Aspettative errate sulle relazioni
(che ci rovinano la vita)

Questa serie sulle aspettative nelle relazioni è divisa in otto post: questa introduzione e sette aree tematiche (vedi indice con link in fondo).

Introduzione

Specialmente nel corteggiamento e nelle relazioni, certe aspettative possono rovinare le opportunità e incrinare rapporti altrimenti validi. Se per esempio mi aspetto che il mio compagno non sbagli mai, o che la mia partner mi renda sempre felice, mi ritroverò sicuramente deluso e risentito; ma l'errore risiede nelle mie aspettative irreali, non nell'umana imperfezione dell'altro!
E' quindi essenziale diventare consapevoli delle nostre aspettative, e renderci conto di quanto queste siano realistiche oppure utopiche. Perché se mi aspetto la perfezione, passerò tutta la vita a cercarla senza successo.

“Se mi aspetto la perfezione,
passerò tutta la vita
a cercarla senza successo”

Desideri non dichiarati

Un altro problema delle aspettative è quando non vengono espresse chiaramente:
  • Molte persone credono che i loro desideri siano del tutto normali e condivisi, quindi non li dichiarano perché si aspettano che siano ovvi anche per l'altro.
  • Oppure si aspettano che l'altro riesca a indovinarli, come per magia.
  • O, ancora, esitano ad esprimerli per timore del giudizio o per insicurezza.
In tutti questi casi l'altra persona, il più del volte, non avrà idea di cosa ci aspettiamo, quindi non potrà soddisfarci. Ma chi nutre l'aspettativa resterà comunque in attesa di soddisfazione (anche se non ha aperto bocca a riguardo).

Finché non le esprimiamo apertamente e chiaramente, le aspettative non possono nemmeno essere oggetto di discussione o di venirsi incontro. Rimangono una "mina vagante", invisibile sotto la superficie dell'acqua, che esplode quando l'insoddisfazione o la frustrazione superano un certo limite, lasciando l'altro stupefatto e confuso (perché non aveva idea dell'aspettativa, quindi non capisce il motivo di quella reazione).

Desiderare è umano, ottenere è incerto

Definisco queste aspettative "errate" non come giudizio morale (ognuno ha diritto a desiderare ciò che preferisce), ma in senso funzionale, perché raramente o mai corrispondono alla realtà. Quindi aspettarsi questi risultati porta quasi sempre a incomprensioni, conflitti e rotture con i partner.
Anche se certi obiettivi ci sembrano del tutto normali e scontati (per esempio la fedeltà o il matrimonio per sempre), la vita reale spesso va diversamente. Crediamo che con la persona "giusta" tutto filerà liscio, ma in realtà tutti gli esseri umani sono fallibili, ed è proprio la vita a non offrire certezze; quelle che ci trasmettono sono in genere illusorie.

Possiamo cascarci tutti

E' facile sottovalutare il potere delle aspettative, oppure pensare che "Io non potrei mai credere a cose assurde"; ma invece possiamo cascarci tutti (perché ci hanno sempre detto così, o perché ci piacerebbe tanto crederci). Per esempio, immaginiamo un uomo che creda "Ogni donna che mi sorride mi desidera", oppure una donna che creda "Un uomo che esce con me deve trattarmi come una principessa, e soddisfare ogni mio capriccio": possiamo facilmente immaginare quanto sarà problematica la loro vita relazionale.

L'altro è un mistero

Un problema simile si ha quando crediamo di conoscere bene il sesso opposto, o magari pensiamo che ragioni con la nostra stessa mentalità. Purtroppo invece la maggior parte delle persone non conosce davvero "l'altra metà del cielo", non la comprende, e non si rende conto che uomini e donne sono diversi e spesso non si capiscono.

Inoltre, quello che per noi è normale - e quindi ci aspettiamo che lo sia per tutti - può non esserlo affatto per altri: la cosiddetta "normalità" è una convenzione arbitraria, in realtà ognuno vive e vede le cose a modo suo.

“Quello che per noi è normale
può non esserlo affatto per altri”

I ruoli sono una prigione

Spesso le aspettative si accompagnano ai ruoli: molti ragionano in termini di "Un uomo dovrebbe fare / essere...", "Le donne sono / devono...", "E' giusto che un marito sia...", "Una moglie è tenuta a...", "Gli amici veri fanno...", ecc. Ma questi schemi rigidi trascurano la varietà e l'unicità di ogni individuo: i ruoli diventano "prigioni" mentali dove ognuno è obbligato a seguire un copione, e nessuno può essere se stesso.
Certo potrebbe fare comodo se tutti si comportassero secondo programmi standard prevedibili; ma sarebbe anche un mondo di robot, riduttivo e angosciante. Ragionare per ruoli crea molte aspettative rigide, rende schematici e pretenziosi (si pensa in termini di "devono", "dovrebbero"), e peggiora la comunicazione (viene dato per scontato quello che l'altro fa, pensa, vuole o dovrebbe fare).

