influenzare gli eventi - specialmente se abbiamo sufficienti conoscenze e padronanza di sé. La storia è piena di esempi, illustri o meno.
      Inoltre, dominare se stessi è, almeno in parte, possibile. E quando sei padrone di te, puoi scegliere dove dirigere la tua vita.

      E tutto questo non sono io che lo dico, lo hanno detto persone molto più sagge di me da millenni.

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  9. E' sicuramente un discorso interessante questo dell'antitesi fra alpha e beta.
    Ad esempio io mi ritengo un "bravo ragazzo" e mi accorgo di pagarne le conseguenze. Sono rimasto abbastanza scioccato dal leggere questa descrizione con i suoi vari punti che mi combacia quasi perfettamente (dal non voler essere come il padre al sacrificare il proprio potere personale), punti che tra l’altro avevo già "scoperto" da me nel lungo tempo che ho passato a cercare di capire come sono fatto.
    Ho passato molti dei miei anni adolescenziali in uno stato semi-depressivo, per poi riemergerne con fatica e molta introspezione (probabilmente uno psicologo sarebbe stata una buona idea, ma non accetto facilmente aiuti esterni). Ne ho guadagnato di stabilità e una migliore conoscenza della mia personalità.
    Ultimamente però mi rendo conto che non ho mai veramente avuto rapporti stabili, né sono riuscito ad avere la ragazza “dei miei sogni”, pur ammettendo di essere un tipo che punta in alto con le donne (non accetto un concetto di “limite”, né di accontentarmi di un certo tipo di relazione); avendo notato che buona parte del mio insuccesso è dovuto all’essere troppo prudente nel corteggiamento e nel diventare troppo facilmente il classico “amico della donna”, vorrei iniziare a provare un approccio più da uomo alfa, che ho spesso assunto con efficacia, ma solo con ragazze di cui mi importava poco (quindi vi era un “rischio” minimo), né sono riuscito a trattenere le caratteristiche alfa nella mia personalità a lungo.

    Detto questo però mi è sorto il dubbio se cambiare sia possibile senza poi finire in una fase di “rigetto” della nuova personalità. Voglio dire, se sono fatto così un motivo ci sarà, non nasciamo con un set di caratteristiche uguale per tutti, quindi si presuppone che non tutti, anche mettendoci volontà possono diventare alfa.
    Per esempio, verso i 15 anni decisi di combattere la mia ansia sociale, che mi limitava al mio ristretto gruppetto di amici, facendo un esperimento: entrando nel locale del paese dove tutti noi ragazzi ci trovavamo, avrei salutato tutti e scambiato due parole con praticamente ognuna delle persone presenti. Dopo circa 3 mesi con mia sorpresa ero diventato uno dei ragazzi più popolari e di fatto dopo erano gli altri a venire da me, mentre prima facevo fatica ad incrociare lo sguardo con ognuno di questi “estranei” per paura di essere giudicato un intruso o un perdente. Ma dopo poco mi resi conto di una cosa: nonostante fosse una cosa che avessi sempre desiderato, non mi importava niente della stragrande maggioranza di loro. In pratica, mi sentivo circondato da rapporti vuoti e di aver di fatto soddisfatto solo un desiderio di attenzioni, senza contare che sentivo di aver smarrito un po’ della mia identità.
    Quindi mi chiedo, ha senso cambiare da beta a alfa (per quanto riguarda l’ambito dell’attrazione), pur desiderandolo perché in fondo a chi non piace il successo col gentil sesso, se poi di fatto si scopre non essere un reale tratto della propria personalità? L’essere alfa non è un po’ una forzatura dettata dalla cultura della società, che premia, in parte giustamente, l’arrivismo e il successo a tutti i costi in ogni campo?

    Saluti

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    1. Grazie per il commento profondo e sincero, che offre diversi spunti interessanti di riflessione:

      > né sono riuscito ad avere la ragazza "dei miei sogni"
      Attenzione: il partner perfetto non esiste, i limiti fanno parte dell'esistenza di chiunque, e una dose di "accontentarsi" è necessario per una relazione sana (poiché tutti i partner sono imperfetti, se non tolleriamo le imperfezioni dell'altro e non sappiamo accontentarci, saremo sempre alla ricerca di un partner utopico).
      In altre parole: sognare va bene, ma bisogna anche fare i conti con la realtà.

      > mi è sorto il dubbio se cambiare sia possibile
      Cambiare è sempre possibile. Quello che non è possibile è fare finta di essere chi non sei.
      Il "rigetto" di cui parli accade quando ci costruiamo una personalità finta, non nostra; prima o poi crollerà, verrà rifiutata o diventerà per noi intollerabile.
      E' possibile cambiare, ma non "recitando" una parte, o indossando una maschera; bensì, sperimentando con nuove capacità, fino ad incorporarle.
      E' come per un atleta: non vince mentendo sulle sue capacità (recita e finzione), ma si allena e sviluppa nuove capacità, fino a padroneggiarle.

      > se sono fatto così un motivo ci sarà
      C'è sempre un motivo, ma non vuol dire che quella sia la tua natura, o che tu debba rimanere così.
      La maggior parte dei tratti negativi nelle nostre personalità, nasce dalla paura. Ma non siamo nati così, la paura deriva dalle esperienze negative, e possiamo superarla. P.es. la timidezza o il bisogno (eccessivo) di approvazione, non sono aspetti della personalità, ma sintomi di insicurezza che può essere superata.

      > non tutti, anche mettendoci volontà possono diventare alfa
      Il mio suggerimento non è quello di diventare Alfa se non è nella tua natura (saresti un falso), ma di sviluppare alcuni tratti dell'Alfa, in accordo con la tua VERA natura (non quella delle tue paure acquisite).

