Accetta quello che sei

Fin dalla nascita, a quasi tutti viene insegnato che non vanno bene come sono, che devono nascondere alcune parti di sé, che non possono essere autentici, ma devono adattarsi alle regole altrui. In parte questo è necessario per educare il bambino al vivere in società, ma per molti il risultato finale è il vivere in conflitto con se stessi:
  • sentendosi sbagliati;
  • giudicandosi in continuazione;
  • reprimendosi anche dove non necessario;
  • disprezzando le proprie imperfezioni;
  • sentendosi spesso inadeguati.
Questa è una ricetta sicura per una vita tormentata: non possiamo sentirci felici vivendo in conflitto con la nostra natura. Per questo, la via verso la felicità necessita che ci accettiamo per come siamo, inclusi difetti, mancanze e imperfezioni (sia morali che fisiche). L'idea distruttiva che ci mettono in testa è che "Saremo ok (o degni d'amore) solo quando non avremo difetti", ma questo è impossibile per qualsiasi essere umano. Quindi, finché crediamo a quell'idea, ci sentiremo sempre sbagliati - e/o non degni di essere amati.
Se persone intorno a voi alimentano l'idea distruttiva con critiche e giudizi continui, considerate la possibilità di allontanarle: è difficile guarire da questa attitudine, se l'ambiente intorno a voi la rinforza continuamente.

“Non accettare se stessi è una ricetta sicura
per una vita tormentata”

La paura di non essere normale

Un motivo per cui fatichiamo ad accettarci, è perché pensiamo di essere sbagliati, diversi, "strani". Vediamo gli altri come "normali", e pensiamo che loro non abbiano le difficoltà che ci affliggono, le paure che ci angosciano, i difetti che ci disturbano, o i nostri gusti sessuali fuori dalla norma. Insomma, temiamo di non essere normali (qualsiasi cosa voglia dire).
Ma la verità è che nessuno è normale: tutti hanno difficoltà, paure e difetti simili ai nostri (chi più, chi meno), ma fanno di tutto per nasconderlo. La normalità non esiste realmente, è un valore soggettivo e arbitrario; e il concetto di normalità viene spesso spinto da chi cerca di manipolarci (quindi diffidate da chi ne fa una bandiera, come amici o partner giudicanti, genitori rigidi, personaggi politici o religiosi).

Vai bene come sei

Per uscire da quella trappola distruttiva, bisogna coltivare l'idea risanatrice per cui sono come sono, e va bene così (o un concetto equivalente che funziona per voi).
  • Questo non vuol dire negare i miei difetti, né giustificare i miei errori, ma convivere serenamente con la mia imperfetta umanità.
  • Non vuol dire nemmeno rinunciare a migliorare; posso sempre scegliere di migliorare, ma perché lo desidero, non perché mi sento sbagliato (e questo approccio è sicuramente più efficace).
Ogni volta che mi accorgo di giudicarmi, svalutarmi o disprezzarmi, posso scegliere consapevolmente di accantonare quei pensieri tossici, e ripetere a me stesso l'idea guaritrice di cui sopra. All'inizio è probabile che la vostra mente rifiuti l'idea nuova, perché abituata a quella autodistruttiva, e vi ritroviate a pensare cose come "Come posso andare bene?!? Sono così scarso / incapace / brutto / inutile / fallito..."; non importa, continuate a coltivare l'idea positiva, e pian piano questa prenderà spazio nella vostra mente.

“Sei come sei e va bene così”

Basta che fai del tuo meglio

Un altro modo per coltivare l'accettazione, è decidere che per essere delle persone valide, è sufficiente la buona volontà. Non è necessario fare tutto, non sbagliare mai, o essere impeccabili: basta provare a fare del vostro meglio. Se siete ossessionati dalla convinzione che non siete abbastanza, o che dovreste fare molto di più, considerate questi punti:
  • Si può raggiungere la perfezione?
    Ovviamente no, non è di questo mondo, e la frase proverbiale "Nessuno è perfetto" ce lo ricorda.
  • Si può evitare di sbagliare?
    Certamente no, visto che persino individui straordinari come Aristotele, Newton ed Einstein hanno commesso errori clamorosi.
  • Si può arrivare all'eccellenza?
    In teoria sì, ma richiede moltissimo tempo e impegno (vedi la "regola delle 10.000 ore"), per cui è alla portata di pochi.
In realtà, la maggior parte di noi è destinata ad essere una persona "media", ed in questo non c'è nulla di male. L'idea che "se non arrivi in cima non sei nessuno", è una bugia che ci rende nevrotici e mai soddisfatti.