Desiderare senza pretendere

Le aspettative diventano particolarmente problematiche quando pretendiamo che vengano soddisfatte; quando crediamo che siano un diritto, o qualcosa che ci è dovuto - invece che, semplicemente, una nostra preferenza. Certo ognuno ha diritto a desiderare quello che più gli piace - ma l'altro non è obbligato a soddisfarci.
Teniamo conto che gli altri non esistono con lo scopo di renderci felici (né il mondo è fatto per accontentarci), proprio come noi non esistiamo per fare felici loro; farlo è solo una libera scelta.
Ognuno cerca la propria soddisfazione, e desideriamo qualcuno proprio in base alla soddisfazione che egli ci dà (o che noi speriamo ci dia). Quindi è saggio:
  • Mantenere delle aspettative realistiche.
  • Imparare a chiedere quello che desideriamo (invece di presumere che sia evidente, o di aspettarci che gli altri ci leggano nella mente).
  • Non pretendere quello che gli altri non vogliono - o non possono - darci.
Per arrivare a far sì che gli altri facciano quello che ci rende felici, uno dei metodi più efficaci è quello di renderli felici noi per primi (crea un circolo virtuoso, attraverso la gratitudine e l'impulso a ricambiare). Per esempio, alcune ricerche hanno dimostrato che le donne i cui mariti si dedicano ai lavori di casa (alleggerendo così il carico di lavoro della moglie), sono mediamente più disponibili all'attività sessuale (essendo meno stanche e più grate).

“Teniamo conto che gli altri
non esistono per renderci felici”

Aspettative di donne e uomini

Molte di queste aspettative sono tipicamente femminili, perché sembra che le donne siano particolarmente inclini a "credere alle favole" (quanto sia nella loro natura, o per effetto di condizionamenti mediatici come film e canzoni romantiche, difficile dirlo); questa tendenza è confermata dalle donne stesse (almeno quelle più oneste e consapevoli).
Altre volte l'aspettativa può essere invece più tipicamente maschile, oppure essere comune ad entrambi i sessi. Nei post sulle aree tematiche (vedi lista sotto) indico il genere dell'aspettativa con i codici [F] (femminile) ed [M] (maschile).

Non è sempre vero, ma spesso sì

Ovviamente questi esempi non saranno validi per tutti, perché siamo tutti diversi ed alcuni comunicano in modo più chiaro e diretto, oppure hanno una consapevolezza più realistica di cosa aspettarsi. Però, dalla mia esperienza e dalle ricerche fatte, donne e uomini tendono spesso a pensare nei modi che ho descritto.


Aspettative errate sulle relazioni - Indice


"La grande domanda a cui non ho mai saputo rispondere, nonostante i miei 30 anni di ricerche sull'animo femminile, è 'Cosa vuole una donna'?"
(Sigmund Freud)

"L'infelicità è il divario tra le nostre capacità e le nostre aspettative."
(Edward de Bono)

"Gli infelici credono facilmente in quello che desiderano molto."
(Seneca)


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Cosa dicono le donne, cosa pensano davvero

Le donne parlano spesso in modi che a noi uomini appaiono carichi di confusione, contraddizioni e bugie (a volte inconsapevoli, altre volte intenzionali). Non di rado le donne parlano in modo sibillino, criptico, o attraverso sottintesi, eppure sono convinte di essere del tutto chiare e comprensibili (magari perché fra amiche comunicano in quel modo e si capiscono): purtroppo, nella maggior parte dei casi gli uomini non comprendono, o fraintendono, quel tipo di comunicazione.

Per venire incontro agli uomini perplessi o confusi dalle affermazioni femminili, elenco sotto una serie di affermazioni dove riporto quello che una donna può dire, e quello che - il più delle volte - invece pensa veramente.

Non è sempre vero, ma spesso sì

Ovviamente questi esempi non saranno sempre validi, perché siamo tutti diversi ed alcune donne comunicano in modo più chiaro e diretto, oppure non pensano nei modi che ho riportato (specialmente quelle più evolute e consapevoli). Per esempio, sul tema della parità di diritti alcune donne lo vedono in modo opportunistico, mentre altre perseguono veramente l'eguaglianza.
Però, nella mia lunga esperienza di osservatore dell'animo femminile, di frequente le donne tendono a pensare nei modi che ho descritto.

Per correttezza, va detto che anche agli uomini capita di mentire o di comunicare in modo ambiguo; nonché di usare alcune delle affermazioni sotto riportate (casi che indico con un asterisco [*] alla fine della frase).

Quello che le donne dicono, e quello che pensano veramente



"Voglio un uomo dolce e gentile"

  • "Voglio un uomo attraente, sexy, affascinante, forte e sicuro di sé [ovvero un "maschio Alfa"], e magari che sia anche dolce e gentile".

"Non voglio impegnarmi / Non sono pronta per una relazione" *

Naturalmente può accadere che una persona si senta veramente non disponibile ad una relazione (magari perché ne ha appena chiusa una, o perché ha bisogno di proteggersi), ma solitamente questa affermazione viene usata come scusa per respingere qualcuno cercando di non ferirlo.

Questa affermazione viene anche usata da chi vuole mantenere una relazione su un piano solo sessuale, o comunque leggero (più spesso uomo, a volte anche donna):
  • "Mi piaci e mi diverto con te, ma non mi interessi abbastanza da andare oltre, o impegnarmi in qualcosa di più profondo. Non vedo un futuro con te".
  • [oppure] "Ho solo voglia di spassarmela!".

"Per me sei (solo) un amico / Per me sei come un fratello"

  • "Non provo per te alcuna attrazione fisica; non mi susciti alcun interesse sessuale".
Viene usato il termine "amicizia" non in quanto tale, ma per sottintendere l'assenza di attrazione e interesse erotico.
Chi riceve queste dichiarazioni sono spesso i cosiddetti "maschi Beta" oppure i "bravi ragazzi".