      > facendo un esperimento
      Infatti, nel tuo esperimento hai coltivato e acquisito alcuni tratti da Alfa (intraprendenza, apertura, espressione di sé, noncuranza verso i giudizi...).
      Ma non sei diventato "un altro", hai solo stimolato e sviluppato dei potenziali che GIA' erano in te.

      > ha senso cambiare da beta a alfa [...] se poi di fatto si scopre non essere un reale tratto della propria personalità?
      Non si può diventare ciò che non si è (che non è nella propria natura).
      Può una mela diventare una banana? No. Una mela che non stia bene nella sua "melitudine", può fare tre cose:
      - Rimanere com'è e lamentarsi
      - Fare finta di essere un altro frutto (ma alla lunga non funziona)
      - Diventare una mela migliore. Sarà sempre una mela, ma con maggiori qualità e autostima.

      Quando parlo di Alfa, non dico che bisogna essere per forza in quel modo. Parlo di quel modello di personalità per spiegare come mai le donne siano attratte da certi uomini, e per suggerire che possiamo sviluppare in noi alcuni di quei tratti, se vogliamo.
      Se parlo di un atleta per mostrare come la sua disciplina e allenamento lo portino a certi risultati, non sto dicendo che dobbiamo diventare tutti atleti; sto usando l'atleta come esempio per mostrare l'efficacia di disciplina e allenamento. Il punto non è "Fate come lui", il punto è "Cosa fa lui che funziona, e che potreste fare anche voi?".

      Un esempio serve per trarre ispirazione (positiva), non per seguirlo ciecamente.
      E ognuno prende dall'esempio quel che gli serve, e che è in accordo con la propria natura. Anche perché è possibile essere felici solo se si vive in accordo col proprio essere autentico.

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  10. Buongiorno,
    sono da pochissimo un suo lettore ma i suoi articoli mi hanno catturato in fretta e li ho divorati in poco tempo.
    Condivido in pieno la tesi del maschio alfa e soprattutto la tendenza a farlo coincidere con il " bastardo ".
    E' vero che le donne tendono geneticamente ad essere attratte dal maschio dominante e a volte, o spesso, può essere anche " bastardo".
    Volevo chiedere il suo parere su un'idea che mi sono fatto nel corso degli anni :
    quanto più una donna dichiara di non cercare un maschio dominante, agli altri, ma soprattutto a a se stessa, tanto più, nella scelta dei partner si andrà a cercare maschi dominanti del tipo più deleterio, aggressivi, violenti e prevaricatori.
    E' una cosa che ho notato spesso, le donne che ammettono senza pudore di cerare il maschio dominante spesso hanno maschi che sono si dominanti, ma che sono anche brave persone.
    Mentre invece la classica " intellettuale con velleità artistiche ", tanto per parlare per cliché, che enfatizza ad ogni occasione il fatto che lei non cerca quello he cercano le altre donne, ma cerca la profonda unione spirituale, l'affinità elettiva, spesso si mette insieme con ego maniaci patologici che la trattano come una geisha. Secondo lei c'è una correlazione tra il dichiarare una cosa e l'agire in maniera così evidentemente opposta ?

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    1. Ciao, e grazie per l'apprezzamento :-)

      La domanda che poni è acuta e interessante: in effetti non poche persone mostrano uno scollamento tra quello che dicono di volere, e quello che perseguono in realtà. In particolare molte donne presentano questa incoerenza, inducendo spesso gli uomini a dire che "Non si capisce cosa vogliano le donne".
      In parte questo può essere dovuto al fatto che "le donne vogliono tutto" (vedi post del novembre 2009); e in parte alla confusione tra quello che dicono di volere, e quello che desiderano realmente.

      > "c'è una correlazione tra il dichiarare una cosa e l'agire in maniera così evidentemente opposta ?"
      Quando accade questa incoerenza, in genere c'è una "negazione" (in senso psicanalitico) dei propri desideri e/o delle proprie emozioni. Quando neghiamo una parte di noi, è come se la chiudessimo "in cantina", o la relegassimo nella "zona d'ombra"; cioè nell'inconscio, fuori dalla nostra consapevolezza. E quando una parte di noi resta "nell'ombra", ci manovra senza che ce ne rendiamo conto.
      Una donna che si comporti come hai notato, può farlo per diversi motivi:
      - Magari desidera per sua natura un partner dominante, ma giudica negativamente questo desiderio perché influenzata dalla sua educazione (e il desiderio negato sparisce dalla coscienza, ma rimane nell'inconscio e la spinge comunque).
      - Oppure può aver avuto un padre autoritario o violento, ed aver promesso a se stessa di non avere più a che fare con uomini di quel genere. Ma nonostante quella scelta conscia può essere attratta da quel tipo d'uomo, perché le ricorda il padre o perché l'inconscio cerca di rivivere i traumi per superarli (vedi post "Quando problemi e sofferenze si ripetono", marzo 2010).

      > "cerca la profonda unione spirituale, l'affinità elettiva"
      Le donne (o gli uomini) che si presentano in tal modo, spesso negano la loro fisicità, la loro parte "animale". Esaltano la parte mentale e spirituale in contrapposizione a quella sessuale / corporea, senza rendersi conto che la pienezza dello spirito e la migliore affinità, si realizzano nell'unione di mente e corpo.
      E la loro parte "animale" spesso si prende una rivincita, spingendoli nelle braccia di partner "animaleschi".