Puoi esserti amico

Poiché l'idea di accettarsi ed amarsi per come si è, risulta abbastanza estranea alla nostra cultura, spesso fatichiamo a immaginare cosa voglia dire volere bene a se stessi. Un modello utile è quello di trattare me stesso come se fossi il mio migliore amico:
  • Se il mio amico commette un errore, glielo dico con calma, senza aggredirlo
  • Sono paziente con i suoi limiti, e perdono le sue piccole mancanze
  • Lo incoraggio, lo sostengo e provo gioia per ogni suo successo (anche se piccolo)
  • Noto e apprezzo tutte le sue qualità
Comportarsi in tal modo con se stessi può sembrare sentimentale, ma quanto ci piacerebbe che qualcuno ci trattasse così? E perché quel qualcuno non potresti essere tu stesso? Ricordati che sei l'unica persona con cui passerai ogni giorno della tua vita: gli altri vanno e vengono, ma tu sarai sempre con te. Vale quindi la pena imparare a far sì che la tua stessa compagnia sia una gioia, e non un tormento.

“Tratta te stesso come se fossi
il tuo migliore amico”

Un disperato bisogno d'amore

Chi non si accetta, spesso prova un bisogno ossessivo di sentirsi amato, oppure brama un amore totale, incondizionato. In pratica, il bisogno d'amore che non trova risposta all'interno di sé, viene completamente proiettato all'esterno e riversato sugli altri; queste persone appaiono spesso come "mendicanti di amore" (atteggiamento che porta gli altri ad allontanarsi).
Più ci detestiamo o ci disprezziamo, più tendiamo a sognare qualcuno che possa apprezzarci ed amarci - incluse quelle parti di noi che non sopportiamo. Il guaio è che, siccome gli altri tendono a "farci da specchio", quando non piaciamo a noi stessi, tendiamo a non piacere anche agli altri. Ma anche se incontriamo qualcuno che davvero ci apprezza, tenderemo a non crederci o a sabotare la relazione:
  • perché in fondo non crediamo di meritarlo;
  • o perché ci vediamo così difettosi, che se qualcuno ci vuole deve avere qualcosa che non va.
Quindi, paradossalmente, chi non si ama spesso respinge (o non riconosce) l'amore che gli viene offerto, pur desiderandolo. Di nuovo, iniziare a volersi bene è un ingrediente importante per arrivare ad essere amati.

Prova a perdonarti

Un altro elemento necessario per vivere bene con se stessi, è la capacità di perdonarsi. Quasi tutti conviviamo con sensi di colpa per qualche mancanza o errore compiuto. Ma dobbiamo ricordare che commettere errori (anche gravi) è umano: anche quando sbagli, non vuol dire che sei una cattiva persona, ma solo che sei umano e imperfetto - come tutti.
Non sempre possiamo evitare di sbagliare; quello che possiamo fare è imparare dagli errori fatti, e cercare di non ripeterli. Inoltre, quando ci sentiamo in colpa per qualche mancanza, dovremmo anche ricordarci tutte le volte in cui abbiamo fatto la cosa giusta, o compiuto azioni positive; probabilmente queste ultime sono molte di più dei nostri sbagli.
E' anche importante saper chiedere scusa: non possiamo cambiare ciò che è stato, ma possiamo "sanare" il presente con il pentimento e la sincera espressione di scuse.

“Anche quando sbagli,
non vuol dire che sei una cattiva persona”

Accettazione non è rassegnazione

Poiché stiamo parlando di migliorare la propria vita, ovviamente accettazione non vuol dire stasi o passività. Tutti vorremmo essere migliori, e magari migliorare anche il mondo, quindi l'accettazione di cui parlo è una forma di pace e amore con se stessi, da cui partire per coltivare la propria evoluzione. Sembra un paradosso, ma in realtà più mi accetto per quel che sono, e più divento capace di sviluppare le mie qualità e diventare la persona migliore che potrei essere!

Mi rendo conto che il conflitto con se stessi è un problema pesante, e i miei suggerimenti non possono fare miracoli. Però diventare consapevoli di questo conflitto, e iniziare a cambiare questo tipo di mentalità, è già un buon punto di partenza. Va detto che, per chi vive in modo particolarmente grave questo conflitto interno, può essere necessario un aiuto esterno (nella forma di terapie psicologiche o counseling).