"Non hai quel quid / Ti manca un certo non so che" *

Quando veniamo rifiutati da qualcuno che desideriamo, in genere vorremmo sapere il motivo. A volte ci viene spiegato, ma più spesso riceviamo risposte vaghe e confuse, come ad esempio "Non hai quel quid". Dietro queste risposte ci possono essere diverse ragioni; forse l'altra persona chi dice così perché...
  • Non sa nemmeno lei cosa vuole.
  • Sa di non essere interessata a noi, ma non ne conosce il motivo.
  • Non vuole dire la vera ragione per non ferirci.
  • E' attratta solo da persone che non la vogliono, o che la trattano male; quindi quelli che la vogliono non le suscitano interesse.
Il problema è che quel genere di frasi non vogliono dire nulla di concreto, quindi ci creano confusione e incertezza: pensiamo che in noi ci sia qualcosa che non va, ma non abbiamo idea di cosa sia. Ma quando una persona non ci vuole, non vuol dire che siamo "sbagliati" - ma solo che non siamo compatibili con lei.
Tenete presente che la maggior parte delle persone non conosce i motivi per cui è attratta da qualcuno; il più delle volte ne siamo inconsapevoli, quindi non sappiamo dire perché qualcuno ci piace oppure no.

"Vorrei che restassimo amici" *

[dopo la fine di una relazione, di solito decisa da chi lo afferma]
  • "Mi sento in colpa, non voglio ammettere che ormai mi importa poco o nulla di te".
Viene usato il termine "amicizia" non in quanto tale, ma per sottintendere una situazione di distacco e disimpegno.
In alcuni casi l'ex partner tiene veramente ad una amicizia (nel senso pieno del termine), ma di solito quell'espressione viene usata come modo "educato" per non ammettere il sopravvenuto disinteresse.

"Non ho voglia di fare sesso"

Può voler dire che lei davvero non ha voglia di fare sesso. Oppure che potrebbe anche aver voglia di fare sesso, però forse ha paura di...
  • non potersi fidare dell'uomo;
  • essere considerata una facile, una "leggera", una troietta;
  • essere piantata subito dopo;
  • essere usata e poi magari presa in giro;
  • ricavarne poco piacere, perché lui si è mostrato poco attento e interessato solo al proprio benessere, non a quello di lei;
  • rimanere incinta...
Poiché la sessualità femminile viene spesso giudicata pesantemente, per molte donne è difficile lasciarsi andare sessualmente. Da qui la reticenza, l'ambiguità ed anche le bugie riguardo il proprio desiderio. Vedere anche il post "Sei motivi per cui alle donne il sesso interessa meno".

"Le dimensioni (del pene) non contano"

  • "Mi piacciono gli uomini ben dotati, ma non voglio essere giudicata male".
Per la maggior parte delle donne le dimensioni contano; però riconoscerlo fa "poco fine" e non è politicamente corretto, quindi non lo ammettono - se non fra di loro (senza contare la sessuofobia ancora dilagante in Italia, per cui una donna che ammetta di desiderare un pene abbondante viene vista dai più come una troia).
Può anche venir detto per rassicurare l'uomo che ha di fronte.
Questo non vuol dire che tutte le donne vogliano un superdotato (un pene esagerato può creare dei problemi anche dolorosi), però delle dimensioni almeno medie (dai 13 ai 16 cm di lunghezza) sono ritenute necessarie da buona parte delle donne; mentre alcune apprezzano anche le dimensioni "extra large" (20 cm ed oltre).
Infine, va ricordato che saperlo usare bene (il pene), conta sicuramente più delle sue dimensioni: qualsiasi donna preferirebbe un amante abile, attento e generoso dotato di pene medio, piuttosto di un superdotato incapace, egoista e che viene dopo 30 secondi.

"L'aspetto fisico non è importante"

  • "L'aspetto fisico mi importa eccome! (certi superfighi fanno sbavare me, quanto certe supergnocche fanno sbavare te).
    Ma anche altri aspetti sono molto importanti! (se lui è sicuro di sé, affidabile, generoso, attento, fedele, coraggioso, gentile, galante, virile, pulito, elegante, se guadagna bene, ecc. ecc.)".
In altre parole, le donne sono animali "visivi" quanto gli uomini, e apprezzano la bellezza dei maschi (ma lo rivelano meno); però loro hanno anche tante altre esigenze, mentre per noi uomini l'aspetto è spesso la parte prioritaria.

"Ho avuto una giornata terribile / Non vado d'accordo coi colleghi / Ho litigato ancora con mia madre..."

[in generale quando una donna si lamenta della sua vita, o parla dei suoi problemi]
  • "Ho bisogno di sfogarmi; voglio che mi ascolti e mi consideri. Non cerco soluzioni".
Quando la donna si lamenta o dice che ha un problema (specialmente parlando col partner), il più delle volte non sta cercando una soluzione ma vuole solo essere ascoltata, sfogarsi, sentire che lui le è vicino, che a lui importi di lei e della sua vita.
Invece gli uomini tendono a prendere le sue parole in modo letterale, e le propongono delle soluzioni (cosa che la fa sentire non ascoltata, non accolta).

Altre volte la donna chiede dei suggerimenti o delle indicazioni, ma poi sembra ignorarli completamente e fa comunque di testa sua; quindi l'uomo rimane confuso, e si chiede "Perché mai lei chiede il mio parere, per poi fare l'esatto contrario?!?". La spiegazione è, nuovamente, che anche quando lei chiede consigli, quello che cerca veramente è ascolto, comprensione, sostegno. Oppure, lei cerca un confronto con lui ed è interessata ad opinioni diverse, ma poi non le segue perché troppo lontane dal suo modo di essere.