      Un problema degli esseri umani è che pensano di scegliere razionalmente e consciamente, ma la maggior parte delle nostre scelte arriva invece dalle emozioni e dall'inconscio. Per questo, le persone che dicono cose tipo "So esattamente quello che voglio" o "Faccio solo quello che decido io", sono spesso quelle che più tendono a ingannare se stesse.
      Chi conosce davvero se stesso, sa che non è mai del tutto padrone di sé. ;-)

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  11. un'altra ragione potrebbe essere quando la donna ha un basso livello di autostima ? come esempio di caso estremo mi viene in mente quello della prostituta sinceramente innamorata del suo magnaccia, anche se la sfrutta e la brutalizza

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    1. Le ragioni possono essere tante, e sicuramente quella da te citata è una.
      Chi ha bassa autostima può dire o pensare di volere una certa cosa, ma in realtà tenderà poi a realizzare la sua convinzione profonda o inconscia. P.es. può dire di voler essere amato/a, ma poi sceglie partner che lo/la trattano male (perché sotto sotto è quello che crede di meritare).

      La bassa autostima è fonte di innumerevoli problemi: per restare nell'ambito di questo post, è alla base del comportamento "Beta" di chi tende a fare lo "zerbino" e si fa mettere sotto i piedi.

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    2. volevo fare una considerazione a lato di questo argomento :
      ha notato quanto il cinema e la televisione abbiano " coccolato " il maschio beta negli ultimi anni ?
      mi riferisco per esempio a quelle commedie brillanti dove lo Hugh Grant di turno, è tanto impacciato e timido, e proprio grazie a queste " qualità " riesce a catturare il cuore della Aly McDowell di turno.
      Per non parlare delle commedie di Woody Allen, personaggi nevrotici, perennemente insicuri e deboli con le donne che riescono comunque a conquistare donne bellissime, proprio in virtù di tutti questi difetti.
      Questi personaggi nelle commedie degli anni 50 semplicemente non esistevano, si pensi a personaggi come Cary Grant o Gary Cooper.
      Al di là del fatto che è fiction e non realtà, trovo significativo questo cambiamento, sarà che Hollywood ha scoperto i maschi beta come nicchia di mercato da sfruttare e quindi gli si dice quello che vogliono sentirsi dire ? A parte questo, trovo che questo genere di personaggi siano deleteri, perchè rassicurano persone già inclini allo zerbinismo, che è ok essere beta, anzi è addirittura figo, lasciandoli nella loro zona di confort e facendoli poi scontrare impreparati con le delusioni della vita reale, che è molto diversa da una commedia di Woody Allen.

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    3. Carlo, spesso i media "coccolano" le persone a cui vogliono vendere qualcosa (sia esso un prodotto che uno spettacolo): così gli spettatori si identificano e guardano più volentieri lo show. Questo vale sia per gli uomini che per le donne (vedi le commedie romantiche in cui la "poveretta" di turno conquista l'amore).
      Non è una novità: da sempre i "perdenti" fanno tenerezza e conquistano l'audience - pensa al vagabondo di Charlie Chaplin. Quindi non pensare che oggi sia diverso da ieri: alcuni modelli sociali cambiano, è vero, ma eroi e sfigati (Alfa e Beta) sono sempre esistiti nell'arte (anche negli anni '50: il protagonista del capolavoro "La vita è meravigliosa" è alquanto Beta).

      > quindi gli si dice quello che vogliono sentirsi dire?
      Tutti tendiamo a credere a quello che vogliamo sentirci dire: per questo funziona. :-)
      L'hanno sempre fatto i venditori, i politici, e i media.

      > trovo che questo genere di personaggi siano deleteri
      Dipende.
      Se presentano una realtà troppo idilliaca e facilona, sono in effetti diseducativi - come lo è per esempio il porno, o Twilight (che alcuni considerano "porno femminile" ;-).
      Ma negli esempi da te citati i personaggi vincono (quando accade) per proprie qualità o evoluzioni:
      - Alla fine Grant conquista la MacDowell per quello che fa e dimostra (e perché è un bel giovanotto ;-), c'è una evoluzione nel personaggio.
      - Nei film in cui Allen conquista l'amata (altre volte la perde), lo fa per la sua intelligenza, lo hunour, l'onestà, la generosità - e non senza fatica.

      E' vero che essere Beta è ok. Non tutti siamo Alfa, e non dobbiamo nemmeno esserlo: va bene così.
      L'importante è essere delle belle persone, ricche di qualità, capaci di creare relazioni vitali e profonde. Il Beta che non combina nulla, non lo fa perché è Beta, ma perché non è ancora maturato come essere umano.

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  12. Gentilissimo Valter, buongiorno.
    "Non è una novità: da sempre i "perdenti" fanno tenerezza" e "ma eroi e sfigati (Alfa e Beta)", sono parole sue. Non sono d'accordo con questi discorsi, siamo in un forum ed è giusto che ognuno dica ciò che pensa, ma da quello che lei scrive chi è timido, chi è semplice, chi non ama apparire (cosa che in questa società è importantissima, perché se non appari non vali nulla), cosa dovrebbe fare, ammazzarsi? Certo che no. Questo è quello che ho tradotto io. Lei sta riportando gli stessi identici concetti che già altre persone in altri forum hanno detto. Tutto si identifica in un'unica soluzione: la legge di attrazione. Se pensi in maniera positiva, se immagini nella tua mente ciò che desideri (la donna in questo caso) l'universo ti soddisferà e ti darà ciò che vuoi. Cose sentite e risentite centinaia di volte fino alla nausea. Mi sembra di avere a che fare con gente tipo scientology, con dei fanatici di queste idee .Purtroppo c'è in giro chi vuole imporre queste idee e se non le segui ti dicono che sei sbagliato, ti danno già per spacciato. Sono felice di non seguire le idee di nessuno, ma solo di me stesso.
    Io dalla mia esperienza con le donne (e ne ho avute diverse) posso dire che bisogna prima di tutto pensare a se stessi e cercare di essere felici per come si è. Le donne sono generalmente insicure, non sanno nemmeno loro ciò che vogliono. Ritengo che non bisogna cercare proprio nessuna, perché le donne sentono lontano un miglio il bisognoso, quello che è alla ricerca di amore e non lo considerano nemmeno. Se sei felice le donne ti vedono in maniera diversa e risulti attraente. Poi migliorarsi ok, essere sereni dentro e ottimisti ci sta bene anche, ma cambiare tutto proprio no, anche perché, visto l'alto grado di imbecillità che c'è in giro sia tra uomini, sia tra donne, non cambierei la mia testa per niente al mondo.