"Essere belli significa essere se stessi. Non hai bisogno di essere accettato dagli altri. Hai bisogno di accettare te stesso."
(Thich Nhat Hanh)

"Far pace col proprio corpo, accettarlo così com'è, alimentarlo con le proprie cure, nutrirlo bene, mantenerlo in forma con l'esercizio, ammirarne gli aspetti più belli, onorarlo con vestiti comodi, trattarlo come se fosse un tempio, divertirsi in esso come se fosse una sala da ballo, essere in soggezione di fronte ad esso come se fosse un palazzo reale: tutte queste sono espressioni di gentilezza verso se stessi."
(Daphne Rose Kingma)


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7 commenti :

  1. Salve, vorrei infatti porle delle domande a cui non riesco a rispondermi. Io caratterialmente sono sempre stato tranquillo e sensibile e alle medie, ad esempio, ero spesso emarginato e risultavo antipatico senza motivo. Ero quel ragazzino che faceva tutto ciò che reputava "giusto", ero molto influenzabile, semplicemente perchè lo sentivo come "un dovere" quando invece, si ripercuoteva tutto a discapito mio. Penso che anche l'ambiente non mi abbia aiutato in questo ed ero comunque molto insicuro. Cambiando e passando alle superiori, ho avuto la fortuna di conoscere altre persone e sicuramente il cambiamento di ambiente mi ha aiutato a trovare più serenità. Con il tempo ho capito molte cose, ad esempio a 16 anni ho cominciato a capire l'importanza della mia persona, di me stesso e da quel piccolo pensiero ho cominciato la mia metamorfosi, sia fisica e sia caratteriale, cominciando a far palestra ad esempio, formando una nuova comitiva di amici ecc. Più avanti ho trovato difficoltà negli ultimi anni di scuola con il gruppo classe, dove vi erano soggetti per la maggior parte molto ipocriti. Però sa qual'è stata la differenza? La maniera con cui ho affrontato la situazione, non ero più quel ragazzino dalla lacrima facile o quello che si faceva sottomettere, riuscivo a bastarmi, riuscivo a guardare avanti e riuscivo a trovare delle soluzioni "alternative". Ora mi sento si una persona migliore e infatti le chiedo: secondo lei com'è che mi è scattata la scintilla? Il fatto di cominciare ad accettarmi? Com'è che ci sono riuscito? Perchè ho capito la lezione e che dovevo voltare pagina e fare ciò che reputo giusto per me stesso e non per assecondare il volere degli altri? Com'è che questa reazione ha fatto si che io cominciassi a voler migliorare sia esteticamente che caratterialmente? Questo articolo ha cominciato a farmi sorgere molti interrogativi, perchè sembrava darmi una buona parte di spiegazione del mio cambiamento e mi ha reso ancora più convinto di quanto già non ero in precedenza di come vado orgoglioso della mia crescita. Attendo le sue spiegazioni.

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    1. Benvenuto, e complimenti per la sua evoluzione.
      Non conoscendola personalmente, non posso sapere i motivi che l'hanno generata. Ma leggendo le sue parole, azzardo alcune ipotesi:
      - In gioventù, lei lasciava che altri decidessero cos'era giusto e sbagliato; dava loro potere e autorità; dipendeva dal loro giudizio. Non dava importanza a se stesso e si prendeva poca cura di sé.
      - In seguito, ha iniziato a decidere in autonomia; ha dato meno importanza ai giudizi. Si è preso cura di lei, ha iniziato a volersi bene, a rispettarsi, ad accettarsi.

      Perché è accaduto?
      - In parte, è la naturale evoluzione di una persona: da bambini passivi e dipendenti, si diventa adulti forti e autonomi (ma non tutti ci provano, o ci riescono). La nostra natura è andare "verso la luce", verso il positivo (ma per farlo dobbiamo sganciarci da chi "vive nel buio", nel negativo).
      - Probabilmente c'è stata della sofferenza, del disagio, che l'ha spinta a cambiare. Spesso, cambiamo quando la sofferenza diventa insopportabile.
      - Sicuramente l'accettazione è un passo fondamentale: chi non si accetta vive male ed è in balìa degli altri, chi si accetta trova in sé l'amico migliore possibile.
      - Infine, sembra che a un certo punto lei abbia iniziato ad amare se stesso; forse perché non trovava fuori l'amore che voleva, l'ha trovato in sé. Comunque sia successo, questo l'ha portata a prendersi cura di sé, con tutte le conseguenze positive.

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    2. Le motivazioni possono essere l'informazione, aver imparato dalla sofferenza a essere più forte (ciò che ha anche detto lei), discutendo, riflettendo. Avendo già un carattere comunque introverso forse questo mi ha aiutato a vedermi bene dentro e aver cercato di capire le cause delle mie carenze caratteriali. Io sono sempre il solito ragazzo tranquillo e sensibile, però in maniera diversa, riesco a dominare più le mie emozioni, riesco a reagire quando un tempo non riuscivo a farlo, riesco davvero ad accettarmi. La ringrazio per avermi dato le sue spiegazioni.