"Sono ingrassata? / Ti sembro grassa? / Mi fa sembrare grassa?"

  • "Dimmi che sono bella, che vado bene come sono, che ti piaccio tanto".
Questa è una di quelle domande femminili che non vanno prese alla lettera, ma interpretate - e che di solito esprimono una insicurezza che cerca una rassicurazione. Quindi, non dite ciò che pensate razionalmente, ma fatele un apprezzamento o un complimento (cercando però di non mentire spudoratamente: lei non è stupida, si rende conto se dite qualcosa di esageratamente falso). Cercate anche di non esitare troppo nel rispondere, altrimenti lei lo interpreterà come una conferma delle sue paure.
Ovviamente non vale solo per dubbi sulla sua grassezza (su cui le donne sono ossessionate a causa dei media), ma anche su altri difetti fisici (a volte persino immaginari): cellulite, smagliature, ecc.

Lo stesso vale per domande quali "Quella donna è più bella di me?", "Tu la trovi attraente?", "Com'era la tua ex?", ecc. Quelle che a noi uomini sembrano domande legittime, o semplice curiosità, per una donna sono quasi sempre modi sottili per testare il partner e verificare il suo attaccamento. Per andare sul sicuro, svalutate le altre e affermate che lei è meglio (o che voi la vedete così); in fondo, nemmeno voi vorreste sentirvi dire che il suo ex era un campione a letto, no?

"Voglio che mi dici la verità" *

  • "Non voglio essere ingannata".
Non vuole - in genere - sentirsi davvero dire la verità (che sia su possibili tradimenti, sui problemi del rapporto, o sulla sua forma fisica), specialmente se è dolorosa. Se gliela dici, potrebbe finire molto male! Di solito questa frase indica una sua paura (che qualcosa le venga nascosto, che le vengano dette bugie, di venire ferita), ed esprime il desiderio di essere rassicurata in proposito.

Questo non va preso come un invito a mentire sempre e comunque: una relazione basata su bugie è destinata a disgregarsi. Al tempo stesso, occorre tener conto che molte persone non riescono a reggere la verità (nemmeno quando la chiedono), che sia per insicurezze, ego fragile o paura della sofferenza (d'altronde, l'esistenza stessa è spesso inquietante; è uno dei motivi per cui ci attacchiamo a illusioni rassicuranti).
Per questo, è importante saper bilanciare la sincerità con l'attenzione per le "fragilità" del partner.

Risponde "Niente!!!" alla domanda "Cos'hai?"

[quando è evidente che qualcosa non va]
Questo accade quando lei è furiosa ma:
  • non vuole ammetterlo;
  • non ha voglia di spiegarsi;
  • si aspetta di essere capita magicamente;
  • vuole mettere lui alla prova e indurlo a mostrare la sua devozione (con dimostrazioni di comprensione telepatica, atti d'amore eclatanti, regali impegnativi, atteggiamento umile accompagnato da ammissione di colpa unilaterale: "Scusa amore, è colpa mia, spero tu possa perdonarmi...");
  • sta meditando di lasciarlo, ma è incerta (o ha paura di restare da sola), quindi non vuole rischiare di bruciarsi la situazione.

"Se mi ami dovresti capirlo da solo"

Quando lei non spiega i suoi problemi, la sua sofferenza o le ragioni della sua rabbia - anche quando le viene richiesto.
Oltre alle ragioni esposte nel paragrafo precedente, un altro motivo per cui una donna si rifiuta di spiegare quello che sente è quando crede al mito romantico per cui "L'amore può tutto". In questa visione idealizzata, all'uomo viene assegnato il compito di capirla magicamente o telepaticamente, e quando lui fallisce (perché non è né mago né telepate!), risulta che è colpa di lui perché non sa capirla o non la ama abbastanza.

In altre parole, è uno dei modi in cui molte persone (specialmente quelle insicure e nevrotiche) evitano la responsabilità della comunicazione, e fanno in modo che sia sempre colpa del partner.

"Fai come vuoi / Fai come preferisci / E' una decisione tua"

Anche qui bisogna saper cogliere le sottigliezze. Se lei lo dice in modo calmo e rilassato, magari vuol dire effettivamente quel che ha detto. Se però si avverte della tensione (nella voce, nello sguardo o anche solo nel linguaggio corporeo), allora vuol dire:
  • "Sai bene cosa voglio o cosa preferisco io; se fai altrimenti poi aspettati problemi o di pagarla cara".

"Non sei capace di impegnarti / Hai paura dell'intimità / Sei un 'Peter Pan'"

  • "Sono stufa di vivere da sola e badare a me stessa; voglio un uomo che stia con me per sempre, che si prenda cura di me, che mi risolva i problemi".
Oppure semplicemente:
  • "Voglio essere sposata (con te o un altro in fondo è secondario), quando cavolo ti decidi?".
Naturalmente certi uomini sono realmente immaturi, o hanno paura dell'intimità. In questi casi, la donna potrebbe chiedersi perché sceglie di stare con questo tipo di partner (tenendo presente che non è mai possibile cambiare l'altro).