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  13. L'autore di questo articolo ha detto delle cose verissime e aggiungo che bisogna assolutamente lavorare per sviluppare le caratteristiche del maschio Alpha senza ma nè però altrimenti si finisce per non avere una vita sessuale.

    E più non si ha vita sessuale e si va avanti con l'età è una grossa vergogna da sostenere sulle spalle.

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    1. > bisogna assolutamente lavorare per sviluppare le caratteristiche del maschio Alpha
      Non è proprio così categorico: si può avere successo nelle relazioni anche se non si è particolarmente Alfa (come ho sottolineato alla fine del post). La cosa essenziale è essere autentici ed esprimere le proprie qualità.

      Quanto alla vergogna, non sono d'accordo: non bisogna far dipendere il proprio valore dal giudizio altrui, e non bisogna vergognarsi delle proprie sconfitte (capitano a tutti).
      Mai vergognarsi di quello che si è :-)

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  14. Salve, scusate, io sono un maschio beta pieno di livore e risentimento contro le donne perchè non mi vogliono, vorrei una spiegazione su due affermazioni scritte in questo articolo:

    "...esprimere apertamente la propria sessualità, osare di più"

    Allora, cosa vuol dire esattamente esprimere apertamente la propria sessualità?

    Questo non lo capisco, scusate l'ignoranza.

    Cosa significa "osare di più"? Che se io incontro una donna che mi piace posso palpeggiarla o baciarla già la prima volta che la vedo rischiando una denuncia per molestia sessuale? Per favore spiegatemelo.

    Per finire:

    "Mai pensare che le donne siano tutte uguali o che cerchino tutte le stesse cose: il punto di partenza per conquistare una donna, sta proprio nel capire la sua unicità e cosa cerca in particolare (e poi, ovviamente, riuscire ad offrirglielo)."

    Questa affermazione esilarante è una auto-contraddizione, perchè la morale della favola è che il sesso ed eventualmente l'amore sono il risultato di una specie di transazione commerciale: mi piace veramente una donna? Cerco di capire cosa vuole veramente e faccio di tutto per offrirglielo, quindi le donne sono tutte uniche ma tutte uguali, se non hai niente da offrire loro ti puoi scordare le loro attenzioni sia in fatto di sesso sia per un'eventuale relazione "superiore" che si basi su sentimenti o anche su affinità di carattere.

    Scusate ancora l'impertinenza, ma si fa prima a dire che la nostra natura è fatta in modo che gli unici maschi vincenti sono quelli belli e/o ricchi indipendentemente dall'alfabeto greco...

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    1. > gli unici maschi vincenti sono quelli belli e/o ricchi
      Questa visione superficiale è la base dei fallimenti.
      E' come dire "Solo gli uccelli volano", invece di studiare l'aerodinamica e capire come si fa a volare. Certo lamentarsi costa meno fatica ;-) ma non porta risultati.

      > cosa vuol dire esprimere apertamente la propria sessualità?
      Vuol dire non nascondere ciò che si sente o si vuole, non fingere di essere quel che non si è, ma esprimere i propri desideri (in modo civile, ovvio).
      Se mi piace una donna, se la desidero, glielo dico. Se adoro il sesso, non faccio finta del contrario. Se mi piace il porno, ne parlo.
      Certo così alcune persone si allontanano; ma sono persone a cui non sarei piaciuto comunque.
      I Beta sono così preoccupati del giudizio altrui, e così desiderosi di essere accettati, che tendono a reprimere i propri desideri (o ad esprimerli in modo nervoso e distorto).

      > Cosa significa "osare di più"?
      Attenzione: "esprimere" non sempre vuol dire "fare". Bisogna sempre rispettare la libertà altrui.
      "Osare" significa superare la paura della reazione altrui, ed agire quello che si sente - ma senza violare o invadere l'altro. Può essere una frase, uno sguardo, un tocco gentile, una lettera, una dichiarazione d'amore.

      > il sesso ed eventualmente l'amore sono il risultato di una specie di transazione
      Certo. Tutte le relazioni sono basate sul dare/avere: vogliamo le persone che ci completano, ci nutrono, ci rendono felici.

      > se non hai niente da offrire loro ti puoi scordare le loro attenzioni
      E non vale anche per te? Ti interesseresti a una donna che non può darti nulla?
      Tu vuoi certe donne per quello che possono darti, così come loro vogliono un uomo che può dare loro quel che desiderano (che possono essere molte cose diverse, non sempre bellezza o denaro).
      Vale per tutti.

      Il problema del Beta è che, sotto sotto, teme di non valere nulla. Per quello si approccia agli altri con paura, esitazione, sfiducia e manipolazione.
      Per uscire dallo stato Beta bisogna crescere e diventare una persona di qualità.