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    3. Quasi dimenticavo, le devo sicuramente delle scuse, se ben ricorda, sono lo stesso ragazzo che l'anno prima ha scritto quel lungo messaggio di indignazione riguardante l'articolo "maschio alfa e maschio beta" e che lei, fortunatamente, ha tolto. Lei stesso, su una domanda postata da me su answer, ha risposto postandomi questo blog, spiegandomi le motivazioni di cosa attrae le donne in linea di massima. Purtroppo non stavo passando un bel periodo e la poca lucidità non mi ha permesso di ragionare, non stando attento davvero al concetto descritto da lei. Vedendo alcune caratteristiche e tipologie mi sono un po' spaventato mi ricordo, perchè in quel momento mi sono sentito inadeguato e infatti, ho scritto il messaggio preso dalla rabbia, come se fosse stato un attacco personale ma ho capito che il problema mio non era ciò che sono, ma ciò che non riuscivo a essere, cioè me stesso, ero convinto di aver raggiungo un certo livello di consapevolezza, ma in realtà non è stato un processo ancora definitivo o ultimato. Facendo un altro giro, nei mesi successivi, ho rivisto altre risposte, dove praticamente lei, non ha insinuato che "alfa è meglio e beta è peggio", lei ha espresso un concetto spiegando le caratteristiche delle due tipologie di maschio, ma nessuno, realmente, possiede tutti i tratti di uno e tutti di un altro, si trattava di incitamento a migliorarsi, a piacersi, a maturare e arricchire se stessi, perchè ognuno di noi è fatto a modo proprio e se le devo dire la verità, io ho anche scritto "non cambierò mai per nessuno" e le volevo spiegare perchè. Io con quella frase intendevo semplicemente che io sono io e per cambiamento ho capito erroneamente Roma per toma e purtroppo è nata un incomprensione vera e propria, io pensavo che per cambiamento dovessi comportarmi in tutt'altra maniera e che invece per cambiamento, avrei dovuto capire subito che intendeva un arricchimento, un migliorare se stesso, cioè il mio essere un ragazzo tranquillo, lo sono e lo sarò sempre, ma si ha sempre la possibilità di essere quella persona tranquilla con più qualità e con più freccie al proprio arco. Se non fosse stato per le risposte di altri utenti e altrettante sue risposte, questa incomprensione poteva ancora persistere e fortunatamente non è stato cosi. Ripeto, ero convinto di essere migliorato, ma si vede che avevo ancora bisogno di migliorarmi e purtroppo mi sono lasciato sopraffare dalla collera del momento. La ringrazio per avermi postato questo blog e di avermi fatto riflettere successivamente, nei momenti dove son riuscito a superare alcuni momenti di difficoltà e a tornare ad agire in maniera più equilibrata e ragionevole, anche questo è uno dei tanti cambiamenti che non mi so spiegare, perchè se ci penso adesso mi dico "come ho potuto comportarmi come un bambino capriccioso" e purtroppo ne esistono altrettanti che, com'ero io in passato, continuano a intestardirsi con questa tesi delle "ingiustizie". Io parto dal presupposto che le ingiustizie esistono, ma dobbiamo essere noi comunque a trovare la soluzione, magari anche chiedendo aiuto, però bisogna tirarsi su e questo deve partire da noi stessi. La ringrazio davvero.

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    4. Grazie per le scuse, e per l'apprezzamento.

      > si trattava di incitamento a migliorarsi, a piacersi, a maturare
      E' esattamente questo l'intento dei miei post.
      Non dico mai "Sei sbagliato", ma "Puoi essere meglio, se vuoi". Un miglioramento che non è mai andare contro se se stessi o fingere (non avrebbe senso), ma sviluppare i propri potenziali. Non per far contenti gli altri, ma per stare meglio noi.
      Come ha scoperto lei stesso, c'era dentro di lei il potenziale di evolversi e vivere meglio.

      > si vede che avevo ancora bisogno di migliorarmi
      Non si è mai "arrivati"; non si smette mai di crescere :-)

      > anche questo è uno dei tanti cambiamenti che non mi so spiegare
      La psiche è un cosmo misterioso. A volte è impossibile capire perché siamo come siamo.
      In generale, molte delle nostre azioni nascono dall'inconscio (specialmente quando siamo preda di forti emozioni), di cui non siamo padroni. Quando l'inconscio muove i suoi fili, facciamo cose che sembrano senza senso o di cui ci pentiamo - è un po' come essere "posseduti".
      Spesso nel nostro inconscio si celano parti di noi ferite e impaurite; quando riusciamo a vederle e ad accettarle, tendono a guarire e il loro potere su di noi si attenua.

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  2. grazie per i suoi articoli e la sua ricerca,non posso commentare con altre parole poichè e come leggere i miei pensieri e in un momento difficile della mia vita, i suoi sono di autentico conforto. Grazie

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    1. Grazie a te.
      Mi fa molto piacere sapere di poter essere utile. Un abbraccio :-)

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