Oppure alcuni non vogliono (ancora) impegnarsi; il che può essere una scelta del tutto legittima (in fondo, non esiste un modo "normale" e "giusto" di vivere o di relazionarsi che valga per tutti). Il vero problema nasce quando si è disonesti: quando la persona che non vuole impegnarsi mente in proposito; oppure quando il partner che vuole l'impegno manipola l'altro accusandolo di essere "sbagliato".

"Non sai amare"

  • "Non sai amare me nel modo che voglio io".
Non esiste un modo "giusto", universale e condiviso per amare. Semmai, possono esistere diversi "modi di amare".
Ma molte donne sono preda dell'illusione romantica per cui "L'amore 'vero' mi renderà sempre felice": e quando questo non accade, ne deducono che la colpa sia dell'uomo che le ama in modo "sbagliato", o non abbastanza. Il che potrebbe anche essere vero; ma può darsi che il vero problema sia che i due non sono compatibili, o lei non sa esprimere i propri bisogni, oppure è incontentabile, o chissà che altro.

"Ho bisogno di amare" *

  • "Ho bisogno di essere amata".
A volte una persona sente davvero la voglia di dare amore; ma, il più delle volte, esprimere una "voglia di amare" è un modo di "coprire" il proprio bisogno di ricevere amore.

"Gli uomini sono tutti stronzi" *

  • "Gli uomini mi hanno ferita, ed è tutta colpa loro; io sono una vittima innocente".
Quando le cose ci vanno male, e specialmente nelle relazioni, di solito siamo corresponsabili (se è andata male, avrò fatto anch'io i miei errori). Ma questo tipo di persone non sanno (o non vogliono) mettersi in discussione, e preferiscono scaricare le colpe all'esterno.

* Certi uomini fanno accuse equivalenti, del genere "Le donne sono tutte puttane", ecc., con lo stesso tipo di vittimismo.

"Voglio un 'vero uomo'"

  • "Voglio un uomo che sia fatto come dico io [ed è diverso per ciascuna: non è mai esistita unanimità su cosa sia un "vero uomo"], e mi dia quello di cui ho bisogno; e se non fa così allora non è un vero uomo".
E' un modo per far sentire gli uomini inadeguati e manipolarli: invece di dire apertamente cosa cerca, usa il cliché del "vero uomo" per coprire le sue pretese e scaricare il problema all'esterno. Funziona solo con gli uomini insicuri; quelli equilibrati al sentir parlare di "vero uomo" alzano gli occhi al cielo e si allontanano.
Per inciso, non sta alle donne decidere cosa vuol dire essere uomo (non più di quanto stia ai maschi definire come dev'essere una donna).

"Non si trovano più i veri uomini"

E magari l'ha anche incontrato; ma lui era interessato a ben altre donne perché, in genere, sono le donne più "imperfette" a volere l'uomo "perfetto". A questo tipo di donne gli uomini "normali", quindi imperfetti proprio come loro, non interessano: vogliono un uomo straordinario che le sollevi dalla loro mediocrità.

"Non mi sembra di volere la luna"


"Voglio la parità dei diritti"

  • "Voglio la parità dei diritti quando mi fa comodo, ma non quando è scomodo (portare carichi pesanti, fare riparazioni) o pericoloso (andare in guerra, fare lavori dannosi)".

"Mi piace l'uomo galante, la cavalleria"

  • "Mi piace avere i nuovi diritti ed anche i vecchi privilegi".


Sia le donne che gli uomini fingono - anche a fin di bene

Questo elenco di affermazioni può sembrare impietoso nei confronti delle donne ma, in realtà, è normale per qualsiasi persona non dire sempre quello che pensa. Spesse volte le cosiddette "bugie bianche" sono un modo per evitare di ferire gli altri, non per ingannarli o manipolarli. Ricordiamoci pure che l'onestà non sempre viene premiata; è del tutto comune indossare una "maschera sociale" e dire agli altri quello che vorrebbero sentirsi dire. E questo vale sia per le donne che per gli uomini.

Pianeti diversi, lingue diverse

Per molti versi uomini e donne sono differenti, come viene ben espresso nel libro "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" di John Gray; e un'area su cui sono assai diversi è proprio nelle modalità di comunicazione:
  • In generale, per gli uomini funziona meglio una comunicazione chiara e diretta, basata sui fatti, priva di allusioni e sottintesi: se qualcuno vuole qualcosa, si aspettano che lo chieda chiaramente.
  • Le donne invece tendono ad una comunicazione più basata sulle emozioni, più sfumata e allusiva, più empatica: si aspettano che l'altro intuisca ciò che vogliono.

Esploro il tema della comunicazione tra i due sessi, e come riuscire a capire meglio le donne, nel post "Perché uomini e donne non si capiscono".

"E' una delle grandi difficoltà della vita indovinare ciò che una donna vuole."
(Italo Svevo, in "La coscienza di Zeno")

"Una donna è un paese straniero del quale un uomo non arriva mai a capire fino i fondo i costumi, la politica e la lingua."
(Coventry Patmore)

"Le donne preferiscono aver ragione che essere ragionevoli."
(Ogden Nash)


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Perché uomini e donne non si capiscono

Le donne parlano spesso in modi che a noi uomini appaiono carichi di confusione, contraddizioni e bugie (a volte inconsapevoli, altre volte intenzionali). A loro volta gli uomini pensano e agiscono in modi che, non di rado, risultano "alieni" e incomprensibili alle donne.
In questo post esamino le differenze nella comunicazione maschile e femminile, i vari motivi per cui fatichiamo a comprenderci, e come riuscire a capire meglio le donne.