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  15. La ringrazio per la risposta, sono il maschio beta di prima tanto per intenderci, anche se pubblico come anonimo, ma sento il bisogno di replicare in quanto mi sento molto coinvolto dall'argomento visto che è alla base della mia infelicità:

    "Solo gli uccelli volano": sì, è prprio così, noi non ci siamo evoluti con le ali attaccate sulla schiena e il nostro corpo non è fatto per volare, l'aerodinamica ci ha permesso di costruire gli aerei che peraltro a volte cadono a differenza degli uccelli. Possiamo solo accettare questo fatto, e come dobbiamo purtroppo accettare il fatto che non ci scegliamo la famiglia, il luogo e il momento della nostra nascita, così dobbiamo accettare il fatto che non scegliamo il nostro corpo. Non si tratta di lamentarsi, si tratta di guardare in faccia la realtà, le donne sono mostri di egoismo nel selezionare gli uomini poichè la natura le ha dotate di un istinto che inconsciamente le guida a scegliere i maschi cosiddetti "migliori" per la conservazione della specie. Se poi sbagliano e si scelgono dei deficienti o addirittura dei delinquenti che poi le umiliano o le uccidono questo è proprio conseguenza del fatto che non usano la ragione nella scelta ma gli istinti o magari le emozioni.

    Secondo punto: qualche volta nella mia vita in gioventù ho espresso sinceramente a una donna che mi piaceva e che la desideravo, ma ho incontrato solo indifferenza oppure un malcelato fastidio, diciamo così, a prova del fatto che forse non si nasce nè beta nè alfa, ma le esperienze negative o positive portano inevitabilmente a sviluppare una delle due personalità. Beh, poi sì, io ammetto che mi piace il porno per ovvi motivi, ma come crede che possa reagire una donna a sentirsi dire una cosa del genere, visto anche il tipo di cultura bigotta in cui siamo immersi? "Si fa, ma non si dice" è proprio il motto del perbenista borghese specialmente italiano, se non ti adegui a questo vai incontro a grossi problemi di relazione con gli altri secondo me perchè vieni considerato pervertito o deviante, quindi da isolare (anche se poi ci sono tante persone che hanno desideri o pulsioni inconfessabili).

    Va beh, lo stesso si può dire per quanto riguarda osare di più, non voglio ripetermi.

    Bene, se tutto quindi si riduce al "do ut des", forse le prostitute sono la migliore soluzione per me, tranne che ho paura di contrarre delle malattie andando da loro.
    Io quando ero giovane mi ero illuso per un breve tempo che una donna potesse apprezzare le qualità morali di un uomo, cioè il rispetto verso di lei, l'affetto, la vicinanza, la capacità di affrontare e risolvere i problemi insieme, sapere insomma che sono in grado di aiutarti nella difficoltà, non solo pronto a scoparti e basta, ma appunto, da ingenuo non avevo capito che questo è il secondo stadio, il primo purtroppo è la "chimica", come dicono gli americani, altrimenti non si spiega la grande quantità di separazioni e divorzi.

    Per finire, sono d'accordo con lei, io temo di non valere nulla, e mi rispecchio perfettamente nella sua penultima frase, (cioè mi approccio agli altri con paura ecc...) ma vede, siccome tutto è relativo, visto che io sono laureato in fisica, la cosa che veramente mi ha mandato in paranoia nella mia vita è vedere che esiste gente che vale ancora meno di me ma nonostante questo ha avuto successo con le donne, solo per l'aspetto fisico, e qui il cerchio si chiude.

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    1. Caro Anonimo, mi spiace per la tua sofferenza, ma la soluzione è sempre la stessa.
      Poiché il mondo non è fatto per renderci felici, e nessuno ha il dovere di amarci, per ottenere quel che vogliamo l'unico modo è migliorare se stessi. Vale nel lavoro, nell'arte, nelle relazioni: se vuoi fare il medico serve una laurea, se vuoi suonare il piano devi esercitarti, se vuoi un/a partner devi saper dare a quella persona ciò che vuole. Non è questione di magia o fortuna, è questione di evolversi.
      Prova a leggere il post "Perché nessuno mi vuole?" (marzo 2015)

      Al tuo posto, partirei dalla mancanza di autostima e dal rapporto infelice che hai con te stesso; chi non si ama, difficilmente viene amato. Puoi farlo leggendo libri, seguendo corsi, con un counselor, o tramite psicoterapie... scegli tu, però prenditi cura di te stesso.
      Non sei destinato ad essere infelice, è che hai dei blocchi psicologici, che vanno affrontati, risolti e superati. Se vuoi amore nella tua vita, comincia tu per primo a dartelo: prenderti cura dei tuoi problemi è il primo passo per amarti.

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  16. Anche negli anni 70 era cosi': c'erano i maschi alfa che piacevano molto e i maschi fiat che piacevano parecchio meno

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  17. Ossia , questa battuta da strapazzo e' per dire che il dicorso alfa puo' valere fino all'adolescenza cioe' all'eta' del bullismo. Dopo subentrano altri fattori e cioe' per esempio da quale famiglia vieni e quanto facoltosa e'....

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  18. Non conoscevo l'esistenza della "sindrome del bravo ragazzo" finché una conoscente non ne ha accennato in un discorso. La cosa mi ha incuriosito e ho cercato su GOOGLE, arrivando a questo articolo. Mi si è aperto un mondo che non conoscevo!
    Interessante.

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    1. Lieto che ti sia utile. Come dico spesso, possiamo risolvere un problema solo DOPO essere riusciti a vederlo, quindi riconoscerlo è un passo fondamentale.
      Auguri di nuove scoperte e cambiamenti!

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  19. Buongiorno, mi ha sempre incuriosito un aspetto di questo argomento, vale a dire: è possibile il caso che si abbiano effettivamente dei tratti alfa ma non si comunichino a dovere perché si ha l'aspetto del bravo ragazzo magari con dei tratti delicati (e non la mandibola quadrata) e non si trasmette certo spavalderia ma in realtà si ha un carattere forte e non certo passivo? L'istinto riesce ad andare oltre le apparenze?
    Grazie Stefano

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    1. Sì, l'istinto in genere va oltre l'aspetto.
      La percezione che abbiamo di qualcuno è influenzata da molti fattori, per la maggior parte non-verbali: l'aspetto è solo uno di questi. Altri sono la voce, la postura, i gesti, lo sguardo, il carisma, le azioni, ecc.
      Un uomo davvero Alfa esprime in molti modi questa qualità. P.es., una persona dotata di grande personalità e forza interiore entra in una stanza e tutti ne percepiscono la presenza, anche se non ha un aspetto straordinario.

      Poi dipende dai gusti personali di chi incontri: per alcuni l'aspetto è fondamentale, e saranno meno influenzati da altre caratteristiche. Non si può mai prescindere dalle preferenze personali - e per lo stesso motivo non si può piacere a tutti.

      Se un uomo non viene percepito come Alfa, di solito non dipende dall'aspetto, ma dal fatto che non esprime qualità Alfa: o perché non le possiede davvero, o perché le reprime (e questo è proprio quello che fanno i Beta, che negano la propria natura).

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  20. Grazie è davvero interessante! Mi resta un altro aspetto che mi piacerebbe chiarire, può esserci anche il caso di persone che esprimono poca energia a livello fisico, hanno una voce bassa e flebile, una postura dimessa eppure emananare carisma al di fuori ed avere un carattere certamente forte?
    Mi sembra di aver incontrato persone così, poche a dire il vero, però sento dire che si da molta importanza ad una voce alta e sonora ed a uno sguardo dritto davanti a se per esprimere sicurezza, il carisma di per sè può andare oltre? (e farsi percepire come Alfa)

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    1. Le caratteristiche elencate sembrano contraddirsi: poca energia, voce flebile, postura dimessa suonano antitetici a forza e carisma. Potrebbero esserci delle eccezioni (una persona carismatica che, in età anziana, perde vigore fisico), ma credo siano rare.

      Voce e sguardo hanno sicuramente impatto: per sintetizzare, possiamo dire che ogni elemento che esprime sicurezza e forza risulta attraente (e si può considerare un tratto Alfa), mentre ciò che esprime paura, debolezza e insicurezza fa l'effetto contrario - almeno in generale.

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  21. Ok è tutto chiaro adesso tranne una cosa. Se prendiamo in considerazione due personaità note come Donald Trump e Angela Merkel, tanto per avere un idea, saremo credo tutti d'accordo nel ritenerle degli alfa, pur essendo molto diversi tra loro.
    Se però loro fossero degli emeriti sconosciuti che si presentano ad un colloquio di lavoro per una posizione di responsabilità, non è che verrebbe scelto Trump, a parità di altre caratteristiche, e il tratto alfa della 'Merkel' rimarrebbe inespresso? Bisogna tener conto di altri fattori come estroversione ecc.. oppure anche tecniche di comunicazione possono fare la differenza?

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    1. Caro Stefano, la domanda si fa complicata! :-D E i commenti non sono un luogo per discussioni articolate. Ci provo comunque, e la risposta migliore è: "Dipende".

      Trump è un cialtrone che sconfina nello psicopatico (esempi simili, qui da noi, sono stati Berlusconi e Bossi). Si può considerare Alfa in quanto sicuro di sé e aggressivo, ma è un Alfa distruttivo, incivile e primordiale. Di certo non vorrei assomigliargli.
      Tipi così possono affascinare, ma di solito fanno presa su persone di basso livello intellettivo e culturale, o disperate, o che somigliano a loro. Anche un boss della droga è un Alfa... ma scegliamo meglio i nostri modelli! ;-D

      A un colloquio di lavoro, dipende da com'è il selezionatore, cosa cerca, e come gli gira quel giorno. Uno come Trump verrebbe scartato da qualsiasi ditta seria; a meno che cerchino un "cane sciolto" da mandare allo sbaraglio. Di certo nessuno gli affiderebbe un posto di responsabilità, anche solo per il mare di stupidaggini che blatera - i selezionatori lo sgamerebbero subito, non sono le masse ingenue che lui abbindola. Come si fa a fidarsi di uno così?
      Viceversa, una Merkel verrebbe scelta da chi cerca un candidato determinato, intelligente, paziente e ambizioso. Non andrebbe bene per chiunque, ma per chi cerca le sue qualità sì. Ispira fiducia.

      Mi sembra che tu stia cercando quel "quid" che rende una persona affascinante. Ma non c'è un unico tratto "magico", ci sono una molteplicità di fattori, ognuno con un suo peso. Come in una pietanza, ogni ingrediente contribuisce al risultato.
      Diciamo che la sicurezza di sé è un tratto particolarmente fascinoso - ma se uno è sicuro ed anche idiota, affascinerà solo i più ingenui o stupidi.

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    2. Grazie davvero, rischiavo di farmi delle idee distorte che mi stavano creando un certo malessere, forse anche perchè interpretavo non correttamente l'esito di alcuni colloqui da me fatti nei quali mi sembrava ci fosse il sottointeso (da feedback un pò generici) che se sei preciso e paziente non puoi anche essere determinato (e questo dedotto magari da atteggiamenti pacati e non da test di personalità), invece questo non è vero come lei conferma, non vorrei però andare fuori tema e approfittare della sua disponibilità, anche se ero tentato di proporre Renzi per un analisi Alpha.....:)

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  22. Ciao io sono un ragazzo mi ritengo forte ma nn mi piace mettermi al centro del attenzione sono di poche parole ma sono coraggioso in mezzo alla gente spesso nn mi piace mettermi in mostra ma parlo di cose serie e profonde sono dolce comema allo stesso modo duro come mi posso definire rispecchio alcuni tratti do alhaa betaa e braavo ragaazzo