Per venire incontro agli uomini perplessi o confusi dalle affermazioni femminili, nel post "Cosa dicono le donne, cosa pensano davvero" elenco una serie di affermazioni che le donne fanno, e quello che pensano veramente.

Pianeti diversi, lingue diverse

Per molti versi uomini e donne sono differenti, come viene ben espresso nel libro "Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere" di John Gray; e un'area su cui sono assai diversi è proprio nelle modalità di comunicazione:
  • In generale, per gli uomini funziona meglio una comunicazione chiara e diretta, basata sui fatti, priva di allusioni e sottintesi: se qualcuno vuole qualcosa, si aspettano che lo chieda chiaramente.
  • Le donne invece tendono ad una comunicazione più basata sulle emozioni, più sfumata e allusiva, più empatica: si aspettano che l'altro intuisca ciò che vogliono.

Non di rado le donne parlano in modo sibillino, criptico, o attraverso sottintesi, eppure sono convinte di essere del tutto chiare e comprensibili (magari perché fra amiche comunicano in quel modo e si capiscono): purtroppo, nella maggior parte dei casi gli uomini non comprendono, o fraintendono, quel tipo di comunicazione.

Non dare nulla per scontato

Una delle maggiori fonti di incomprensione è comunicare omettendo un'informazione che a noi appare ovvia o scontata, ma che per l'altro è invece necessaria per capirci. Queste omissioni sono problematiche specialmente tra uomini e donne perché, essendo diversi, quello che è ovvio per l'uno è spesso poco chiaro o ignoto per l'altra - e viceversa.
Se quando parliamo con un partner egli replica spesso chiedendo chiarimenti o esprimendo perplessità (p.es. "Eh?!?", "Di cosa stai parlando?", "Non so a cosa ti riferisci..."), è probabilmente un segno che abbiamo omesso delle informazioni scontate per noi, ma non per lui. Idem se ci ritroviamo a pensare o dire cose tipo "Lo sai cosa intendo!", "Tutti lo sanno", "Ma è ovvio".

Un'altra fonte di incomprensione sono le aspettative non espresse, perché non ci rendiamo conto di averle, o diamo per scontato che siano valide anche per l'altro. Ma è probabile che invece l'altro non abbia idea delle nostre aspettative, oppure che le sue siano diverse dalle nostre. L'unico modo certo per verificare di volere le stesse cose, è parlarne chiaramente.

Uomini e donne vogliono cose diverse

La diversità tra uomini e donne porta all'incomprensione anche perché spesso abbiamo differenti obiettivi. Per esempio, l'impulso maschile a fare sesso con ogni donna graziosa che incontrano, o il bisogno femminile di essere rassicurate di frequente (dovuti alle diverse "strategie evolutive" per i due sessi), risultano sovente incomprensibili al sesso opposto. Ci è difficile capire quel che non ci appartiene, o di cui non abbiamo esperienza.

Consigli sulla comunicazione uomo-donna

Gli uomini spesso parlano in modo letterale, cioè dicono esattamente quel che pensano o vogliono. Le donne no, quindi non prendete alla lettera quello che lei dice, ma cercate di "leggere fra le righe" e cogliere quello che davvero intende. Se notate una contraddizione tra ciò che lei dice e il suo comportamento, ritenete il comportamento un'indicazione più veritiera delle sue parole (i fatti contano più dei discorsi).

Per esempio, quando una donna si lamenta o parla dei suoi problemi (specialmente con il partner), il più delle volte non sta cercando una soluzione ma vuole solo essere ascoltata, sfogarsi, sentire che a lui importa di lei e della sua vita. Invece gli uomini tendono a prenderla alla lettera, si concentrano sul problema e propongono soluzioni (cosa che la fa sentire non ascoltata, non accolta).

Farsi capire da un uomo

Per le donne: quando volete farvi capire da un uomo, ricordate che - in generale - le sue capacità di comunicazione ed empatia sono più limitate delle vostre (meno intuitivo, meno capace di cogliere allusioni, sfumature e sottintesi, ecc.): dite le cose nel modo più chiaro e diretto possibile, senza dare per scontato ciò che per voi è ovvio o risaputo, un po' come fareste con una persona straniera.

Se non capiamo, impegnarsi non serve

Quando un uomo fatica a capire una donna, non di rado lei lo rimprovera di non impegnarsi abbastanza, e lo incita a sforzarsi di più. Ma quando il problema nasce da una comunicazione confusa o ambigua, che l'uomo non è in grado di decifrare, un maggior impegno non serve a nulla; sarebbe come chiedere a qualcuno che non conosce il russo, di sforzarsi maggiormente nel tradurlo: nessuno sforzo produrrà magicamente un'abilità che il soggetto non possiede. La persona che vuole farsi capire deve rendersi conto dei limiti di chi la ascolta, e adattare la sua comunicazione di conseguenza.

Farsi capire è responsabilità di chi trasmette

Nella comunicazione, la responsabilità primaria è del "trasmettitore" (di chi emette il messaggio): è costui (o costei) a cui tocca impegnarsi per rendere il messaggio il più chiaro possibile per il "ricevitore", altrimenti quest'ultimo non potrà fare la sua parte.

Se io parlo senza fare del mio meglio per rendere il messaggio comprensibile, allora ci sono tre possibilità:
  1. forse non mi importa davvero farmi capire;
  2. non rispetto le persone a cui mi rivolgo;
  3. oppure pretendo, con arroganza, che siano loro ad adattarsi a me, e alla mia comunicazione pigra o sciatta.