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  23. Buonasera, ho letto questa pagina, arrivando da una ricerca su google "maschi alfa e beta" (dopo una recente delusione riguardo una ragazza che mi interessava davvero)

    che dire, mi sono stupito per aver trovato riunite in una sola pagina web tutte informazioni e conoscenze che in tanti anni di sconfitte e sofferenze ho appreso (ovviamente alcune cose non le sapevo, ma gran parte si, e non voglio sembrare arrogante)

    Se ha pubblicato qualche libro mi piacerebbe leggerlo, ho letto con avidità questa pagina e sicuramente lo farò con altre di questo blog

    Sono un beta e lo sono stato da sempre, ho un carattere molto sensibile e questo mi ha portato a svariati dolori, dati anche da una malattia che corrode dall'interno e di seguito si riversa anche nella psiche
    d'altronde occorre prima piacere a sè stessi e poi si può pensare di poter piacere/interessare agli altri....come aspetto esteriore comunque mi ritengo non un belloccio ma carino si

    cercando di essere sintetico negli anni ho acquisito qualche tratto alpha come dimostrarsi sicuri di sè ma il problema è che riesco solo con ragazze/donne di cui sono attratto ma non interessato totalmente; con le ragazze di cui sono molto interessato, anche e soprattutto a livello mentale riemergono tutti quegli aspetti tipici del beta o "zeta" come incertezza, leggero disagio etc, tipica paura di fare/dire cose sbagliate che possano allontanare dall'obiettivo

    alcuni aspetti come invece non dar eccessivo peso alle idee/opinioni altrui, sapere cosa si vuole, selezionare amici/frequentazioni, essere onesti e sinceri nel proprio modo di porsi e parlare/fare li ho presi maturando come persona

    sono ancora lontano dal definirmi un uomo completo e integro, però quando si è determinati a risolvere i problemi della vita e questi diventano vere e proprie ossessioni secondo me o si risolvono o si impazzisce

    complimenti per il blog e mi scuso per il lungo messaggio

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    1. Ciao, benvenuto e grazie per l'apprezzamento!
      Complimenti per i progressi che hai saputo fare nella tua vita.

      > Se ha pubblicato qualche libro mi piacerebbe leggerlo
      Ancora no. Prima o poi è possibile che ci provi.

      > con le ragazze di cui sono molto interessato, riemergono tutti quegli aspetti tipici del beta
      E' naturale che, quando la posta in gioco è alta, temiamo più di fallire.
      Una strategia (che stai già applicando) è dare meno peso alle opinioni altrui: "Non importa cosa dirà lei; ci provo per me, perché non voglio farmi bloccare dalle paure".
      Un'altra è dirsi che, comunque vada, sarà un successo: se va bene ok, se va male almeno ci avrai provato, dimostrando coraggio ed evitando rimpianti.

      Quella paura può anche nascere dall'idea che abbiamo davanti un'occasione unica e irripetibile (quindi perderla ci provoca panico). In questi casi, puoi pensare che, per quanto quella donna ti piaccia, non è unica, e potrai incontrarne altre, altrettanto interessanti. Questo potrebbe diminuire l'ansia.

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    2. la ringrazio per la rapida risposta, e mi scuso per la mia tardiva, dovuta ad un intervento medico

      si già mi applico in quel senso, durante tutti questi anni ho notato come il rimpianto sia la cosa più dolorosa in assoluto per me e penso per tutti, quindi provo sempre

      dovrei giustamente pensare al fatto di non trovarmi di fronte un occasione unica, anche se non è facile pensarlo :)

      sicuramente leggerò il libro del dott. Glover.

      grazie e ancora complimenti, leggere in modo chiaro e preciso su questi argomenti complessi denota molta competenza

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  24. Salve signor Viglietti, volevo farle una domanda appunto. Secondo lei, è normale all'età di 17/18 anni, farsi certi pensieri del tipo "perchè alle ragazze piace quello stronzo" e poi arrivati ai 20/21 non dargli più tutto questo peso? Cioè, certe volte mi ritrovo a dirmi "come ho fatto a farmi certi film mentali quando potevo divertirmi comunque?". Non che non mi sia divertito a quell'età, però mi domando, è normale in genere farsi certi pensieri ed essere quasi dipendenti e bisognosi di avere una ragazza per poi. più avanti, invece, sbattersene, in un certo senso? Cioè, se mi capitasse di conoscere una ragazza e di innamorarmi mi farebbe comunque piacere, ma non è più la stessa ossessione di com'era in precedenza, cioè quella sensazioni di dover avere a tutti i costi una ragazza con cui fidanzarsi, quando invece non c'è scritto da nessuna parte che bisogna per forza averla.

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    1. Premesso che "la normalità non esiste" :-) (vedi post di gennaio 2016), penso che sia del tutto normale.
      Le persone cambiano in continuazione, seppur - di solito - lentamente; chi mai a 40 anni è rimasto uguale a quando ne aveva 20? Per cui, crescendo e imparando, poi reagiamo in modo diverso (a volte radicalmente) alle situazioni.
      Inoltre, nell'adolescenza ci sono una serie di fattori (personalità e corpo in trasformazione, ormoni, insicurezze, dipendenza dall'opinione dei coetanei, scarsa consapevolezza, ecc.), che da adulti tendono a sfumare.

      In particolare, è l'insicurezza che ci porta a volere a tutti i costi segni di "status" (un/a partner, soldi, abiti, auto...) che ci rendano validi agli occhi altrui.
      Quando superiamo quell'insicurezza, tutto quel bisogno di approvazione svanisce.