"Gliel'ho fatto capire" non funziona

Un'affermazione comune fra le donne è "Gliel'ho fatto capire", e questa frase indica due cose:
  • la comunicazione è stata indiretta e sibillina (il messaggio va dedotto e interpretato, non è trasparente e inequivocabile);
  • chi lo dice ha l'aspettativa di essere compresa anche avendo comunicato in modo ambiguo.
Questa frase si riferisce di solito a una comunicazione incompleta o allusiva (frasi tipo "Sai... volevo dire...", "Ti ho pensato..."), o a segnali non verbali ambigui (sguardi, sorrisi, contatto fisico). Il problema è che questi messaggi possono esseri interpretati in mille modi diversi: quello che per il "trasmettitore" è evidente (perché sa benissimo cosa vuole dire), per chi riceve può essere ambiguo, confuso o del tutto incomprensibile.

Questa modalità viene spesso usata per indicare interesse verso qualcuno senza però scoprirsi troppo... ma chi la riceve, nel 99% dei casi rimane perplesso, dubbioso e si pone continue domande sul reale significato di quei segnali; oppure, più semplicemente, non nota affatto la dimostrazione d'interesse.

Perché le donne comunicano in modi ambigui o contraddittori

Naturalmente anche gli uomini a volte si esprimono in modi poco chiari o poco sinceri. Ma sembra che questo accada più frequentemente nelle donne, probabilmente anche per le ragioni che espongo di seguito:
  • Un motivo può essere un diverso funzionamento cerebrale, per cui nel cervello femminile le funzioni logiche sono meno sviluppate di quelle maschili, e viceversa quelle emotive e intuitive sono più sviluppate. Quindi, le donne hanno pensieri meno lineari, più complessi e sfumati.
  • Un altro motivo è culturale: poiché per millenni le donne sono quasi sempre state soggiogate e senza potere, hanno imparato ad essere indirette, a girare intorno ai loro obiettivi, ad essere diplomatiche e persino machiavelliche. Dire apertamente quel che pensavano, o affrontare in modo diretto gli uomini, poteva avere gravi conseguenze.
    Lo stesso vale nell'area della sessualità: molte donne sono più interessate al sesso di quanto dicano, ma sanno bene che rivelarlo le esporrebbe a rischi e giudizi anche pesanti.
  • Infine, può esserci anche una ragione evolutiva: nelle relazioni uomo-donna, i maschi hanno un solo obiettivo, mentre le femmine ne hanno diversi, a volte anche contrastanti. Da qui la tendenza a volere cose diverse, anche in opposizione, o quando sembra che le donne vogliano tutto.

Realtà e utopie

Le donne spesso dicono le cose come (loro pensano che) dovrebbero essere, piuttosto di come sono realmente. Questo è uno dei motivi principali per cui gli uomini restano confusi dalle loro affermazioni. Per esempio, affermare che "Le dimensioni non contano" o che "L'aspetto fisico non è importante" spesso non corrisponde alla realtà, ma le donne lo dicono ugualmente per apparire ben educate, per non ferire l'altro, o perché vorrebbero credere che sia così.
La loro sensibilità emotiva le porta spesso a preferire (inconsapevolmente) l'utopia piuttosto che la dura realtà. Questo vale anche quando danno agli uomini consigli sull'approcciare e conquistare le donne: questi suggerimenti sono spesso ingannevoli e fuorvianti, perché basati sulle loro fantasie romantiche più che sui fatti (vedi paragrafo seguente)

Consigli femminili sulla seduzione e sulle relazioni

Spesso gli uomini chiedono ad amiche e conoscenti consigli su come conquistare una donna, come piacere di più, come far funzionare una relazione. Purtroppo le risposte che ricevono, per quanto piene di buone intenzioni, sono spesso errate o fuorvianti.
Questo accade perché la maggior parte delle persone non sa veramente cosa vuole, anche se crede di saperlo; inoltre, i più non sono onesti con se stessi. Quindi queste donne:
  • Vi diranno cosa secondo loro dovrebbe funzionare, non quello che funziona realmente.
  • Qualcuna potrebbe dirvi cosa funziona per lei, convinta che sia valido per chiunque, ma che magari risulta inutile o controproducente con altre donne (ogni donna è unica - proprio come ogni uomo).
  • Oppure proietteranno su di voi le loro illusioni, i loro sogni, le bugie che raccontano a se stesse.

Non fare il "bravo ragazzo"

Molte donne suggeriscono di comportarsi in una modalità "femminile" (sensibile, rispettoso, gentile, attento, disponibile, paziente... insomma, il classico "bravo ragazzo") perché a loro piacciono quelle qualità, dimenticando però che quel tipo di comportamento risulta non attraente e per nulla sexy alla maggior parte di loro. Certo, lo apprezzano negli amici, e infatti è in quel ruolo che i "bravi ragazzi" finiscono con l'essere relegati.
Le donne sono - generalmente parlando - istintivamente attratte dai maschi dominanti (i cosiddetti "maschi Alfa"), ma siccome molte non ne sono consapevoli, e ad ammetterlo non si fa bella figura, tendono a non riconoscerlo o negarlo; però poi è quel tipo di uomini che accende le loro fantasie.

Consigli da donne

Inoltre, la maggior parte delle donne non comprende (o non ammette) le differenze fondamentali tra uomini e donne: quindi i loro consigli sono modellati su una mentalità femminile, che però molto spesso non è funzionale per un maschio. In questi casi, danno agli uomini i consigli che potrebbero dare ad un'amica: questo porta a suggerimenti che gli uomini trovano confusi, incomprensibili o disfunzionali.

(N.B.: Anche gli uomini danno spesso consigli errati su questi argomenti, ma in questo caso le ragioni sono generalmente ignoranza e presunzione).

Crediamo a delle falsità sugli altri

La vita è complicata, e gli esseri umani lo sono ancor di più: per questo è difficile capire gli altri. Così tendiamo a basarci su stereotipi e luoghi comuni ("Le donne sono così...", "Gli uomini fanno cosà..."), che però molto spesso sono falsi o comunque troppo generici (anche se un comportamento è frequente, non vuol dire che tutti lo facciano, o che lo facciano sempre).
Se credo a questi luoghi comuni, ne sarò condizionato quando mi relaziono con gli altri, e cadrò in errori e incomprensioni:
  • Per esempio, se credo che agli uomini interessi solo il sesso, prenderò ogni gesto di affetto o di interesse come un approccio sessuale, anche quando non lo sono.
  • Oppure, se credo che tutte le donne siano infedeli, sarò sospettoso e accusatorio verso la mia partner, anche senza alcun motivo reale.
Lo stesso accade con i miti e le credenze comuni su sentimenti e relazioni:
  • Nel post "13 bugie sull'amore a cui quasi tutti credono" ho elencato una serie di falsità sulle relazioni, che confondono e creano problemi a miriadi di persone: per esempio, se credo che innamoramento e amore siano la stessa cosa, quando l'innamoramento tenderà a spegnersi (e accade sempre), penserò che anche l'amore stia finendo (ma potrebbe essere vero il contrario).
  • Credere che sia possibile trovare la donna ideale o l'uomo perfetto ci porta ad essere troppo pretenziosi e incontentabili con i (possibili) partner. Così magari ci sembra che non esistano partner decenti, mentre invece siamo noi a sbagliare approccio.

Per relazionarsi efficacemente con gli altri, è necessario riconoscere che dell'altro sappiamo poco, e quel che sappiamo potrebbe anche essere sbagliato (specialmente se arriva da cliché o dalla "saggezza popolare"). Meglio quindi cercare di conoscere direttamente la persona che abbiamo di fronte, senza farci fuorviare da pregiudizi; ed informarsi presso fonti autorevoli (psicologia, studi sociali), piuttosto di credere alle chiacchiere da bar.

La spiegazione più semplice

Quando le cose vanno male, quando gli altri ci deludono, spesso cerchiamo una spiegazione legata al genere: "Ma come pensano gli uomini?", "Ma perché le donne fanno così?"... semplicemente perché non sappiamo metterci nei panni dell'altro, e vedere le sue motivazioni. Molto spesso siamo così concentrati su quello che vogliamo noi, che siamo incapaci di immaginare come l'altro possa volere qualcosa di diverso; oppure ci sembra impensabile e incomprensibile (e non riconosciamo che, al loro posto, magari avremmo fatto lo stesso).
La spiegazione più semplice e concreta per molti comportamenti è questa: ognuno persegue i propri interessi, ognuno cerca la propria felicità. E questo vale per ogni essere vivente. Quando qualcuno ci ignora, si allontana, ci rifiuta, ci abbandona, insegue un'altra persona o delude le nostre aspettative, nel 99% dei casi lo fa semplicemente perché crede che quell'azione lo porterà ad essere (più) felice (oppure a soffrire di meno).

Certo a volte questi comportamenti possono essere scorretti o poco etici, ma quasi mai sono motivati da cattiveria intenzionale o da una psiche contorta. La spiegazione più comune ed ovvia, è il normale e istintivo egoismo che ci spinge verso ciò che desideriamo - che, spesso, non è quello che desidera la persona che ci sta vicino (una situazione tanto spiacevole quanto frequente).

Sia gli uomini che le donne mentono

Infine, uno dei motivi principali per cui è difficile capirsi, è che spesso le persone non dicono quello che pensano veramente:
  • A volte lo facciamo per opportunismo.
    Perché ci conviene, per manipolare gli altri, per evitare problemi. L'onestà non sempre viene premiata; è del tutto comune indossare una "maschera sociale" e dire agli altri quello che vorrebbero sentirsi dire, per assecondarli o ingraziarseli.
  • Ma altre volte mentiamo a fin di bene.
    Diciamo bugie per delicatezza o per compassione: le cosiddette "bugie bianche" sono un modo per non ferire gli altri, per non urtarli o per farli star meglio.
Qualunque sia il motivo, non essere sempre sinceri è un fatto della vita (anche gli animali mentono). Mentire è anche indispensabile per il funzionamento della società: non sopporteremmo una totale sincerità (per un esempio divertente, vedere il film "Il primo dei bugiardi").
Quindi, occorre accettare che le bugie esistono ed esisteranno sempre, e magari sviluppare percezioni e intuizione per accorgerci quando ci raccontano frottole (a meno che preferiamo crederci). Senza dimenticare che tutti mentono, sia le donne che gli uomini.

"Una donna è un paese straniero del quale un uomo non arriva mai a capire fino i fondo i costumi, la politica e la lingua."
(Coventry Patmore)

"Quando si tratta di leggere negli occhi di una donna, la maggior parte degli uomini è analfabeta."
(Heidelinde Weis)

"Il segreto per andare d'accordo con le donne è avere torto."
(Achille Campanile)


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