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  25. Articolo molto interessante, complimenti, e sono d'accordo al 100%. Il fatto che i nostri comportamenti siamo influenzati da un "cervello" evoluto in epoche molto lontane da quelle odierne dove l'ambiente e la società erano completamente diverse da adesso, è un aspetto che mi affascina sempre, e secondo me è il segreto per capire parecchio dei nostri comportamenti (spesso inconsapevoli) nella società attuale. Spesso (soprattutto dal punto di vista sentimentale) si cercano delle spiegazioni assurde e cervellotiche per una relazione che non parte, o che finisce, quando invece la spiegazione può essere molto ma molto semplice, e non merita grandi discussioni o domande.
    Questo articolo conferma molto di quanto già pensavo, osservando quello che succede intorno a me, le mie esperienze dirette, e parlando con le persone. Ho anche alcune amiche di vecchia data con cui ho parecchia confidenza che mi raccontano le cose come stanno senza ipocrisia ;).
    Sono d'accordo che è difficile che esistano degli alfa o beta al 100%, siamo un pò tutti tendenti da una parte o dall'altra. Ma questa non è una cosa cosi immutabile. Sebbene qui venga data una spiegazione molto "biologica" (con la quale sono d'accordo), che quindi dipende in parte dall'aspetto e caratteristiche fisiche, può cambiare nel corso della vita, e anche a seconda della propria posizione lavorativa, economica, dell'ambiente sociale che si frequenta etc.

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    1. > Sebbene qui venga data una spiegazione molto "biologica"
      La biologia è la base di partenza, ma come scrivi anche tu poi si innestano tanti altri aspetti più psicologici (in primis la sicurezza di sé). E questi è sempre possibile cambiarli e migliorarli.

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  26. Un'altra caratteristica tipica del beta è quella del vedere la persona desiderata come lo strumento, la porta che lo condurrà verso un mondo migliore, fatto di colori più accesi, più vivi. Un po come fanno gli spot pubblicitari con i prodotti reclamizzati, Credo che sia parte della sua natura passiva, vedere in qualcosa di esterno, non necessariamente la donna amata, lo strumento per un miglioramento, anzi per uno stravolgimento della sua condizione attuale, che vede come piatta e grigia. Discorso diverso per l'alfa, che per quanto possa desiderare una donna, non la cedrà mai come determinante per un cambiamento della propria vita.

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    1. Un'osservazione decisamente interessante.
      Io credo che tutti tendiamo istintivamente a vedere gli altri come "strumenti" che possono soddisfare i nostri bisogni e desideri - e, se la cosa non è portata all'eccesso (vedendo l'altro come mero "oggetto"), è parte della vita.

      Però concordo che il Beta, essendo di norma una persona insoddisfatta di sé e della propria vita, oltre che passiva, propenda verso l'illusione di qualcuno che gli possa "magicamente" rivoluzionare l'esistenza. Forse questo è vero per ogni persona "poco sviluppata", che tende più a sognare che a creare la propria vita.
      (d'altro canto, è anche vero che questo accade ogni volta che ci innamoriamo, vedendo l'altro/a come essere magnifico che ci esalta :-)
      Per quanto riguarda l'Alfa, essendo più autonomo e centrato su se stesso, tenderà a vedere l'altro/a come parte della propria vita, magari importante, ma non il suo centro.

      Per finire, possiamo vedere la diverse mentalità così:
      - Beta: "Io sono poco o niente, quindi tu (oggetto d'amore) sei moltissimo o tutto"
      - Alfa: "Io sono importante, ed anche tu puoi esserlo, ma non più di me"
      L'autostima, ancora una volta, è l'elemento che più fa la differenza.

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  27. E vabbè, ma se lo spiattellano a tutte non vale....

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  28. Un articolo molto interessante.
    Restando in tema, mi viene da pensare che attualmente anche le donne sono obbligate ad avere - mi si passi l'espressione - caratteristiche alfa. Nella società contemporanea, infatti, è esaltata l'immagine della donna forte, indipendente, in carriera, che sa ciò che vuole, intrapredente. Una donna attiva, dunque, sotto tutti i punti di vista. In questa prospettiva, la donna più autenticamente femminile, cioè con caratteristiche più passive, risulta perdente, troppo debole per competere socialmente, e può avere maggiori difficoltà di relazione perché non in linea con i valori di quest'epoca storica.
    Claudia

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    1. Sono d'accordo solo in parte:

      > Nella società contemporanea è esaltata l'immagine della donna forte
      Sì e no.
      Se agli uomini è quasi sempre chiesto di essere forti e duri (alfa), le donne hanno a disposizione più possibilità: alcuni apprezzano una donna forte, altri quella remissiva; alcuni una donna dolce, altri quella sfrontata; c'è chi vuole la casalinga, e chi la pantera sexy.
      Anche fisicamente, c'è chi apprezza la stangona e chi la donna minuta, chi la gazzella e chi quella tutta curve...

      Se è vero che la società ci impone dei modelli, è anche vero che i modelli a disposizione delle donne sono oggi più numerosi ed elastici (mentre prima degli anni '70 erano limitati per entrambi i sessi).
      Nel passato la donna alfa veniva castigata, oggi è una possibilità in più.

      > la donna più autenticamente femminile
      Questo suona come uno stereotipo.
      Se è vero che l'archetipo femminile ("yin" per dirla all'orientale) è più passivo e ricettivo, è anche vero che parliamo di energie, non di persone.
      Una donna può essere femminile e al tempo stesso attiva, autonoma e intraprendente: non vi è contraddizione, se non agli occhi di chi ragiona in "bianco/nero".
      Così come un uomo che sia anche sensibile e compassionevole non è "meno maschile", ma ha semplicemente una mascolinità diversa da quella stereotipata del "macho".

      Gli esseri umani sono per loro natura molteplici e variegati.

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